• Giuliano Castellino

LA DITTATURA DEI GIORNALONI: IL QUARTO POTERE




LA DITTATURA DEI GIORNALONI: IL QUARTO POTERE


Il terrorismo del pensiero unico e le vere fake news.

Il maestro Guglielmo Quagliarotti, storica firma de Il Tempo e Il Messaggero, professionista di altri tempi, all'attacco dei grandi editori e del "giornalismo di regime", ormai asservito ai poteri forti e parte integrante di un sistema di potere.

La dittatura mass mediatica oggi è pilastro di una tirannia mondiale che strozza popoli e nazioni e ne soffoca le libertà.

Senza il ruolo dei media sarebbe impossibile la tirannia internazionalista, che con l'informazione tiene sotto scacco gran parte dell'umanità.

Il nostro capo redattore all'attacco del Quarto Potere!

(da L'Italia Mensile, numero di maggio)


di Guglielmo Quagliarotti


In una Italia ancora in sofferenza per il crac finanziario del 2008 e ridotta a brandelli dalla più grave crisi economica del dopoguerra (oltre che dagli squali di regime pronti a speculare anche sul business delle mascherine) l'arrivo del Cv 19 non poteva che mettere a nudo ("come i nodi che vengono prima o dopo al pettine" ha detto con icastico realismo, Pietrangelo Buttafuoco, uno degli intellettuali più acuti del nostro Paese), i mali endemici del nostro Paese.


Infliggendo un duro colpo di grazia alla credibilità di quello che, nell’immaginario collettivo reso famoso da un film di Orson Welles, una volta veniva chiamato il Quarto Potere.


Un settore, quello dell'informazione, già infetto in passato da altri "virus" letali come lottizzazioni politiche, manuali Cencelli di ogni tipo, appalti esterni della Rai finiti nei tribunali, mezzibusti televisivi pronti a bucare lo schermo a qualsiasi ualsisi prezzo.


A toccare l'apice dell'ipocrisia (laica o gesuitica non importa) da decenni è soprattutto l'oscena rappresentazione di una falsa democrazia dove anche i cerebrolesi sanno che la scelta dei direttori di testata (parliamo soprattutto dei carrozzoni televisivi) viene fatta solo sulla base di rigorose appartenenze alla "cupole" più o meno velate del Potere.

Pronti sempre, in modo democratico, a spartirsi di notte (come i famosi ladri di Pisa) i posti di comando dopo aver finto in Tv di darsele di santa ragione.


Roba da "artisti" di rango e che farebbero impallidire anche attori consumati come Vittorio Gasman o Alberto Sordi.


In realtà, dopo essere uscita malconcia, per non dire con le ossa rotte, dall’arrivo di "Internet" e dai giornali on-line, oggi il mondo dell'editoria è costretto a fare i conti con il progressivo calo di copie seguito alla scomparsa delle perdita di grandi firme come Montanelli o Pansa ma anche per la mancanza di grandi inviati-inchiestisti o cronisti d'assalto come una volta si usava allevare e selezionare (stile reparti speciali) nella prima linea dei quotidiani: la Cronaca...

Esattamente come è accaduto al sottoscritto.

Per primo ad arrivare con un elicottero militare usato dai paracadutisti a Balvano e Murolucano nel terremoto dell'Irpinia, riuscii ad uscire in tempo da un palazzo dove i vigili di Bari recuperavano i morti e che crollò per un improvviso settimo grado.


Allo stesso modo per realizzare uno "scoop" da prima pagina sull'avvenimento del giorno (così si alzava la tiratura e dei giornali senza ricorrere alle sovvenzioni pubbliche) riuscì ad entrare con il fotografo, a Formello nella villa del presidente della Repubblica Leone all'epoca dello scandalo Lockheed.


Ma a parte queste brevi testimonianze che già raccontano molto dei cambiamenti epocali nei giornali, ad aumentare la perdita di autorevolezza presso i lettori sono anche tutti gli "omissis" e i silenzi assordanti su fatti di primaria importanza che ogni giorno si registrano sugli organi di informazione (Tg per primi).


Cominciando, per restare sull’attualità politica, dalle clamorose responsabilità del Governo e di alcune Regioni sulla fallimentare gestione del Cv19.

Partendo dalla raffica di decreti presidenziali del Consiglio dei ministri, normative, disposizioni comunali di sindaci eccentrici o in cerca di pubblicità, abusi da parte di sceriffi improvvisati e così via che oltre a violare i diritti costituzionali hanno creato sconcerto nella popolazione.

