• Giuliano Castellino

LIBERTÀ PER I RIVOLTOSI DI WASHINGTON. ANCORA ARRESTI E REPRESSIONE NEGLI USA

LIBERTÀ PER I RIVOLTOSI DI WASHINGTON. ANCORA ARRESTI E REPRESSIONE NEGLI USA


Rivolta al Congresso, arrestati Jake Angeli e l'uomo con il leggio di Nancy Pelosi.


Mentre i pupazzi di Q e i "figli della luce" continuano a delirare, i nazional-popolari finiscono nelle patrie galere.


LA NOSTRA SOLIDARIETÀ TOTALE ED INCONDIZIONATA ALLA PRIMA LINEA DI CORAGGIOSI!


di Giuliano Castellino


È un trentaseienne della Florida, padre di cinque figli e marito di un medico.

È stato identificato attraverso i social.


Con lui salgono a 53 le persone finite in carcere per l'attacco a Capitol Hill.


La repressione globalista presenta il conto ai rivoltosi che il giorno dell'Epifania hanno manifestato contro Biden e poi hanno occupato il Parlamento.


Ieri la polizia ha anche arrestato lo "sciamano" Jake Angeli.

E pensare che i soliti cialtroni e ciarlatani della rivoluzione lo avevano accusato di essere un antifa e un provocatore.


Ancora una volta "i cospirazionisti da strapazzo", i leoni da tastiera, i guerrieri da social, convinti di potere abbattare la tirannia globalista a suon di link e like, hanno perso occasione di tacere.


In carcere è finito anche il protagonista di un’altra foto che ha fatto il giro del mondo: Adam Johnson, 36 anni, è l'uomo fotografato mentre si porta via il podio della speaker della Camera Nancy Pelosi.


Jake Angeli, in una intervista rilasciata poco prima dell’arresto, ha detto di aver contattato lui l'Fbi e di essere orgoglioso di quello che ha fatto.


Johnson invece è stato identificato grazie ai social - dove la sua immagine è stata postata - e portato nel carcere della contea di Pinellas: il militante nazional-popolare risiede a Parrish dove si occupa della cura dei suoi cinque figli mentre la moglie lavora come medico.


Con Johnson diventano 53 le persone arrestate.


Tra le persone finite in carcere anche l’attivista fotografato con i piedi sulla scrivania sempre di Nancy Pelosi.


In carcere, incriminato per ingresso illegale e condotta disordinata nel Capitol, è finito anche il deputato statale della West Virginia, Derrick Evans.


Il Dipartimento della Giustizia ha annunciato intanto rinvii a giudizio per almeno tredici Proud Boys, tra cui Richard Barnett, il sessantenne dell’Arkansas fotografato con i piedi sulla scrivania della Pelosi e attualmente detenuto dopo aver fatto ritorno nel suo stato di origine.


Lonnie Coffman, 70 anni dell’Alabama, è stato incarcerato per aver portato armi a Capitol Hill. Nel suo furgone aveva due bottiglie Molotov.


Manette anche a Christopher Alberts del Maryland che aveva con sé una pistola da 9 mm legalmente detenuta.


Intanto il "New Yorker" ha intervistato il ribelle ricercato dall'Fbi dopo esser stato fotografato nell'aula del Senato in tenuta paramilitare e con in mano cinque paia di manette di plastica.


È Larry Rendall Brock, un reduce dell’Air Force del Texas.


La repressione globalista, come da tradizione giacobina, non sta facendo sconti.


Il pugno duro è scattato contro i ribelli.

Ancora una volta la "democrazia americana" sta mostrando il suo volto criminale.


Noi oggi ci schieriamo dalla parte di chi - per difendere libertà e giustizia sociale - è finito nelle patrie galere.


LIBERTÀ PER I RIBELLI DI WASHINGTON!

LA RIVOLUZIONE È COME IL VENTO.



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