• Giuliano Castellino

NESSUNA PANDEMIA IN ITALIA, SOLO TERRORE E MENZOGNE! ECCO I NUMERI DELL'ISS



I NUMERI INCHIODANO LA DITTATURA SANITARIA. NESSUNA PANDEMIA IN ITALIA, SOLO TERRORE E MENZOGNE!

Non è un romanzo orwelliano, ma la realtà italiana nel 2020. Altro che museruole e mascherine, ci hanno terrorizzato e preso per i fondelli, messi in ginocchio ed oggi sembra impossibile rialzarsi.


di Giuliano Castellino


Ora non è più come 120 giorni fa, quando mettere in discussione la pandemia era considerata una follia.

La verità sta emergendo, nonostante le menzogne ed il terrorismo di politici, media e medici.

A supportare le nostre tesi arrivano - inesorabili e indiscutibili - i numeri.

Che non sono opinione, ma scienza esatta.


Un''analisi complessa certo quella dei numeri, soprattutto per l'epidemia da da Coronavirus, dove i tamponi non sono stati fatti e le autopsie addirittura vietate.


Ad oggi sono 355 le cartelle cliniche, sulle 2.003 pervenute all'Istituto superiore di sanità (Iss), analizzate.

E secondo i primi riscontri sono 3 su 355 i pazienti, RIPETIAMO E SOTTOLINEIAMO 3 SU 355, che "presentavano zero patologie".

Tutti gli altri pazienti vittime dell'epidemia, secondo l'Iss, avevano altre patologie gravi.


Quasi il 50 per cento dei deceduti aveva ben 3 patologie pregresse, e la media, tra i 352 morti per cause secondarie, è di 2,7 patologie a persona.


Nelle persone decedute positive al Covid-19 la terapia antibiotica è stata quella più utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%), più raramente la terapia steroidea (27%).


L'Istituto ha riferito anche le fasce d'età dei pazienti.


Al 17 marzo sono diciassette quelli deceduti e che sono poi risultati positivi al Covid-19 di età inferiore ai 50 anni.

Nello specifico, 5 di questi avevano meno di 40 anni: si tratta di soggetti di sesso maschile e di età compresa fra i 31 ed i 39 anni con gravi patologie preesistenti.


Tra queste, patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche ma anche diabete ed obesità.


Specifichiamo che questi sono numeri relativi fino a metà marzo, il che significa che quelli che saranno aggiornati ad oggi saranno ancora più "anti-pandemia", considerando il caldo e soprattutto la nuova cura al plasma che di fatto ha guarito quasi il 100% dei malati.


Questi sono numeri che inchiodano la verità: in Italia non è esistita nessuna pandemia. Non solo, come affermiamo da tempo, pochissimi e rari sono i deceduti da Covid.


Purtroppo oggi tutto ciò che risulta andare contro le "verità ufficiali" è immediatamente bollato come fake news o imputato di complottismo.

Anche se si tratta di numeri indiscutibili.

Le critiche alla dittatura sanitaria non sono ammessi, né sui giornali, né in tv. E sono filtrate anche sul web.


Se fossero state effettuate delle autopsie da subito, invece di inscenare immagini come quelle di Bergamo con i soldati impegnati a portare via le bare, se si fosse scoperto a marzo che la causa di alcune morti non era la polmonite interstiziale doppia, ma la coagulazione intravascolare disseminata, si sarebbero potute salvare delle vite.


Lo dicono i numeri, lo stanno dicendo anche i medici, persino italiani, dopo le autopsie eseguite a Bergamo.

Ormai tutti, medici italiani e tedeschi, e di ogni parte del mondo, concordano su un fatto, che è persino ovvio: se sai che il virus può uccidere il paziente per trombosi vascolare, e non per polmonite interstiziale, non intubi il paziente e non ricorri alla ventilazione. In altre parole, non adotti una terapia sbagliata in esecuzione di una diagnosi sbagliata.


Se pensiamo che la pandemia è stata dichiarata per l'affollamento delle terapie intensive ci viene da metterci le mani nei capelli.


Chi dovrebbe assumersi la responsabilità di queste diagnosi sbagliate? I medici o il governo che, di fatto, aveva vietato le autopsie nonostante la circolare stessa affermi che "il paziente deceduto non è fonte di dispersione del virus nell'ambiente"?


Sicuramente un ministero e un governo, che emanano una circolare che "sconsiglia" le autopsie, arrivando a vietarle, deve rispondere di tutte queste morti.


E oggi, la cosa drammatica, che al di là dei dati e dei numeri che stanno uscendo, è che non potremmo mai sapere tutta la verità, perchè siamo in assenza di cartelle cliniche e risposte di autopsie.

Non solo, non abbiamo nemmeno più i cadaveri per avere dati nuovi, perchè sono stati bruciati.


In Italia il governo si è trasformato in tirannia, ha violato tutti i diritti dei cittadini e provocato le conseguenze disastrose (sociali, economiche, sanitarie e psicologiche) alle quali stiamo andando incontro.

La dittatura sanitaria ha provocato non solo morte e dolore, privazione di libertà e di movimento, ma danni irreparabili.


La storia di ciò che stiamo vivendo e abbiamo vissuto in questi mesi va ricostruita per bene e con onestà intellettuale.

Non è certamente la "verità unica e assodata" propalata dal "ministero della Verità" di un governo di mentecatti e venduti all'Oms, alla Cina e a Bill Gates.





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