Con elicotteri che invece di inseguire i clandestini hanno improvvisato un rodeo per inseguire l’unico bagnante ella spiaggia.

Per non parlare del silenzio che si è riusciti ad imporre ai media sulle stragi di migliaia di anziani tragicamente abbandonati nelle case di cura ma anche nelle proprie abitazioni.

E sulle quali le Procure dovrebbero accertare subito le responsabilità con provvedimenti immediati.


Evitando che cadano in prescrizione come i reati di politici. Od ancora, che finiscano pian piano nel dimenticatoio come già sta avvenendo sulle indagini giudiziarie relative alla revoca delle concessioni ad Autostrade del Gruppo Benetton per il crollo del Ponte di Genova: 43 morti, ancora nessun arresto malgrado le prove schiaccianti sulle scarse manutenzioni.


Tanto che viene da porgere qualche domanda: dove è finito il "grintoso" Pool di Mani Pulite? Perché non ci sono più gli arresti facili che hanno portato ai suicidi di Gardini e Cagliari? O alla morte di un leader come Craxi capace di opporsi, guarda caso, ad un presidente Usa ?


EDITORIA:LE GRANDI MANOVRE DI ELKAN E DE BENEDETTI PER UN GOVERNO DRAGHI

IN GRADO DI GESTIRE UN AUTUNNO INCANDESCENTE


Ma, tornando ai tempi più attuali, vediamo che nel Paese del Gattopardo non è cambiato nulla.

Con i giochi di potere di sempre dei grandi burattinai che si preparano ancora una volta (spostando con accortezza gli assetti gli assetti editoriali soprattutto da sinistra al Centro Moderato.


Piazzando gli uomini "giusti" provenienti da Golden Sachs o Morgan Stanley alla guida dell'Italia.

Tutto questo grande mi stimola però una curiosità: sapete come si chiamava la villa di Licio Gelli, capo della P2, sulla Costa Azzurra ? "La crique".


Ebbene ora quelle stesse "cricche" sono più che mai all'opera per un nuovo "Governissimo" (fotocopia di Monti) questa volta a guida Draghi.


Obiettivo ? "Metterlo nel Cv ancora una volta degli italiani" è stata la risposta brutale (certamente deprecabile) di un mio amico al quale avevo chiesto lumi.

E che vivendo in Toscana (la regione con il più alto numero di logge massoniche in Italia) di certe cose se ne intende.


Più correttamene se avessi posto la stessa domanda ad un benpensante scaltro (sinist-dest) dell'Alta borghesia pariolina la risposta secca oggi sarebbe sicuramente "Basta con le divisioni: dobbiamo salvare l'Italia".


Ed è con questa imperativa parola d'ordine che politici e giornalisti loro alleati preparano il terreno per la grande ammucchiata del fronte moderato.


Sperando che, come nella fiaba di Andersen, il grande pifferaio riesca ad incantare ancora una volta l’inguaribile popolo dei "fuglioni" ( furbi-coglioni).


C’è anche da aggiungere che se fronte politico allargato (Pd, il Vice della Lega Giorgetti, Tajani, Renzi, gli ex "rivoluzionari" Grillo-Di Battista,con la regia sempre felpata di Gianni Letta) è gia pronto a riscaldare i giornali nella direzione del "governo di unità nazionale" conseguente alle rivolte sociali che in Autunno potrebbero far crollare all’improvviso il Governo Conte, il presidente Mattarella ha tuttavia ammonito che l'alternativa a una caduta dell'esecutivo potrebbe essere solo quella elettorale.


Sul fronte dell'informazione è già iniziata la grande partita di scacchi per "manipolare" i due elettorati politicamente opposti in modo da orientarli (agitando sapientemente lo spettro di una nuova Weimar) ad accettare un nuovo grande inciucio.


Da qui le grandi manovre dei magnati dell’editoria da parte dei gruppi i Agnelli-Elkann e De Benedetti per quanto riguarda sia la proprietà dei giornali Repubblica e La Stampa che il cambio dei direttori.


Mettendo così in rampa di lancio l'ex J.P Morgan, Draghi per Palazzo Chigi o il Quirinale.

Devo dire che tutte queste manovre nell'editoria da parte dei grandi gruppi della finanza mi fa ricordare che non c'è niente di nuovo sotto il sole.


In realtà come diceva Mario Missiroli (uno dei grandi direttori del Messaggero riuscito a ad uscire indenne dalle purghe della Commissione di inchiesta antifascista nei giornali dopo il 1945) per i grandi capitalisti "il giornale è solo la voce passiva di un bilancio politico o economico attivo".


