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LE GABBIE DELLA VERITÀ


Abbiamo la prova del grande inganno del coronavirus nelle nostre carceri, dove vivono ammassate decine di migliaia di persone in condizioni promiscue e igienicamente carenti. Se la letalità del virus fosse quella che ci raccontano, nelle prigioni avremmo dovuto avere già centinaia di ricoverati e decine di decessi. In verità le uniche bare uscite dai penitenziari sono quelle dei morti di botte, che ( al pari degli anziani deceduti negli ospedali) non hanno avuto l'autopsia che in condizioni di normalità, a fronte di una morte violenta viene sempre eseguita. Con la consueta faccia di bronzo si è genericamente parlato nei media di "morte per overdose". Come per gli anziani deceduti in Lombardia, dobbiamo prendere per buona la verità dei telegiornali. Ci fornissero allora un'altra spiegazione sul perché su sessantamila detenuti nessuno è ricoverato in gravi condizioni per coronavirus, dal momento che la sua diffusione in un ambiente come quello carcerario dovrebbe essere esponenziale e gran parte della popolazione carceraria dovrebbe essere infettata. Evidentemente i detenuti hanno già sviluppato una forma di immunità al virus, senza però vivere isolati gli uni dagli altri. Come si spiega?


di Luca Andrea Marinelli

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