• Giuliano Castellino

IL VACCINO L'ULTIMA ARMA DEL PARTITO UNICO DEL COVID. AFFARI D'ORO PER LA TIRANNIA

Aggiornato il: 3 dic 2020

" (...) Come nel caso della fornitura delle mascherine da parte del comparto Fiat, come nella fornitura di milioni di tamponi farlocchi, anche qui nessun bando, nessuna gara d'appalto.

Solo pescecani dall'appetito insaziabile da sfamare (...) "


IL VACCINO L'ULTIMA ARMA DEL PARTITO UNICO DEL COVID. AFFARI D'ORO PER LA TIRANNIA


Massimo Ursino - Italia Libera


Il governo del PUC (il partito unico del Covid) presieduto dalla marionetta Conte e dal ministro della sanità Speranza, favoriscono dei veri squali dell'industria farmaceutica, la AstraZeneca, al centro di innumerevoli controversie legali, condanne e patteggiamenti, per le accuse più disparate, dal mobbing e molestie sessuali, evasione fiscale, truffe, politiche aggressive del mercato farmaceutico, bancarotta ecc.


Come nel caso della fornitura delle mascherine da parte del comparto Fiat, come nella fornitura di milioni di tamponi farlocchi, anche qui nessun bando, nessuna gara d'appalto.


Solo pescecani dall'appetito insaziabile da sfamare.


Ci chiediamo: una società del genere, che ha corrotto medici per fare ricette false al fine di truffare l'erario, cosa avrà promesso a questi politici abusivi al governo per piazzare 400 milioni di dosi, in Italia ed Europa, di un vaccino non testato, che per sua stessa ammissione potrebbe non funzionare?


Una cosa è certa: indovinate chi ha investito su AstraZeneca?

Il cofondatore di Microsoft Bill Gates, che tramite la sua Gates Foundation ha elargito, non è chiaro se 350 o 750 milioni di dollari (fonte fanpage) per la ricerca sul coronavirus, comprese grandi donazioni fatte ad AstraZeneca.

Ma diamo un'occhiata ai loro armadi pieni di cadaveri...


Il caso Seroquel


Nell'aprile 2010 la società è stata condannata a pagare una sanzione di 520 milioni di dollari per promozione illegale (Off-label) del farmaco Seroquel (quetiapina) in indicazioni non approvate dalla FDA quali: l'aggressività, la malattia di Alzheimer, ansia, deficit di attenzione e iperattività, disturbo bipolare, demenza, depressione, disturbi dell'umore, disturbo da stress post-traumatico, e insonnia, ciò senza nessuna autorizzazione all'impiego in queste indicazioni.


Il caso Nexium


La società dopo la scadenza brevettuale dell'omeprazolo (antiulcera) mette in commercio il suo enantiomero attivo esomeprazolo, ciò secondo molti per prolungare artificialmente la copertura con un considerevole aumento dei profitti a danno dei sistemi sanitari pubblici nazionali.


Il 16 agosto 2007, Marcia Angell, ex redattore capo del New England Journal of Medicine e docente di medicina sociale presso la Facoltà di Medicina di Harvard, presenta in un'intervista su Stern, un settimanale di lingua tedesca, formalizza una denunzia secondo la quale gli scienziati di AstraZeneca avevano falsificato la loro ricerca sull'efficienza del farmaco Esomeprazolo.


Il Nexium (esomeprazolo) secondo gli autori è "in cima alla lista" dei farmaci che sono commercializzati dalle aziende farmaceutiche direttamente ai medici, che ricevono doni in denaro e/o beni quando prescrivono il farmaco in questione.


Questo comportamento della AstraZeneca, ha comportato per il sistema sanitario pubblico tedesco un supplemento di spesa di 139,50 milioni di dollari rispetto all'utilizzo del "vecchio" omeprazolo che aveva il brevetto scaduto.


Molestie sessuali ed evasione fiscale

Il 13 maggio 1996, il giornale Business Week denunzia casi di molestie sessuali su 79 donne a carico di tre dirigenti di Astra negli USA, tra cui il CEO Lars Bildman il quale fino al giugno 1996, è stato accusato di evasione fiscale per oltre 1 milione di dollari, questi aveva sottratto fondi aziendali e nascosto le sue azioni ai dirigenti aziendali, oltre ad accuse di molestie sessuali fatte a dipendenti donne di Astra.


