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Intervista a Diego Fusaro: il ribelle nemico dell'elite finanziaria


Se c’è una star nel panorama del pensiero politicamente scorretto in Italia quella, oggi, è certamente Diego Fusaro. Classe 1983, Fusaro è un filosofo, saggista e opinionista. Un rivoluzionario dei nostri giorni. Come si definisce lui un pensatore “dissenziente” il quale legge tra le righe di un sistema che quotidianamente tenta di smantellare pezzo per pezzo la realtà, trasformandola in un grottesco affresco “cubista” dove nulla è al suo posto e dove ogni cosa, ogni costruzione sociale, ogni prospettiva, appare del tutto decostruita o, volutamente, ribaltata. In nome del capitale. Fusaro ne ha per tutti: dai partiti alla Chiesa, dai movimenti creati ad arte dal turbocapitalismo ai personaggi mainstream utilizzati, nella logica della politica ridotta a multinazionale, a volti di marketing al servizio del programma mondialista di turno. Quello che emerge dalle sue parole è un ritratto impietoso dell’Italia: una democrazia senza democrazia in cui il liberismo è il male assoluto e in cui molto ci sarebbe da cambiare. Una chiacchierata che offre numerosi spunti di riflessione e che convince ciascuno di noi a diventare protagonisti di un’epoca e di una società da rivoltare come un calzino per non lasciar andare quello che di buono ci è stato tramandato.

Diego Fusaro intanto grazie per la tua disponibilità. Andiamo subito al nocciolo della questione sociale di oggi le cui sfaccettature sono naturalmente prodotto anche della politica del nostro tempo. Che valore ha oggi la nostra politica?

La politica ovviamente è sempre fondamentale tanto che è un puro dogma dell'economia quello di produrre la spoliticizzazione, cioè la neutralizzazione del politico e il trionfo della natura tecnica e dell'economia senza la decisione politica. Certo è che la politica così com’è oggi in Italia tende a essere quella che io nei miei lavori ho chiamato “l'alternanza senza alternative”: abbiamo una destra liberale, un centro liberale e una sinistra liberale. Quindi quale che sia la forza vincente vince sempre l'ordine costituito. Quindi la politica così com'è ha sostituito il partito unico delle dittature novecentesche con il partito fintamente plurale del nuovo totalitarismo glamour dei mercati dove i partiti plurali in realtà sono rispecchiamenti sempre e solo del medesimo.

Definisci, in pochi aggettivi, i più grossi partiti che oggi sono parte del panorama politico italiano.

I partiti politici di oggi sono sostanzialmente filobancari, atlantisti, liberisti, europeisti e cosmopolitici.

Salvini e Meloni?

Rappresentano una forma di sovranismo liberista non socialista che si richiama alla Tatcher più che a Keynes. Da questo punto di vista sono da valutare positivamente nella misura in cui si richiamano al principio di sovranità nazionale nell’epoca del globalismo e da criticare invece quando poi declinano questa sovranità in chiave liberista e non socialista. Nell’odierno quadro storico il nemico principale è da individuare nei liberisti cosmopoliti. Con Meloni e Salvini può esserci un dialogo nella richiesta della sovranità nazionale poi ci si dividerà, una volta che sarà tornata la sovranità, tra quelli che vorranno il socialismo e quelli che vogliono il liberismo.

Puoi definire bene questi due concetti?

Il liberismo è governare per il mercato, il socialismo è governare il mercato per il popolo e per una democrazia radicale non liberale. Oggi il conflitto è appunto tra la democrazia liberale e una radicale che deve essere non liberale.

Che area di manovra ha il fronte populista e sovranista.

L’unica area di manovra che ha è quella di recuperare appieno la sovranità uscendo dall’unione europea. Fatta questa mossa potra effettivamente operare viceversa il margine di manovra resta puramente verbale.

In quale sistema democratico le persone con idee diverse vengono perseguitate o addirittura minacciate di morte? Si può parlare ancora di democrazia?

