• Giuliano Castellino

LA PRIMA LINEA E LA DOMENICA DELLE PALME. SALVINI A PASQUA CON NOI?



LA PRIMA LINEA E LA DOMENICA DELLE PALME. SALVINI A PASQUA CON NOI? di Giuliano Castellino Mancano 7 giorni alla domenica di Pasqua, altra domenica di quarantena, altra domenica agli arresti domiciliari, altra domenica con strade vuote, deserte, con clima surreale, da guerra. Altra domenica senza Messe, con i soli posti di blocco e i checkpoint militari a ricordarci chi comanda. Dovrebbe essere, o meglio è la domenica delle Palme. Dovremmo ricordare l'entrata di Gesù a Gerusalemme, eppure non c'è nessuno che entra ed esce dalle nostre Chiese con l'Ulivo in mano a ricordarci che domenica prossima è il giorno della Risurrezione e che da domani inizia la settimana Santa. NULLA. LA PANDEMIA HA CHIUSO NEGOZI, ATTIVITÀ, PUB, RISTORANTI, POSTI DI LAVORO E PURE LA SETTIMANA SANTA. Questa passata è stata una settimana pesante, con tre passaggi fondamentali: il primo è stato il prolungamento degli arresti forzati e le sue nuove misure restrittive (non passate per il parlamento, né per il governo, collegate direttamente alle leggi speciali per l'ordine pubblico - il 41 Tulps - fatte a tempo indeterminato); il secondo: la certificazione dello strapotere globale dell'OMS - organizzazione mondiale della Sanità guidata da Tedros Adhanom, un marxista militante del Fronte Comunista etiope imposto dalla Cina, sembrerebbe con il beneplacito di Bil Gates in visione anti Trump - che sta imponendo al mondo intero la nuova agenda politica, geopolitica e finanziaria, scavalcando Stati, governi, nazioni ed elezioni; il terzo passaggio è il sorpasso della Cina sul vecchio impero occidentale nella guida del nuovo ordine mondiale. Tre elementi che stanno cambiando lo scenario globalista, che hanno sconvolto gli esiti di una lunga "guerra fredda" tra Usa e Cina e che ha rovesciato, se non addirittura, stravolto, la vita di milioni di uomini e donne, oggi rinchiusi forzatamente in casa. Compresa quella di noi italiani, che lobotomizzati da Barbara D'Urso, Facebook e Instagram, fatichiamo a capire cosa sta davvero succedendo ed impauriti da un futuro incerto e quanto mai terribile non vogliamo forse accettare. Iniziamo col dire che tutti, compresi noi, abbiamo sottovalutato Conte, Di Maio, Di Battista e i 5 Stelle. Convinti che il vero potere dei grillini fosse rappresentato dai quei quattro dementi che sedevano in parlamento, abbiamo ignorato la forza devastante della dittatura della rete, la provenienza satanica e massonica del clan Casaleggio, i viaggi in Cina di Grillo e Di Maio, le strane "scorte" di Gigino e i viaggi, liquidati troppo velocemente come "peones", di Di Battista. Così come molto altro si nascondeva dietro l'avvocato del popolo: c'erano il 5G e la Repubblica popolare cinese. Questi signori hanno resistito a ben tre assalti. Il primo, quello più leggero in termini di poteri forti, ma il più pesante in termini di consenso popolare, quello ricevuto dalla Lega e da Salvini. Il secondo quello da parte di Renzi e della P2 nostrana. L'ultimo quello di Mattarella, Ue, Draghi, Salvini, Renzi, forze occidentali, ricompattate nell'era virus. In questa ultimo golpe, hanno risposto con un contro golpe da mettere paura: 60 milioni di italiani agli arresti domiciliari. La prima nazione al mondo a chiudere tutto. Con poliziotti e militari nelle strade, diventando un esempio per tutto il mondo! (La Cina non ha MAI chiuso né la sua capitale politica, né la sua capitale finanziaria, ma solo la regione di Wuhan, come se noi avessimo chiuso il solo Molise per per 40 giorni). Arrivando, caso unico nella storia d'Italia e d'Europa, a vietare le Messe! Eccoci arrivati alla Domenica delle Palme, senza ramoscelli d'Ulivo e senza sacramenti, senza libertà e in fila con le mascherine ed i guanti in lattice. Muti, a due metri l'uno dall'altro, senza sorrisi, volti, espressioni, senza anima. Come i cinesi! AD OGGI, SENZA REAZIONE E SENZA FUTURO. CON MILIONI DI DISOCCUPATI ALL'ORIZZONTE E SENZA SPERANZA. Esploso il Coronavirus, immediatamente, gridammo, con forza, allarme e rabbia, di fare attenzione. Lo gridammo anche e soprattutto ai nostri... Urlammo forte forte di non cadere nel terrorismo sanitario e di Stato, di non perire nella Caporetto medica della Lombardia, di non rimanere stritolati dalla follia massmediatica, ma che era nostra missione rimanere in prima linea sulla trincea della libertà! Lo capimmo immediatamente: in gioco non c'era solo la lotta contro il virus, ma c'era molto di più! C'erano Fede, futuro e libertà da difendere. C'era una resistenza da organizzare ed una nuova idea di liberazione nazionale da iniziare a diffondere, che avrebbe dovuto scavalcare vecchi schemi e paradigmi. Così come il mondo si trasformava e la guerra fredda stravolgeva ruoli ed esiti, anche la nostra Rivoluzione necessitava di un cambiamento strategico immediato. Niente. Non ci fu verso. Tutti ammaliati dalle sirene dei media, dalle bare di Bergamo, dalla follia