• Giuliano Castellino

L’ERA DELLA CODARDIA

L’ERA DELLA CODARDIA


"Ci hanno insegnato a sacrificare tutto in nome della libertà.

Da Re Leonida alle Termopili fino ad arrivare ai nostri nonni sulle trincee del Grappa la via è chiara, gli Uomini si sacrificano per il bene e per la libertà delle loro donne, dei loro figli, dei loro nipoti".


di Alessio Abbruzzese


“Mala tempora currunt” dicevano i latini, e mai frase sarebbe più indicativa per

descrivere l’oggi.


Da ormai più di un anno a questa parte siamo stati privati gradualmente della maggior parte dei diritti fondamentali, chiusi in casa, controllati, sviliti, umiliati.


Il discorso però, drammaticamente banalizzato dalla narrazione

mainstream nella dicotomia “responsabili-negazionisti”, è ovviamente più complicato, pieno di sfaccettature a cui non si può volgere l’occhio e lo spirito critico perché “ma non sei mica un virologo”.


Questo discorso viene da molto lontano, e si incentra su un altro dualismo, quello della libertà e della salute/sicurezza.


Nel corso della millenaria storia del mondo, soprattutto in quella del Vecchio Continente, i nostri avi ci hanno insegnato con il loro esempio che la libertà non ha prezzo, ci hanno insegnato che essere degli uomini liberi vale qualsiasi sacrificio, anche quello della vita.


Ci hanno insegnato a sacrificare tutto in nome della libertà.

Da Re Leonida alle Termopili fino ad arrivare ai nostri nonni sulle trincee del Grappa la via è chiara, gli Uomini si sacrificano per il bene e per la libertà delle loro donne, dei loro figli, dei loro nipoti.


L’ultimo anno ci ha fatto ben capire come questo paradigma si sia ormai capovolto.


L’uomo moderno, infiacchito e rammollito da decenni di benessere e plutocrazia, non ha a cuore altro se non salvare la propria vita.


L’era del coraggio in nome della libertà ha fatto posto all’era della codardia.


Gli uomini di oggi, per la terribile e atavica paura della morte, hanno

costretto i propri figli e nipoti in casa, gli hanno precluso l’istruzione, l’attività fisica, li hanno privati delle loro vite ed attenzione, non per salvaguardarli, ma per salvaguardare loro stessi.


Questo ce lo dicono i tanto decantati “virologi” di regime, oltre che i dati, il virus ha una mortalità prossima allo zero negli under 40.


“State in casa” gli è stato detto dal primo minuto. “A noi viene solo chiesto questo piccolo sacrificio, e allora ai nostri nonni a cui hanno chiesto di fare la guerra?!” hanno conti auto imperterriti, sapendo di rivolgersi, ci duole tremendamente dirlo, a dei vigliacchi, ben contenti di compiere un “gesto eroico” così comodo.


Queste righe si rivolgono a chi, in contrapposizione con questi tempi che ci vogliono piccoli, incerti e comodi nella schiavitù, ha ancora ben chiare le proprie priorità, si rivolgono a chi non metterà mai e poi mai la propria vita innanzi alla propria libertà, si rivolgono a chi non permetterà mai che la codardia venga vestita da nobiltà.




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