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L'Italia può spegnere internet se lo vuole

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Era settembre, ero rinchiuso nel lager di Stato di Avezzano, quando dai tg appresi la notizia che Facebook aveva chiuso le pagine di Forza Nuova e di molti dirigenti e militanti del Movimento. Subito mi misi a scrivere, come facevo quotidianamente, al nostro segretario nazionale Roberto Fiore (la nostra corrispondenza era un momento di libertà che mi teneva in contatto con il mondo fuori da quelle mura infami ed ingiuste), esprimendo la mia preoccupazione per la decisione di Zuckerberg e di come, quanto prima, la rete sarebbe diventata accessibile solo ai "politicamente corretti". Nel mandarci le lettere quasi contemporaneamente - non saprei dirvi se io ho mandato la prima lettera a lui o lui a me - abbiamo avuto la stessa idea di lanciare una rivista, un mensile, di tornare alla cara e vecchia carta! Avevamo capito che se il regime si blindava noi dovevamo rispondere. Ci chiudevano Facebook? Noi ritenevamo, e riteniamo ancora, che quello di Facebook era solo un primo passo, quindi noi dovevamo tornare al cartaceo e pronti al "porta a porta", pronti a diffondere le nostre idee. Dal carcere avevo capito che altre carceri il sistema stava costruendo. Che il potere non si accontentava di blindare i nostri corpi. Che quanto prima avrebbe blindato anche la diffusione di idee e messaggi. Ed ecco che arriviamo ai giorni nostri. NOI IL MENSILE L'ABBIAMO CREATO E CON GRANDE FATICA E SUDORE SIAMO GIÀ AL SECONDO NUMERO. STIAMO GIÀ LAVORANDO AL TERZO. INTORNO AL MENSILE È NATO UN BLOG QUOTIDIANO E UNA RADIOWEB, OLTRE CHE UNA REDAZIONE DI ARDITI CON LA PENNA TRA I DENTI! Ma anche le nostre previsioni sembrano avverarsi. In piena emergenza Coronavirus abbiamo sentito il solito Zuckerberg minacciare di chiudere WhatsApp ed oggi è uscita la notizia che l'Italia avrebbe un piano per chiudere internet in caso di necessità. Insomma, la rete non è più quel mondo libero che ci avevano raccontato, dove tutti potevano navigare, ma sta diventando sempre di più uno stagno per pochi padroni. Nei giorni scorsi abbiamo già denunciato lo spot "Cairo/Berlusconi" che criminalizza la controinformazione, un clima da dittatura orwelliana. Se loro credono di fare i tiranni noi siamo pronti a fare i pirati dell'informazione: perché se il clima è quello da dittatura sudamericana, la libertà è già un buon bottino. Giuliano Castellino

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