collettiva perfettamente architettata dal regime. Per fortuna il tempo è sempre galantuomo. Con una sostanziale differenza. Che le settimane ed i mesi, in questa fase, sono anni ed anni di tempi passati. Quindi chi un mese fa ci ha lasciati soli, anzi solissimi (ancora una volta!) nella battaglia di libertà contro i mass media, contro la dittatura di Conte, contro gli arresti di massa, contro la tirannia dell'OMS, oggi non può giustificarsi dicendo, ma sono passate poche settimane... Chi ha boicottato il nostro mensile, il nostro blog, criminalizzato i nostri blitz, seminato zizzania contro le nostre prese di posizioni, ha grosse e pesanti responsabilità. Perché per noi è stato durissimo mandare avanti la lotta e la baracca con le comunicazioni mozzate, viaggiare con i divieti e le zone rosse, trovare tipografie aperte, fare blitz e militanza in tempo di quarantena e reclusioni, fare riunioni ed incontri ecc... Noi resistevamo mentre altri sedicenti militanti accettavano passivamente il tutto, questo deve fare, ancora una volta, la differenza e determinare ruoli e valori, perchè la libertà non è figlia della saliva, ma dell'azione. Soprattutto quando fatta con concretezza e coscienza. La trincerocrazia non può essere messa in discussione, il valore della prima linea, soprattutto in questa fase di divieti e libertà personali messe in pericolo non può essere più un fatto secondario. Il coraggio, quello delle scelte, non solo quello fisico, quello di campo, quelle delle idee che diventano azione e prassi, oggi diventa elemento base per la nuova vita, non solo politica, ma antropologica e quotidiana, per ogni militante, ma anche per ogni italiano che vuole sentirsi ancora libero. Abbandonare la trincea e la prima linea nei momenti più duri comporta sempre delle conseguenze, quanto meno quella poi di seguire le avanguardie nelle fasi successive, in silenzioso rispetto, sperando e cercando di riconquistare il rispetto e ripagando il torto fatto. Perché ancora una volta è l'Italia intera a venire dietro! Immediatamente, non ieri, avevamo detto che Pasqua, senza Cristo, non sarebbe stata Italia, annunciammo una Processione e subito dopo la prima serrata lanciammo una petizione per riaprire le Messe. Primo firmatario Roberto Fiore. Appello che immediatamente venne firmato da un pugno di coraggiosi, inizialmente soli, ma poi sempre meno soli... Processione e appello... La prima reazione fu: "Ma siete matti?" Poi ci furono le aperture del Papa ed ora ecco che ieri, di fatto, Renzi e Salvini, hanno "firmato e sottoscritto" il nostro appello. Soprattutto il leader della Lega si è espresso a chiare lettere sulla vicenda: "La Pasqua per milioni di italiani può essere un momento di speranza. Sostengo la richieste di coloro che dicono di poter entrare in chiesa, seppur ordinatamente, con le distanze di sicurezza, per la messa di Pasqua, magari un po' alla volta, in quattro o cinque. Rispettando le distanze, in numero limitato: la Pasqua per milioni di italiani può essere un momento di speranza". Guarda se domenica non ci ritroviamo Salvini alla nostra ordinata, distanziata in sicurezza, processione pasquale organizzata fino a piazza San Pietro. Così come ormai sono moltissimi che iniziano a sentire puzza di marcio dietro i provvedimenti di chiusura e quarantena o dietro gli odierni "bollettini di guerra" lanciati dalla protezione civile. Il quadro inizia a farsi sempre più chiaro. Ovvio che da un lato ci spiace che non da subito siamo stati ascoltati, sopratutto da chi avrebbe dovuto seguirci immediatamente, fatto che ci avrebbe messo in prima linea in questa durissima battaglia; dall'altro lato siamo felici nel vedere le prime schiarite e vedere i primi risvegli dopo la notte, molti che iniziano a svegliarsi e a capire. (Qui vorrei mandare una stoccata a quel politico che mi diede del "romantico" qualche giorno fa... Mi domandò se c'era qualche politico se la pensava come me. Caro "ex eurodeputato", come si diceva un tempo a Striscia, l'elenco inizia a farsi lungo...). Fa sempre piacere sentirsi meno soli, sopratutto quando anche i "non amici" ti riconoscono, volontariamente o involontariamente, l'onore delle armi. Gli italiani devono comprendere che questa non è una fase transitoria, ma preparatoria, che il ritornare alla vita di prima, senza combattere, è pura e vana illusione. Così come i tanti camerati da social... Manifestazioni, convegni, concerti, conferenze, ecc tutto quel mondo, compreso stadio, pub, momenti comunitari e aggregativi, è finito. THE END. E NON FINO AL 31 LUGLIO. A tempo indeterminato. Finito per un decreto legge collegato al nostro ben conosciuto 41 Tulps, quello sull'Ordine pubblico, quello su armi e droga per intenderci... Lo avete capito o ve lo dobbiamo scrivere in cinese? Buona domenica delle Palme, ci vediamo domenica, a Pasqua, per le strade di Roma, per la processione, fino a San Pietro. Per la Fede, per la Libertà, per la risurrezione della nazione.

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