Direi che le odierne democrazie senza democrazia dell'Occidente si caratterizzano esattamente per questa specificità: per cui si odia in nome della lotta all'odio, si ostracizza in nome della tolleranza e si silenzia in nome del rispetto del pluralismo. Quindi la società orwelliana compiuta. Io personalmente sconsiglierei l'uso di della parola democrazia per questo sistema strutturalmente antidemocratico a meno che per democrazia non si intenda il plebiscito permanente dei mercati o l’autogoverno dei ceti possidenti che sono le uniche forme di non democratica democrazia oggi ammessi. Mi ricollego citando il caso delle sardine. Non ci vuole grande perspicacia per capire che tutte le proteste che fanno sono contro tutto ciò che possa contestare l'ordine global capitalistico. Questo è il segreto per capire questo movimento: un prodotto ben inscatolato dal padronato cosmopolitico per rinsaldare l'ordine cosmopolitico e finanziario. Non mi stupisco che siano accanite anche contro di me in modi che lasciano ben trapelare la loro vera natura fintamente dialogica e realmente violenta vorrei dire.

La violenta repressione antifascista e la campagna d'odio in atto contro gli oppositori del pensiero unico: un commento.

Oggi dominano i mercati e i manganelli invisibili dell'austerity. Come diceva Pasolini il nuovo potere non ha bisogno della Chiesa o del fascismo anzi deve combatterli per imporre la nuova figura di un potere antiautoritario e totalitario, antifascista e anticomunista perché pregno di un totalitarismo liberista. Questo è il nuovo ordine del potere. L'allarme antisemita e fascista è un'invenzione per colpire come antisemita chiunque sia dissidente rispetto al nuovo ordine dominante. La commissione Segre è un esempio: l’obiettivo è quello di far passare per antisemitismo ogni discorso non allineato che deve essere dunque perseguitato.

Marxismo o sovranità?

Credo che se marxismo significa lotta per la classe oppressa e la sua emancipazione deve saldarsi necessariamente se vuole sopravvivere con il tema della sovranità. Del resto non è un mistero che gli ultimi paesi marxisti esistenti siano ipersovranisti. Il paradosso delle odierne sinistre fucsia-arcobaleno è che sono per la openness dei mercati e quindi al servigio delle classi dominanti.

Una rivoluzione politica è possibile?

Direi che il primo passo per far si che accada è pensare che sia possibile. Per farla occorre decolonizzare l'immaginario rispetto all’ordine liberista, fatalista e dominato dalla tecnica.

E' evidente che non esiste più in Italia il binomio destra-sinistra. Tu parli di èlite contro popolo. Ti chiedo: si può portare il ragionamento a un livello diverso parlando di bene contro male e recuperando così un concetto metafisico che la società e i poteri forti (forse non a caso) vogliono distruggere?

Certamente. Il politico ha sempre a che fare con il con il bene e con il male. Almeno da Platone in poi apprendiamo che una delle categorie fondamentali del politico è il bene. In politica, se dovessimo dare una definizione generale, potremmo dire che il bene e ciò che riguarda il bene comune della Polis e quindi ciò che riguarda liberi rapporti tra individui liberi e solidali. Quindi il bene è ciò che promuove l'interesse dell' intero senza violare l'interesse delle parti. Il male invece è, da Platone in poi, in ambito politico ciò che fa prevalere l'interesse della parte sull'interesse della comunità e quindi lo si può chiamare egoismo o individualismo. Il liberismo sotto questo profilo è il trionfo del male sul bene: è lo scatenamento di potenze malvagie contro quelle del bene se vogliamo usare questa configurazione quasi apocalittica.

La Chiesa oggi sembra orientata al modernismo. Chi o cosa può salvare oggi l’Istituzione che prima del Concilio Vaticano II aveva tutto un altro volto?

