• Giuliano Castellino

LA RETE DELLA CUNIAL È UNA TRAPPOLA DEL PENSIERO UNICO. PERCHE' LE VOLTIAMO LE SPALLE!



LA RETE DELLA CUNIAL È UNA TRAPPOLA DEL PENSIERO UNICO.

PERCHE' LE VOLTIAMO LE SPALLE!


IL 1 LUGLIO NON ANDREMO DALLA CUNIAL, ANZI LE VOLTIAMO LE SPALLE E LA SALUTIAMO!


Purtroppo la toppa sembra peggiore del buco.

Un lupo mangia al massimo una o due pecore, un "pastore cattivo e venduto" porta tutte le pecore al precipizio.


Oggi è la festa di San Pietro e Paolo, il primo sì vero esperto di reti, una festa Romana nel senso più completo del termine; il giorno giusto per salutarla.


NOI CONTINUIAMO A COMBATTERE PER LA LIBERTA' CONTRO OMS, DITTATURA SANITARIA, GATES, SOROS, ANTIFA, MEDIA DI REGIME E POLITICANTI VENDUTI, LA CUNIAL E' GIA' SALITA SULLA GIOSTRA GLOBALISTA!


di Giuseppe Provenzale


Succede. Sono tempi in cui i dizionari della neo lingua hanno ormai superato le decine di edizioni e vedere, dopo un precedente, intrepido intervento, una sconosciuta Sara Cunial scendere, da leonessa, nella fossa delle iene, armata di coraggio e femminile semplicità, incurante delle urla sguaiate dei suoi stessi ex sodali, già mangiatori di grilli mantecati durante blasfeme parodie dell'Eucarestia, aveva fatto sperare.


Non è facile trovare uomini e donne di buona volontà in quell'aula sorda e grigia e sembrava la persona giusta quella Sara contadina, quasi una novella Giuditta, pronta ad affrontare il tiranno occupante a cui tutti attorno a lei si erano da tempo già arresi.


Ma non era così e, in meno di quindici giorni, anche la sconosciuta Cunial si è fatta conoscere.


Ha parlato e ha scritto molto nel presentare una due giorni che, dopo un'apparentemente spontanea organizzazione iniziale, ha, prima di cominciare, offerto l'opportunità di verificare quale fosse la vera lingua adoperata da lei e dalle persone che la circondano e la affiancano.


Tutti i principali neologismi politicamente corretti - man mano che le pagine del suo vocabolario si aprivano - scorrevano, impietosi sotto i nostri occhi; nessuna parola rivelatrice del linguaggio nemico mancava nella carrellata "inclusiva" dei luoghi comuni cari al sistema.


Diamine! Questa Giuditta parla perfettamente la lingua di Oloferne.


"Fascismo", "autoritarismo", "xenofobia", "razzismo" e "sessismo" sono i mostri da combattere, così come per Bill Gates o per George Soros anche per Sara Cunial, e non mancano nemmeno gli scriteriati asterischi di genere nei comunicati della sua Rete, che sembrava nata per catturare gli squali e che, invece, minaccia di voler imbrigliare ignari pesciolini, desiderosi di nuotare in libertà proprio alla faccia degli squali.


Naturalmente le parole sono l'espressione del pensiero e il pensiero, quando c’è, in tempi letteralmente medioevali come questi, lontanissimi dalla luminosità del Medio Evo reale, è spesso surrogato da una sequela di luoghi comuni storico-filosofici che gli armadi del pensiero unico non mancano mai di contenere.


E la Cunial li tira fuori tutti, li mette senza pudore in bella mostra; non ha alcuna intenzione di fare il necessario, liberatorio cambio stagione di cui la fine dell’inverno necessiterebbe.


Invita dei ballerini new age, che sembrano provenire dalla scuola privata della maestra Marina Abramović, alla sua kermesse romana – in un ex mattatoio tra la Piramide e il cimitero acattolico – e la rete (quella con la minuscola, fatta dagli informati "complottisti" consapevoli) la contesta puntuale.


