• Giuliano Castellino

NESSUNA FASE 2: L'ITALIA RIMANE AGLI ARRESTI E SOTTO DITTATURA SANITARIA

Aggiornato il: apr 30



NESSUNA FASE 2: RIMANIAMO AGLI ARRESTI, QUALCUNO ANDRA' AI "LAVORATIVI", L'ITALIA SOTTO DITTATURA SANITARIA di Giuliano Castellino Ieri sera ennesimo show personale del presidentissimo Giuseppe Conte, che avrebbe dovuto presentare in conferenza stampa il superamento del lockdown del dopo 4 maggio, quella che tutti avevano già ribattezzato "Fase Due", molto attesa dagli italiani, da più di 100 giorni stressati dallo stato di pandemia, da quasi due mesi agli arresti domiciliari. Il neo-dittatore italiano, ieri apparso visibilmente affaticato, ma per niente pronto a mollare lo scettro di unico leader della tirannia sanitaria, ha esordito con un: "Se ami l'Italia mantieni le distanze", e un monito chiaro: "Sarà fondamentale il comportamento responsabile di ciascuno di noi, non bisogna mai avvicinarsi, la distanza di sicurezza deve essere di almeno un metro". Premessa in linea con il terrorismo mediatico attuato in questi mesi con cui ha tenuto al guinzaglio gli italiani e che non lasciava trasparire nulla di buono neanche per il 5 maggio e di fatto così è stato. La prima botta è stata contro la Fede degli italiani, infatti sarà prolungata anche dopo il 4 maggio la chiusura alle messe. Scelta che ha - finalmente - scatenato la reazione della Cei. Queste le prime dichiarazioni de vescovi: "Viola la libertà di culto". Poi Conte ha detto una serie di "supercazzole" che ha capito soltanto lui, che oltre a scatenare l'ironia sui social, hanno lasciato perplessi milioni di italiani che aspettavano con ansia il ritorno alla libertà. Frasi sconcertanti e senza senso del tipo: "Non dobbiamo sbloccare i cantieri, ma sbloccare il Paese", cosa vorrà dire? Il presidente del Consiglio, non si sa di quali ministri, visto che ormai comanda il pool Colao, ha inoltre difeso le scelte europee dell'Italia: "Con il recovery found in Europa abbiamo ottenuto un risultato storico, ed è stato creato uno strumento innovativo che offrirà ai Paesi più colpiti, come l'Italia, di percorrere una strada di ripresa grazie alla solidarietà". Ma passiamo alla sostanza, molto poca, di questa ennesima conferenza stampa del Premier. Le mascherine costeranno 50 centesimi, con 37 e mezzo di temperature si dovrà rimanere per forza dentro casa, dal 4 maggio le Regioni giornalmente dovranno fornire la curva del contagio e l'adeguatezza del servizio sanitario (in modo da valutare situazioni critiche circoscritte ed eventuali interventi). Ripartirà il commercio all'ingrosso, forse solo dal 18 quello al dettaglio, ma con enormi limitazioni, senza fare cenno, che ad esempio, in città come Roma, 4 negozi su 10 non riapriranno più! È stata ancora rinviata (al 1 giugno?) la data per riaprire attività di bar, ristorazioni, parrucchieri, centri estetici, barbieri e centri massaggio. Bar e ristoranti riapriranno facendo entrare la clientela solo uno per volta. Insomma ancora file alla cinese! C'è allo studio una programmazione per la riapertura delle stazioni balneari. Anche qui ancora tanto fumo e niente arrosto, mentre le temperatura superano i 20 gradi in tutta Italia. Imbarazzato il Super Governatore ha chiesto scusa per i ritardi su Cig e Bonus. Poi tutta la conferenza stampa è stata un'operazione di terrorismo verso gli italiani: "Nei prossimi mesi ci aspetta una sfida molto complessa. Molti di voi vorrebbero un definitivo allentamento delle misure. Possono quindi anche reagire negativamente in questa fase, affidarsi alla rabbia, cercare un colpevole, prendersela con un familiare, con la politica, con il governo o con la stampa. Oppure possiamo scacciare il risentimento e pensare a cosa ciascuno può fare per consentire questa rapida ripresa". A Roma diciamo "si è buttato in avanti per non cadere indietro!". Premessa che serviva per dare le steccate finale che ancora una volta lasciavano la nazione in mano agli scienziati e annunciavano che dopo il 4 maggio rimanevamo agli arresti o al massimo qualcuno accedeva ai "lavorativi": "Gli scienziati non sanno quando finirà l'emergenza. Dobbiamo aspettare una terapia risolutiva o il vaccino, ed è difficile comprendere quando. Ora bisogna avviarci alla Fase Due, programmare un progressivo allentamento del lockdown, con il Paese che riparte ma in sicurezza. Anche i membri della comunità scientifica non saprebbero dirci quando ci sarà l'uscita definitiva dall'emergenza". Emergenza che, secondo Conte e il suo pool di scienziati non è terminata, necessita ancora di arresti di massa, controlli e repressione. Infatti non ci sarà nessuna "Fase 2" dopo il 4 maggio, pochissime sono le maglie aperte: sì agli incontri con i familiari, ma solo con i più stretti, ma indossando la mascherina e senza assembramenti. Cosa incredibile resta l'autocertificazione, anche se sarà diversa e con più possibilità. A insistere per mantenere l'obbligo dell'autocertificazione per gli spostamenti all'interno del Comune o della Regione (perchè fuori non si può assolutamente andare) sono stati in particolare i ministri Speranza e Boccia, i cosiddetti "ministri della guerra", gli unici a cui Conte ha dato spazio e parola in questi 100 giorni e più. Cambierà il modulo, perché alle già note motivazioni per uscire di casa si aggiunge quella della visita ai parenti più stretti. Quindi salvo quelle eccezioni si rimane agli arresti! Rimangono vietate ogni tipo di riunioni o incontri, anche quelli di famiglia: resta valido il divieto di assembramenti, anche in casa. In sostanza, cambierà poco o nulla, chi si aspettava la "Fase 2" è rimasto deluso. L'Italia è sotto dittatura sanitaria. Fatevene una ragione. O la subite o vi ribellate. Il resto sono chiacchiere. Avete pur sempre Facebook o Whatsapp dove sfogare la vostra rabbia e sentirvi dei rivoluzionari.

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