• Giuliano Castellino

L'ITALIA MENSILE, IL PROFESSOR MONTANARI E LA RESISTENZA ALLA DITTATURA SANITARIA.




L'ITALIA MENSILE, IL PROFESSOR MONTANARI E LA RESISTENZA ALLA DITTATURA SANITARIA. FUOCHI CHE SI ACCENDONO!


La nostra Gloria Callarelli ha intervistato il professor Stefano Montanari, nostro amico e uomo libero, combattente per la verità e la libertà.

Intorno a lui abbiamo acceso il fuoco della resistenza scientifica alla dittatura sanitaria, grazie al suo coraggio altri medici hanno trovato il coraggio di dire opporsi al "Ministero della Verità", che impone leggi e protocolli.


"Il vero, se è tale, non mette a tacere, per legge, il falso. Al contrario: il vero è tale nella misura in cui, mostrando sè stesso, mostra in parità di tempo la falsità del falso. Senza violenza, senza punizioni a norma di legge. E' semmai il falso, che quando vuole a tutti i costi imporsi come il vero, deve mettere a tacere il vero stesso, di modo che quest'ultimo non possa più esibirsi".


Parto da questo ragionamento proprio del filosofo Diego Fusaro per introdurre il motivo per cui quest'intervista al nanopatologo Stefano Montanari, in parte ripresa da quelle effettuate a Byoblu e Telecolor, in parte discussa "live" dalla sottoscritta, diventa importante documento e paradigma di questa "emergenza sanitaria".


Mentre scrivo apprendo che il sottosegretario all'Editoria Andrea Martella ha promesso sanzioni certe contro le fake news, notizia che arriva solo poche ore dopo il flash della denuncia da parte dell'associazione "Patto Trasversale per la Scienza" (del professor Burioni) contro lo stesso dottor Montanari per le sue "fake" dichiarazioni.


In quanto giornalisti-MILITANTI, alla ricerca della verità, restiamo basiti.

Questo accanimento cozza con il principio di libertà d'espressione oltre che con il più elementare diritto al dibattito, in questo caso scientifico.


Una voce fuori dal coro, soprattutto quando competente, piaccia o meno, non deve essere silenziata. E' il principio cardine della democrazia e il giornalista-MILITANTE ha il dovere, come affermato nell'articolo 2 del Testo Unico dei doveri del giornalista, di "difendere il diritto all'informazione e la libertà di opinione di ogni persona".


Partiamo da un assunto: il virus esiste, è contagioso, e può mietere delle vittime. Eppure, ascoltando le parole del dottor Stefano Montanari, più di qualcosa nella gestione di tutta questa emergenza suona disarticolato e stonato. I numeri sono i primi a destare dubbi: effettivamente quanti sono i morti "per" o "con" Coronavirus ci fa notare lo scienziato?


E poi la gestione.

A che pro, viene da chiedersi, parlare di droni, controlli elettronici che ledono la privacy, censura, fake news, bollare come falso addirittura un servizio giornalistico targato Rai, senza dati certi allo stato attuale dell'emergenza (se non altro perché è ancora in corso)?


Non è evidente che questo porta il panico e, peggio, evoca alla mente scenari da regimi totalitari?


Voi capite, dunque, quanti sono i temi sul piatto, quanto profonda può essere la questione.

Posto quanto sopra, piaccia o no il dottor Montanari, pubblichiamo la sua intervista.


Cos’è il Coronavirus?


Il virus Co-Vid19 è un'influenza, certamente nuova, ma che appartiene ai Coronavirus, ceppo del quale fa parte per intenderci anche il comune raffreddore. E' bene sapere che costantemente viviamo immersi in un ambiente zeppo di un’infinità di virus diversi.

Molto spesso questi virus sono del tutto innocui: questo, ad esempio, risulta particolarmente infettivo ma rimane innocuo e privo di qualunque sintomatologia nella stragrande maggioranza delle persone.

Invece, colpisce soprattutto anziani che hanno altre patologie.


Parliamo della mortalità del virus.


La mortalità data da questo virus, attualmente, è bassissima. Sono dati dell'Istituto Superiore della Sanità. Attenzione: morire di una malattia significa che quella malattia è la causa della morte. Sono convinto che se noi andassimo a controllare tutti i morti, 650mila ogni anno in Italia, ne troverebbe più della metà che presentano questo virus nell'organismo.

E' un'influenza che colpisce i polmoni e che necessita di assistenza respiratoria: ma un conto è morire con il virus, un conto è morire a causa di quel virus.


Statistiche: l'International Journal of Infectious Diseases e lo stesso presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi hanno confermato che nella stagione 2014-2015 il dato nazionale di morti per influenza si è attestato tra i 15 e i 20 mila. Più precisamente 20.259 decessi in più rispetto all'atteso nel 2014-2015 e 24.981 nell’anno 2016-2017. Un commento.