Il giornale non è altro per i potentati economici niente più, niente meno, che uno strumento (come i direttori da loro nominati) per raggiungere i propri obiettivi economici. Niente di scandaloso se non fosse il fatto che quando questi interessi confliggono con la verità a farne le spese è sempre quest'ultima. (Vedi l'acquisto del Messaggero per Caltagirone).


E' altrettanto indiscutibile che l'industria dell'informazione oltre a dover fare i conti non solo con la rete social di Internet (peraltro piena di minchiate spesso divulgate da webiti analfabeti ), ma anche con il gravissimo calo della qualità informativa, una miscela ormai esplosiva di fakes e disinformazione, la clamorosa scomparsa dei fatti più rilevanti nei Tg quotidiani (capaci di aprire con la sagra del pesce a Marta piuttosto che del crollo dei ponti che investono le responsabilità delll'Anas).


Per non parlare della morte del giornalismo d'inchiesta soprattuto sulla carte stampata.

In finale, ci troviamo di fronte ad un mix di fattori letali che hanno finito col trasformare quello che doveva essere il Tempio della Verità e delle Notizie più che nel Grande Fratello nel Grande Bordello. O, ad essere benevoli, nelle "gag" di Crozza (l'unico a meritare il titolo di re della Satira in Italia) o nelle caricature comiche del Salone Margherita di un maestro di vaglia come Pingitore.


Mancheremmo di obiettività se parlando della "degenerazione" che ha subito il pianeta informazione non ricordassimo che a fianco dei molti "maggiordomi" o gazzettieri privi di scrupoli ("Vil razza dannata" diceva Montanelli) o di "braccia rubate all'agricoltura" convive pur sempre una minoranza di giornalisti pronti anche a sacrificare la loro vita per la lotta ai poteri forti.

Basti pensare ad Assange capo-redattore di WikiLeeaks arrestato per essere riuscito a mettere le mani su documenti segreti legati ai crimini i guerra dell'esercito Dem americano, od a Daphne Caruana Galizia fatta saltare sulla propria auto dopo aver denunciato il legame tra organizzazioni criminali della Mafia e esponenti politici di Malta. Od ancora il giornalista Kashoggi fatto a pezzi con una motosega in una ambasciata dell'Arabia per essersi opposto al principe ereditario.


Uno degli esempi più eclatanti di giornalismo d'inchiesta resta quello di Mino Pecorelli unico giornalista in Italia che dopo essere stato assassinato per aver scoperchiato gli scandali e i delitti più grossi della Repubblica è stato condannato alla "damnatio memoriae" dalle solite lobby del giornalismo "politicamente corretto" che decide chi sono i giornalisti buoni e quelli cattivi.


A brillare per autorevolezza, preparazione politica e professionale nel firmamento del giornalismo italiano è stato anche una "firma" indiscussa come Giano Accame con il quale ho lavorato insieme per una decina d'anni nello stesso gruppo editoriale Giornale d'Italia-Fiorino-Vita Sera.

Devo dire che prima che lo conoscessi sia in alcune battaglie politiche comuni che successivamente nel giornalismo, ad appena 17 anni ero stato letteralmente conquistato dall'alto livello culturale del suo libro "Contraddizioni di un romanticismo a destra". Un'opera che mi spinse nell'età giovanile a partecipare alle battaglie politiche "social-nazionali" culminate nel '68.


Accame ebbe la capacità di riuscire a mettere a fuoco come pochi i rapporti tra media e politica in alcune interviste ancora oggi di estrema attualità .

"I politici – disse - debbono rendersi conto che il loro successo è dovuto solo alla cooptazione da parte dei mass media, Tv e giornali, i quali vengono a loro volta cooptati dal grande capitale che decide il successo e l'insuccesso delle varie leeadership. Sono gli stessi politici che preferirebbero avere degli intellettuali organici al loro servizio, in buona sostanza dei cortigiani piuttosto che delle persone capaci di giudicare e di criticare".


In realtà, se si volesse offrire una immagine plastica quanto rappresentativa di ciò che accade nel mondo dell'Informazione oggi in Italia non potremmo che scegliere il Cavallo di bronzo sito all’ingresso della Rai di Piazza Mazzini che sembra ribellarsi ai piani alti che cercano di domarlo.

Più imponente per la sua gigantesca struttura è il quartier generale radio-televisivo di Saxa Rubra con qualche migliaio di organici che risentono dell'impronta "familiar-clientelare" dell'epoca di Bernabei.

