• Giuliano Castellino

NELLE CARCERI ITALIANE I DETENUTI VENGONO TORTURATI: CASI IN MOLTISSIMI ISTITUTI

NELLE CARCERI ITALIANE I DETENUTI VENGONO TORTURATI: CASI IN MOLTISSIMI ISTITUTI


E a Modena si indaga per tortura. Sono finora sei le inchieste sugli abusi nelle prigioni italiane


Una testimonianza: “Gridavo che un ragazzo stava male e loro mi dicevano zitto. Mi hanno rotto una mano”


di Giuseppe Baldessarro


https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/ e_a_modena_si_indaga_per_tortura_sono_finora_sei_le_inchieste_sugli_abusi_nelle_prigioni_italiane-310244251/


BOLOGNA - «Io urlavo e questi vedendo il ragazzo tunisino a terra cominciavano a prenderlo a botte per farlo svegliare. Io gridavo loro che stava male e che per me era morto e loro, dicendomi “stai zitto figlio di puttana, abbassa la testa” hanno iniziato a picchiarmi».


Modena come Santa Maria Capua Vetere.


Lo dicono le denunce dei detenuti che hanno messo nero su bianco i racconti dei pestaggi, di braccia e denti rotti, di costole incrinate, di gente picchiata mentre era a terra ammanettata.


L’ultima testimonianza è quella di un giovane nordafricano finita agli atti di un fascicolo aperto da mesi che parla di “lesioni aggravate” e “tortura”.


Formalmente non ci sono ancora indagati, ma la polizia sta mettendo assiene gli elementi per dimostrare che per domare la rivolta del marzo 2020 la penitenziaria usò il pugno di ferro, anche quando non era necessario.


La trama raccontata dal ragazzo è identica a quella vista nelle immagini del carcere campano, con agenti schierati su due lati del corridoio a tirare calci, pugni e manganellate senza soluzione di continuità.


«Ancora oggi — scrive nella denuncia — mi ricordo bene la loro fisionomia e la loro faccia e sarei in grado di riconoscerli se mi fate vedere le fotografie».


A lui hanno rotto una mano e procurato un trauma cranico, tutte lesioni che gli sono state refertate a Forlì, dove è stato trasferito dopo le devastazioni del carcere di Modena.


La procura che lavora su questo nuovo fascicolo ha già fatto archiviare quello aperto sugli 8 detenuti deceduti nelle ore successive alla rivolta.


Tutte overdose a causa dei farmaci rubati in infermeria e ingeriti senza controllo. Solo per la morte di Salvatore Piscitelli, trasferito come altri ad Ascoli Piceno, la magistratura delle Marche sta ancora indagando.


Procedimenti seguiti dai legali dell’associazione Antigone.

E non sono i soli.


Dopo le rivolte del periodo acuto della Pandemia le procure che si sono mosse per indagare su eventuali abusi della penitenziaria sono sei. Oltre a Modena, Ascoli e Santa Maria Capua Vetere ci sono procedimenti anche a Milano Opera, Pavia e Melfi.


Inchieste a cui si aggiungono una dozzina di altri processi che Antigone segue in tutta Italia.


Da Ivrea a Siracusa, passando per Monza, Viterbo e Foggia.


Morti strane, pestaggi denunciati durante le udienze in tribunale. Diritti negati e abusi d’ogni genere.




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