Nessuno a fronte di questi dati ha preso misure eccessive come le attuali.

Eppure in 3 anni sono circa 68mila morti di influenza.

Ad oggi i numeri di decessi con Coronavirus sono molto minori. Lascio un altro dato: 49mila persone l'anno morte per infezioni contratte in ospedale.

Perché non ne parla nessuno?


Dunque il nocciolo di fondo che lei ravvisa dietro questa emergenza, qual è?


Da dieci anni noi abbiamo distrutto il sistema sanitario, chiuso i piccoli ospedali, abbiamo attrezzatura comprata poco e male. Abbiamo smantellato la sanità. Cosa aggiungere?


Con l'inquinamento la diffusione dei virus aumenta?


Certo. Quando ci sono delle polveri, micro e nano particelle, i virus si appiccicano e vengono veicolati.


Parliamo dei dispositivi sanitari: mascherine, disinfettanti, guanti.


In realtà non servono ad impedire l'ingresso del virus che essendo di dimensioni microscopiche possono comunque riuscire a passare.

Anzi: la mascherina portata a lungo fa sì che, se veicolato con particelle di dimensioni più importanti, una volta bloccato sul filtro, questo virus o questi batteri restino incollati alla mascherina aumentando così la possibilità di attacchi.

La mascherina ha senso solo se si è sintomatici.

Per quanto riguarda i guanti e disinfettanti per mani: noi abbiamo una pelle che produce batteri "buoni".

Se leviamo questa protezione ci facciamo male.


Tamponi?


Per farli a tappeto occorre la strumentazione adeguata, che ora non c’è. Non solo: oltre l’80% dei positivi sarebbero falsi positivi: potremmo dire loro che sono positivi e magari non lo sono. In più: la stragrande maggioranza di chi è positivo non ha nessun sintomo, come accade per la stragrande maggioranza dei virus che esistono. Rischiamo di trasformare delle persone perfettamente sane in malati.


La misura di quarantena è negativa? Penso ai bambini in particolare.


Costringere i bambini tra quattro mura, senza sole, senza muoversi, senza contatti sociali, senza gioco significa farli ammalare. Ma lo stesso vale per gli anziani e per chiunque di noi: abbiamo bisogno di aria, sole e ginnastica.

Ripeto: la depressione sappiamo che è quanto di più negativo per il nostro organismo e stare al chiuso porta alla depressione. Invece stare all’aria aperta significa poter utilizzare l’importantissima vitamina D.


Consigli particolari attualmente?


Ovviamente assumere frutta e verdura in grandi quantità. In caso di bisogno assumere il lisozima, un antivirale potentissimo, e vitamine, pensiamo alla vitamina C: almeno 4-5 grammi per intenderci al giorno. La vitamina C si trova nella frutta ma in quantità maggiori ad esempio la ritroviamo in prodotti chimici (acido ascorbico) che si trovano in farmacia.


Un virus può modificarsi?


Sì, il virus muta continuamente. Sta cercando una sua dimensione, uno status nel quale permanere relativamente più a lungo. Di fatto, questo non lo conosciamo.


Essendo un virus in continua evoluzione, potrebbe di per sè diventare più dannoso, potenzialmente letale? Oppure essendo del ceppo Coronavirus comunque no?


Non esiste comunque esperienza in proposito. Chiunque dia una risposta nell'uno o nell'altro senso non può altro che essere un ciarlatano.


Il vaccino può essere una soluzione? E le sperimentazioni dei farmaci quanto possono richiedere?


Un vaccino per una malattia che non conferisce immunità non può esistere, così come non può esistere una sperimentazione che provi l'efficacia di qualunque vaccino. Pensate al raffreddore: non si può avere immunità per il raffreddore, che può tornare.

Non solo: ci sono studi che collegano il vaccino antinfluenzale all’aumento di rischio di virus respiratori. Come dire: i vaccini portano ad un indebolimento delle nostre difese per cui una vaccinazione di massa diventa solo un business colossale. Per quanto riguarda i farmaci: una sperimentazione seria richiede anni e migliaia di casi. Chi fa altro è un mascalzone. Chi pretende risultati immediati è un ignorante.




Biografia

Stefano Montanari, bolognese di nascita (1949), modenese di adozione, laureato in Farmacia nel 1972 con una tesi in Microchimica, ha cominciato fin dai tempi dell’università ad occuparsi di ricerca applicata al campo della medicina. Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la realizzazione di una valvola cardiaca biologica.

Dal 1979 collabora con la moglie Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali.

Dal 2004 ha la direzione scientifica del laboratorio Nanodiagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie.

Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini.

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