Dove però ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con tanti bravi colleghi di alto livello professionale. E con i quali ho condiviso le esperienze più incredibili in qualità di "inviato" in tutte le parti del pianeta (dalla Cina al Messico, dal sultano del Brunei alla Villa di Mobutu il dittatore del Congo).


C'è anche da dire che essendo anche un enorme carrozzone politico, alla Rai si possono ritrovare anche esempi poco lusinghieri di giornalisti per caso o messi dentro qualche redazione "fantasma", condannati al più assoluto anonimato a vita ma con uno stipendio fisso garantito. Una situazione analoga è poben ssibile ritrovarla, anche se più difficilmente dopo i tagli negli organici degli ultimi anni, in alcuni grandi quotidiani.


E' il caso del Messaggero, ridotto dall'essere un transatlantico dotato dei più efficienti servizi tecnologici quando entrai nel 1986 all’epoca di Gardini (con un organico di ben 313 giornalisti) ad una più modesta nave per i collegamenti con le isole.

Un quotidiano in ogni caso "storico", dove ho avuto l'onore di lavorare per circa un quarto di secolo non senza tuttavia dimenticare che, per essermi rifiutato di fare da zerbino ai capi del regime politico che ancora oggi governano l'Italia (o di aderire ai capi-bastone del sindacalismo interno) mi sono ritrovato come altri giornalisti (pur con la firma in prima pagina), a stare costantemente con la spada sguainata.


Per avere del resto una idea della "politicizzazione" scandalosa (per usare un eufemismo) che esiste all'interno della classe giornalistica (pilotata da grandi mafie "esterne" facilmente intuibili) basta ripercorrere le vicende di Pansa autore di un libro come "Il Sangue dei Vinti" che oltre ad essere un best-seller è riuscito a colmare il vuoto storico sulle stragi comuniste sia durante la guerra civile 1943/45 che nel dopoguerra.


Costretto per questi motivi a stare asserragliato nelle librerie dove venivano presentati i suoi libri, a causa dell’assalto dei Centri Sociali, Pansa non ha ricevuto quasi mai la solidarietà della classe giornalistica.

Questo non gli ha impedito di raccontare la campagna d'odio scatenata dalle 800 "eccellenze" della cultura, dell'Università, del sindacato, della politica e dei nomi più noti del giornalismo italiano contro i non allineati.

Una istigazione continua destinata a concludersi anche molte uccisione da parte dei terroristi rossi.


Un attacco ai giornalisti liberi che si è svolto nelle redazioni di quasi tutti i maggiori quotidiani in un clima da guerra civile che ha riguardato in un modo o nell’altro tutti i giornalisti non schierati con il mondo catto-comunista.

Persecuzioni molto "raffinate" nelle redazioni, blocchi di carriere, provocazioni sulle quali (spiace dirlo ma il "J'accuse" è reale) pesa la latitanza del Vaticano troppo impegnato nel "compromesso storico" di morotea memoria.



ANCORA TROPPI "GIALLI" SUL CV 19: MILIONI DI POVERI NEL PIANETA

MA BILL GATES E I BIG DEL 5G FANNO AFFARI D’ORO

PROFITTI DEL 4000% PER MARK, L'AMICO DEL "CIGNO NERO"


Nonostante i migliaia di articoli pubblicati dai mass-media di tutto il mondo sulla catastrofe non solo umanitaria ma anche economica e sociale (basti pensare non solo alle decine di milioni di disoccupati in tutto il mondo, sullo Tsunami provocato dal Cv 19, permangono ancora numerose ombre non solo sul balletto delle responsabilità tra Usa e Cina sull'origine "naturale" o di manipolazioni scientifiche ad uso militare (ipotesi più probabile) della pandemia.


Certo è che c'è un tassello non poco rilevante che giornali di regime, magazine, e opinionisti a tempo perso di talk-show televisivi, si sono guardati bene dall'affrontare.

Parliamo per esempio dei "guadagni" megagalattici guadagnati per esempio dalle aziende legate all'IT (Information Tecnology). Col fatto che non si può uscire per esempio si compra su Amazon. Con Jeff Bezos l'uomo più ricco del mondo che, dall'alto di un patrimonio che ammonta a 138 miliardi di dollari ha visto crescere nel giro di poche settimane i propri cespiti di altri 6 miliardi.