Lei, prevedibile come un tesserato di Potere al Popolo, straripa, così, senza vergogna: "Nel corso della storia, quando si voleva ostacolare il pensiero divergente, quello libero da stereotipi e modelli preconfezionati, si è sempre ricorsi al "diavolo". O quantomeno a tutte le forme di "oscurità" che servivano a dare una giustificazione alla soppressione di questo libero pensiero. La "sacra" (sic) inquisizione ha fatto del diavolo la giustificazione per uccidere milioni (sic) di donne e uomini la cui unica colpa era quella di guardare avanti o avere intuizioni che portavano al progredire della mente, del pensiero, dell’anima stessa e, soprattutto, all'attivazione di un "risveglio" collettivo".

Cosa manca, Giordano Bruno? Eccolo il mago, in compagnia di Ipazia naturalmente, nella correttissima galleria dei più ignoranti luoghi comuni anti cattolici: "Giordano Bruno, Ipazia di Alessandria, solo per fare qualche nome, sono state vittime illustri e insieme a loro tante altri (sic), più o meno famosi (sic), che non facevano altro che cercare di coltivare la sana pratica del dubbio e della conoscenza, la messa in discussione dei modelli predefiniti e degli stereotipi.

Come purtroppo sempre accade, la storia si ripete, e anche oggi l’accusa di eresia (fake news, complottismo, e addirittura satanismo) arriva al cuore di chi in ogni modo e con tutte le sue forze sta cercando di smascherare e contrastare il drammatico quadro che si sta stagliando all'orizzonte".


Ma dove vive 'sta Cunial? Nessuno l'ha informata del fatto che la dittatura sanitaria di quell'Oms vaccinara, se mai fosse papista, indosserebbe i panni ecologisti pachamama di Bergoglio e non il triregno di Clemente VIII?


Che libri ha letto, oltre ai vecchi manuali di scuola media?


Qui abbiamo al potere i neogiacobini comitati di salute pubblica ispirati da Bill Gates ed è la contro chiesa massonica il nemico da combattere non la Santa Inquisizione che, sia detto per inciso, non ha ucciso milioni (forse 6?) di filosofi illuminati.


Come puoi "smascherare" e "contrastare" con questo armamentario?

Qui serve una spada affilata e tu usi un boomerang giocattolo che, a giudicare da quel che dici, ti ha già colpito in fronte perché usato maldestramente.


No Sara, la toppa è peggiore del buco.

Non crediamo tu sia satanista (almeno lo speriamo tanto per te!), e forse nemmeno quei ballerini che ti piacciono tanto lo sono, ma le parole e i simboli sono troppo importanti.


Usare simbologie sulfuree significa corredare la neo lingua esplicita del potere con quel linguaggio, non solo subliminale, che completa il modo di comunicare di quei potenti che attaccavi a parole (belle) riuscendo ad emozionare.


È un linguaggio che parla più agli iniziati che al popolo, un linguaggio che, insieme a tutto il resto, è già un programma di controllo, altro che manifesto di libertà.


Avvicinata al momento opportuno? Chissà.

Certo è che Sara ha smascherato solo se stessa e, di fatto, Giuditta si è infilata sotto le lenzuola di Oloferne, "dimenticando" che il suo compito era quello di tagliargli la testa.


"La situazione è drammatica e continuerà a peggiorare. Tutti coloro che ne sono consapevoli sono chiamati ad agire", scrivi, e su questo restiamo d'accordo, ma, proprio perché è così, non puoi combattere il sistema rivolgendoti alla Bachelet: è come tentare di convincere un Robespierre a prendere le parti del popolo di Vandea.


Oggi è la festa di San Pietro e Paolo, il primo sì vero esperto di reti, una festa Romana nel senso più completo del termine; il giorno giusto per salutarti.


In attesa di vederti in ginocchio come la Boldrini, magari sotto la statua del tuo caro Giordano Bruno, avvolta in una rete insidiosa da cui tutti gli uomini liberi non si faranno catturare: né domani né mai.


La battaglia finale è a difesa della nostra fede e dei nostri simboli.

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