La società Astra negli USA ha patteggiato di 9,8 milioni di $ per chiudere la causa per molestie sessuali.


Caso Farmatruffa


Nel 2007, implicata assieme ad altre aziende farmaceutiche nel caso «farmatruffa», la società dovette patteggiare per 900 mila euro da versare al Sistema Sanitario Nazionale. I propri informatori avrebbero convinto diversi medici a fare ricette false, alcune intestate anche a pazienti morti.


Indagine Premio Nobel 2008


Nel 2008 l'Azienda è stata sottoposta ad indagine da parte della polizia svedese per un presunto grave conflitto di interessi con l'assegnazione del premio Nobel al virologo tedesco Harald zur Hausen studioso del virus del papilloma umano (HPV), conflitto di interessi dovuto all'interesse della multinazionale per questi studi, avendo la stessa tra i propri prodotti due vaccini anti HPV molto profittevoli.


Evasione fiscale


Nel 2010 l'Azienda accetta di pagare una multa di 505 milioni di sterline per un problema di tipo fiscale legato al trasferimento di tasse da pagare a paesi

con regimi fiscali più favorevoli, con un meccanismo di evasione fiscale noto come transfer pricing.


Secondo l'accusa con questo sistema l'azienda avrebbe evaso negli anni dal 1996 al 2010 circa 1 miliardo di sterline.


Caso Marvecs Italia


In data 10 giugno 2013 la Procura della Repubblica di Milano chiude le indagini riguardo alla cessione di rami di azienda da parte di AstraZeneca e Pfizer alla Marvecs Service Srl, fallita il 14 gennaio 2011, società nei fatti rivelatasi un contenitore aziendale

«... privo dell'adeguata autonomia patrimoniale, delle capacità organizzative e della strategia di mercato idonea ad impiegare produttivamente la forza lavoro ceduta.»


(Bancarotta, chiuse indagini per 23, anche manager Pfizer Italia)


In data 7 gennaio 2014 i pubblici ministeri di Milano Gaetano Ruta e Luigi Orsi rinviano a giudizio manager e consiglieri o ex consiglieri di amministrazione delle multinazionali Pfizer e AstraZeneca con l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta.


I lavoratori ceduti da Simesa ed AstraZeneca sono stati in totale 91. L'accusa sostiene che la Marvecs abbia omesso di versare importanti somme relative al TFR dei lavoratori e del loro fondo di categoria insieme ad imposte non versate; sostiene inoltre che, poco prima del fallimento, abbia distratto alcuni importanti marchi e beni aziendali.


Rilevante il fatto che già in data 23 gennaio 2007 presso il Senato della Repubblica Italiana fosse stata fatta un'interrogazione riguardo alla situazione economica della Marvecs al momento dell'acquisizione dei lavoratori Pfizer, dove si rilevava la precarietà della condizione economica della stessa azienda e conseguentemente della futura tutela lavorativa dei lavoratori coinvolti nella cessione.


La vicenda, insieme ad altre simili, è stata oggetto di ulteriori interrogazioni parlamentari, nelle quali si sottolinea come la modalità di cessione di ramo di azienda è usata come artificio "in frode di legge" per eludere il licenziamento collettivo, simulando apparentemente la continuità del rapporto di lavoro, quando in realtà le società acquirenti spesso falliscono anche perché al momento dell'acquisto dei lavoratori esse presentano bilanci in rosso.


Caso antitrust Italia


Il presidente della commissione antitrust italiana nel giugno 2013 nella consueta relazione annuale presentata al parlamento, stigmatizza il comportamento dominante di alcune multinazionali farmaceutiche tra cui l'AstraZeneca, sottolineando il comportamento della stessa.


«La Commissione (AGCM N.d.T.) ha richiamato l’attenzione sui pregiudizi alla concorrenza che si possono instaurare in questo mercato attraverso il regulatory gaming, prima con un’indagine conoscitiva e poi con la decisione sul caso AstraZeneca, in cui è venuto in rilievo proprio l’abuso di posizione dominante di un’impresa che sfruttava le pieghe della regolazione per mantenere abusivamente una posizione di esclusiva. La decisione è stata confermata dalla Corte di Giustizia nel dicembre 2012.»




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