L'anticristo viene non negando Dio o dicendo di essere un altro Dio ma, come ci insegnano i testi Sacri vedi il Vangelo di Matteo, dicendo di essere Dio. Quindi un falso profeta, una contraffazione demoniaca di Gesù. Oggi l'anticristo è all'interno della Chiesa evidentemente e coincide con questa sua pulsione di lotta contro il sacro, di negazione del divino e di pura fusione con il mondo mercatista. La Chiesa ci sta proponendo, avendo rinnegato Ratzinger come ultimo baluardo di resistenza, una fede low cost di pura accettazione dell’ordine consumistico. Oggi si può essere sia buoni consumatori sia buoni cristiani: questo secondo me è lo scatenamento delle potenze anticristiche che Ratzinger aveva provato a frenare, almeno dal mio punto di vista. Oggi ci troviamo di fronte a un bivio: o la Chiesa in qualche modo ritroverà la sua capacità di appellarsi al sacro e quindi al trascendente e lottare contro il potere immanentista dei mercati oppure si fonderà con il mondo e sparirà.

L'obiettivo mondialista potrebbe essere proprio la lotta contro il cristianesimo e la sua distruzione?

Paradossalmente siamo nel bel mezzo di una guerra alla religione che il nichilismo ateo combatte contro tutte le forme di religione. Io credo che stiamo vivendo oggi più che mai quella che Heidegger definiva la sdivinizzazione: un mondo senza più sacro e senza più trascendenza cioè un mondo della pura immanenza dei mercati speculativi dove ogni ente è disponibile per la volontà di potenza e dove il mezzo è l’euro il cui fine è la distruzione del vecchio modello europeo.

Come si può risolvere il problema del turbocapitalismo e della deriva del pensiero unico?

La prima e più importante rivoluzione da compiere è quella ontologica, del pensiero. Bisogna rammemorare l'essere ma anche l'uomo perché nell’odierno imperialismo planetario del soggettivismo umano si nega l'uomo riducendolo a ente disponibile fra i tanti. In questa rivoluzione si possono e si devono coinvolgere i giovani facendo scoprire loro la potenza del pensiero occidentale.

A febbraio è fissata la prossima udienza per la richiesta di estradizione del giornalista Julian Assange negli Stati Uniti dove rischia una condanna a 175 anni di carcere. Cosa ne pensi?

Vicenda direi vergognosa. È vergognoso che nel tempo del dissenso pilotato con le sardine, Greta, Carola l'unico vero dissidente Assange venga suppliziato nel silenzio generale. Bisogna essere con Assange non con i falsi dissidenti.

Descrivi in tre aggettivi l’Italia di oggi.

L’Italia di oggi è un Paese a mio giudizio a sovranità limitata, esterofilo di necessità e che si può salvare solo se riscopre sè stesso.

È ancora uno Stato forte?

Nella cultura in teoria sì, è il Paese più bello del mondo. Economicamente lo era… militarmente sicuramente no occupato com’è dalle basi americane.

Sul fronte sovranismo: c’è spazio per una politica estera affrancata da una sudditanza atlantica?

C'è a patto che si apra alla Russia e alla Cina che è quello che timidamente aveva provato a fare il governo giallo-verde. Occorre però un’ apertura intelligente verso la Russia che vada ad indebolire sempre più il legame con gli Stati Uniti.

Stiamo vivendo la Terza Guerra Mondiale?

A mio giudizio siamo già nella quarta perché la terza fu la guerra fredda. La quarta è quella che gli Stati Uniti, vincitori della terza, hanno dichiarato a tutti gli Stati non allineati con il loro ordine mondializzato.

Sicuramente la televisione è uno degli strumenti del turbocapitalismo. Domanda con risposta scontata: la guardi? Lettura, musica, teatro, cinema: ordinali dal più importante al meno importante.

No no…non ho televisione. Preferisco leggere libri o ascoltare su internet delle conferenze di filosofia. In ordine metto: lettura, musica, teatro, cinema.

Ultima domanda personalissima. Come è cambiata la tua vita dopo la paternità? Quanti figli vorresti?

È cambiata totalmente in meglio ovviamente…C'è un rapporto con il futuro, c'è un rapporto di responsabilità maggiore. Un cambiamento in meglio totale. La famiglia oggi è uno degli ultimi fortilizi di resistenza contro il nichilismo individualista del mondo a forma di merce ed è per questo che viene aggredita con tanta enfasi dai pretoriani del capitale della individualizzazione di massa. Dai quali dobbiamo assolutamente difenderci. Per quanto riguarda i figli per ora uno va bene –sorride. In futuro chissà…

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