• Giuliano Castellino

LA FOLLIA "AUTORAZZISTA" CONTRO L'ICONA DI SAN MICHELE ARCANGELO



LA FOLLIA "AUTORAZZISTA" CONTRO L'ICONA DI SAN MICHELE ARCANGELO


I "neoiconoclasti ignoranti" partono all'attacco della nostra Fede, ora puntano su San Michele Arcangelo.

In questi giorni addirittura l'immagine di Gesù Cristo in Croce è stata tacciata di suprematismo bianco.

Siamo alla follia e alla violenza "autorazzista" (perchè quasi sempre queste tesi sono sostenute dalle forze Democratiche delle varie nazioni) più feroce e pericolosa.


La dittatura sanitaria del Covid, guidata dall'Oms e da Gates, in una sfida pesantissima contro Trump, ha dato un'accelerazione fortissima e sta attaccando su tutti i fronti.


Dopo il caso Bibbiano, ad esempio, in Italia si vuole approvare un DDL contro la libertà d'espressione, a difesa di un'elite dominate sempre più prepotente e nemica del popolo.


Per il 6 luglio la Vecchia Guardia romana ha annunciato una mobilitazione.

La lotta per libertà oggi come non mai è primaria.

Contro la dittatura sanitaria e finanziaria, ma anche giudiziaria e mass-mediatica.



Daniele Trabucco (Costituzionalista).


La richiesta, addirittura attraverso un'apposita petizione pubblica, di rimozione della statua dell'Arcangelo san Michele, il principie delle Milizie celesti e il difensore dei diritti di Dio, motivata dal fatto che la sua tradizionale raffigurazione con il piede che schiaccia la testa del demonio richiamerebbe l'immagine del poliziotto che ha ucciso Floyd, rasenta la follia.


A me pare, peraltro, improprio, in relazione a questo fatto e ad altri analoghi, utilizzare l'espressione "furia iconoclasta".

L'iconoclastia rimanda ad una precisa disputa teologica/filosofica che ha poi portato all'abbattimento delle immagini religiose soprattutto durante il regno dell'imperatore bizantino Leone III Isaurico (Basileus dei Romei dal 717 d.C. al 741 d.C.) e del figlio Costantino V che gli succedette alla morte.


Se si leggono con attenzione le opere di alcuni grandi Padri della Chiesa, quali Basilio Magno o Giovanni Damasceno (che vissero in epoche differenti), é chiara la distinzione tra immagine e archetipo. Nel 787 d.C. il settimo Concilio Ecumenico di Nicea scomunicó gli iconoclasti sulla base della tesi che l'immagine é mezzo, strumento, che conduce dalla materia all'idea che essa rappresenta.


San Michele Arcangelo, che calpesta Satana, é l'emblema della vittoria del Bene sul male, della Veritá sulla divisione e l'errore per volontá di Dio. Ne consegue che i c.d. "neoiconoclasti" non solo hanno dimostrato di non conoscere minimamente le questioni di ordine filosofico e teologico sottese alla disputa di cui sopra, ma anche la loro subdola strumentalizzazione della vicenda Floyd unicamente per l'affermazione di un'ideologia anticristiana, sfruttando l'esistenza di un fantomatico razzismo e ponendo loro stessi in essere forme di discriminazione all'incontrario.

344 visualizzazioni

La tua privacy è importante per noi, le tue informazioni sono sicure al 100% e non verranno mai condivise con nessuno

2020 © Cooperativa Editoriale Italia Futura, Via Paisiello 40 00191, Roma P. IVA 0000015628011007