E se dietro la tracciabilità delle App c'è Colao, alias mister Vodaphone con una task-force di 350 persone, dietro "Immuni", l'applicazione che dovrà tracciare gli italiani nella fase due per monitorare i contagi ci sono i figli di Berlusconi e Veronica Lario che poi tanto male non se la passano.


Insomma l'accelerazione tecnologica imposta dal blocco delle attività è obbligato migliaia di famiglie a dotarsi di pc i lavoratori che fanno "smart working" da casa grazie ad Oracle.

Per non parlare dello scambio di rapporti attraverso i social network di Facebook destinati a far felice sicuramente Mark Zuckerberg.


Se l'informazione giornalistica su tutti questi retroscena affaristici non ha ancora svolto tutti gli approfondimenti e le inchieste necessarie, è altrettanto incontestabile che questa pandemia, piaccia o meno all’establichment politico ha permesso finalmente di smascherare non solo i falsi idoli sia della globalizzazione che della stessa Unione Europea. "La pandemia - ha dichiarato il filosofo Alberoni - è l'atto finale della globalizzazione".


Ben più grave per non dire inquietante, volendo esaminare gli scenari mondiali all’epoca del Corona Virus, è la miscela esplosiva preparata dai simpaticamente noti alchimisti finanziari di Wall Street insieme ai colossi informatici della Sylicon Valley.


Un polpettone malefico i cui ingredienti sono la Rivoluzione Digitale (destinata a trasformare miliardi di persone in schiavi tecnologici), il "terrorismo" dei provvedimenti emergenziali finalizzati a sopprimere i "superstiti" diritti fondamentali della Costituzione, l'impoverimento generale destinato ad annullare i diritti sociali (grazie anche alla clamorosa "svendita" dei sindacati) delle classi sociali più deboli.


Che sia in atto l'arrivo del Cigno Nero o di una "tempesta perfetta" non sono i soliti "cattivoni" dei populisti o peggio "sovranisti" a dirlo ma autorevoli personaggi come Giulio Tremonti, uno degli economisti più preparati del nostro Paese che, senza mezzi termini, ha dichiarato al Corriere della Sera di non escludere che "in assenza di una ritorno alla saggezza e di "regole globali" (che valgono cioè non solo per l'Italia ma anche per i "big" come la Germania, gli Stati Uniti o la stessa Cina) aumentino i rischi "di un mondo che scivola verso una Weimar globale".


Cominciando dall'Italia dove le politiche fallimentari del Governo Conte stanno mettendo letteralmente in ginocchio una gallina dalle uova d’oro come la nostra industria turistica, milioni di piccole imprese legate all’edilizia, al piccolo commercio e ai servizi. A vantaggio del commercio on-line come Amazon che realizza profitti da record e che rappresenta il simbolo di quello che accadrà in futuro con la digitalizzazione di massa prevista dal fronte di fuoco del 5G ovvero dai giganti informatici (Amazon, Google, Facebook, AirBnB, Uber o NetFlix) i quali vuoi per fortuna, coincidenze astrali, senso degli affari o preveggenza, si ritrovano oggi a raccogliere una massa di profitti incalcolabili.


Dopo aver goduto come tanti Re Mida, ricordiamolo, anche di una detassazione da parte di quei tecnocrati tanto distratti quanto superpagati di Bruxelles.

Gli stessi, sempre tanto rigorosi con l'Italia o con la Grecia,ma pronti a prendersi uno sganassone dalla Germania per gli aiuti all'Italia come è avvenuto in questi giorni con lo stop dell’Alta Corte tedesca alla Bce per l’acquisto di titoli sovrani.


In realtà stiamo vivendo un’epoca strana. Mai visto infatti un affollamento sui media di tanti "profeti" o businessman dotati di poteri divinatori così potenti da riuscire a prevedere (senza cadere in trance) una serie di iatture epocali così catastrofiche (come nel caso del Cv19) che sinceramente viene da scorticarsi in quelle "parti dove non entra il sole", solo a sentirli nominare.


Ad essere maliziosi qualche dubbio sul fatto che abbiano ricevuto qualche "soffiata" da qualcuno viene. Magari dietro pagamento di un premio. Già perché molti di questi personaggi oltre ad essere "stranamente" legati al mondo della finanza, hanno ovviamente contatti privilegiati con organismi mondiali (come l’Oms o il Wto od ancora con apparati dell’Intelligence) per cui, in un modo o nell’altro (lo ammetto, sono un fottutissimo dietrologo) sono sempre riusciti a guadagnare vagonate di dollari come Paperon dei Paperoni.


