• Giuliano Castellino

L'1% AL POTERE: COME L'ARISTOCRAZIA RIVOLUZIONARIA CAMBIERA' IL MONDO



L'1% AL POTERE: COME L'ARISTOCRAZIA RIVOLUZIONARIA CAMBIERA' IL MONDO di Andrea di Cosimo Da che mondo è mondo le grandi rivoluzioni della storia, con i loro risvolti negativi o positivi che esse creano, sono frutto del lavoro costante e silenzioso di una sparuta minoranza organizzata che ha impiegato, speso e sacrificato gran parte della propria vita per il raggiungimento di un fine altro rispetto a loro, alla loro vita e alla loro contingenza. Un fine ben più grande di loro, con la consapevolezza che, forse, non avrebbero nemmeno potuto raccogliere in vita i frutti di questa faticosa preparazione. Una preparazione che è un apparato enorme, ben strutturato da tutti i punti di vista: morale, spirituale, politico, sociale. Queste minoranze sono state in grando di portare le masse verso i palazzi del potere e far cambiare lo status delle cose. Masse molto spesso ignare o inconsapevoli di star contribuendo a un progetto ben più ampio e ben più profondo. Il famoso 1% fatto di uomini e donne preparate e declinate nelle categorie quotidiane che sono in grado di far cambiare idea al restante 99%, o comunque di poterlo indirizzare, scientemente o meno, verso il loro obiettivo. Un lavoro di fino che non si realizza in un giorno o in qualche anno, ma che ha bisogno a volte di ere intere, come una goccia che scava la roccia. Per far sì che ciò avvenga nella nostra ottica politica e spirituale bisogna ripartire dalle basi e formare proprio quell' 1%, non serve educare la massa che per definizione è, appunto, un'entità astratta, arruffata, confusionaria. La nostra visione del mondo ci impone di apprezzare la bellezza dei particolari, delle piccole cose del quotidiano che possono essere la navata di una chiesa attraversata da un raggio di sole che va a illuminare l'altare o un castello in rovina sopra un monte sperduto o ancora un "semplice" tramonto dalla panchina di un parco più vicino casa; ci impone di sacralizzare tutti i momenti della vita quotidiana come anche quelli che ci tramandiamo in ricordo di epoche diverse e eroi incredibili che hanno popolato il nostro mondo. Bisogna iniziare a condividere questi momenti insieme a chi sa sacralizzare questi momenti e trasformarli in coscienza politica. È così che un domani prenderemo le redini di qualsiasi situazione rivoluzionaria, con quell'1%, con chi sta in mezzo alla navata di quella chiesa e si meraviglia di quel raggio di sole, con chi guarda quel castello in rovina e immagina epoche migliori che non ha mai vissuto.

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