E' il caso di Bill Gates, uno degli uomini più ricchi del mondo insieme a Bezos. Essendo fin da piccolo, un genio intuitivo, un visionario creativo della Finanza non solo aveva previsto tutto da anni sulla pandemia che sta devastando il pianeta ma oggi è anche in grado di rappresentare uno dei maggiori investitori sui vaccini antiVc19.


La stessa "fortuna" di Bill Gates è toccata a Mark Spitznagel, allievo prediletto (anzi, un vero e

proprio discepolo) del suo "maestro" Nassim Taleb, all'epoca trader della Banca d'investimenti First Boston e che è riuscito a guadagnare con gli hedge fund in soli nei primi tre mesi del 2020 oltre il 4000 per cento (per essere precisi il 4.144%).


Come è andata ? Ispirandosi al bestseller scritto da Taleb nel 2007 (Il cigno nero) Mark – secondo quanto scrive il Corriere della Sera – ha una improvvisa folgorazione: diventare il gestore di Universa un hedge fund (ndr un fondo speculativo che insieme ai subprime ovvero i derivati della Lheman Brothers, nel 2008 ha dato il via al più grande crac nella storia dell’Economia mondiale).


Ma, veniamo al "passo" del "Cigno Nero" (così chiamato perché una volta si credeva che tutti cigni fossero bianchi fino alla scoperta di uno nero in Australia) che lo spinge a muoversi: "Poiché viaggiamo sempre di più su questo pianeta in conseguenza della globalizzazione le epidemie saranno più acute. Avremo una popolazione di germi dominata da pochi numeri e, il killer di successo si diffonderà ampiamente in modo efficace. Vedo i rischi – è la chiosa finale di Taleb – di uno stranissimo virus acuto che contamina tutto il pianeta".


Roba da brividi se si pensa che fotografa esattamente quanto avverrà 13 anni dopo con il il Vc 19 partito, da Wuhan. "Profeta di ventura ?" No risponde a sua difesa il Corriere della Sera, semplicemente un pensatore focalizzato sul prepararsi a disastri che inevitabilmente succedono prima di quanto la gente si immagini.

Una filosofia utile per la vita in generale e in particolare anche per proteggersi dalla volatilità della Borsa.


Il principio è chiaro. Solo che viene da chiedersi come Spitznagel (guarda caso ex Morgan Stanley) sia riuscito ad "azzeccare" l'esplosione del coronavirus dal Centro biologico militare di Wuhan, piuttosto che scommettere, in materia di brocheraggio sugli "eventi estremi", sulla più facile possibilità di un terremoto devastante in California come molti esperti si aspettano da anni. Un enigma che fa parte dei misteri della Borsa.


Passando alle considerazioni finali è il caso di sottolineare come abbiamo già accennato che ai disastri ecomico-sociali provocati dal crac finanziario del 2008 si stanno sommando in una drammatica escalation, quelli non meno devastanti della Caporetto economica prodotta dal CV19.


Le previsioni per il prossimo autunno, per quanto riguarda l'occupazione, sono tutt'altro che incoraggianti sia per la chiusura di migliaia di piccole imprese che per i pericoli di un riaccendersi della pandemia.


L'aumento delle condizioni disagiate o di miseria che sta già colpendo milioni di persone (non dimentichiamo i 600 suicidi per le cartelle pazze dell’Agenzia delle Entrate) potrebbe provocare una serie di tensioni sociali difficili da gestire per il Palazzo se non ci saranno serie misure di contenimento.


Sul giallo o meglio sui tanti misteri che avvolgono l'origine del Cv 19 e le sue drammatiche conseguenze sia sul piano sanitario che su quello socio-economico occorrerebbe che il Dragone chiarisse una volta una serie di punti oscuri che chiamano in causa i vertici poltici cinesi sulla pandemia planetaria.


Ma è proprio partendo dalle vicende del laboratorio di Wuhan viene da chiedersi dove siano finiti i famosi "pool" internazionali di giornalisti che avrebbero dovuto chiedere alla Cina ma ad Usa e Ue di fare luce sulle centinaia di laboratori militari sparsi nel mondo per la costruzione di armi biologiche.

Ma è una domanda che difficilmente troverà risposte dal momento che le sorprese potrebbero essere veramente inquietanti.

308 visualizzazioni

La tua privacy è importante per noi, le tue informazioni sono sicure al 100% e non verranno mai condivise con nessuno

2020 © Cooperativa Editoriale Italia Futura, Via Paisiello 40 00191, Roma P. IVA 0000015628011007