• Redazione/litaliamensile

IL PAPA LA PENSA COME NOI

Da subito abbiamo detto no alla quarantena, no agli arresti di massa, no agli arresti domiciliari per 60 milioni di connazionali. Eravamo soli a dirlo. Gli unici a gridare alla disubbidienza. Ci hanno lasciato soli anche i "nostri amici", un mondo ancora troppo legato al concetto becero di "legalitarismo" e al fascino della divisa, che si emoziona quando vede i carri armati, dimenticando che è passato quasi un secolo dalle divise buone che hanno difeso la nostra nazione. Ma questa è un'altra storia. Eravamo soli a dire che gli arresti di massa non avrebbero fermato il virus, ma avrebbero solo portato ad uno Stato di Polizia e alla fame milioni di italiani. Ma come si dice, non si è mai profeti in patria... Oggi però non siamo più soli. Con noi ci sono sindaci e amministratori, non certo amici nostri, politici lontani anni luce da noi, intellettuali, Medici, scienziati e costituzionali. Addirittura Conte ha dovuto fare retromarcia su l'ultimo provvedimento, passando per la Camera e depenalizzandolo in pena pecuniale (multa), perché i precedenti, penali, erano incostituzionali. Ora al nostro fianco abbiamo uomini e donne liberi, pezzi di popolo incazzati neri, tifosi delle gradinate popolari, lavoratori in nero, precari, ex comunisti, gente di sinistra, cattolici che vogliono tornare a messa e da oggi persino Papa Francesco! Lo avevamo detto, sempre per primi e sempre in perfetta solitudine, alla faccia dei prudenti e dei timorosi, che l'Italia del Virus è e sarà un'altra Italia rispetto a quella che abbiamo conosciuto.

Il banco è saltato. Le carte si sono mescolate. Nulla sarà come prima. Da una parte c'è uno Stato di Polizia, una tirannia sanitaria del 5G imposta da poteri internazionali, che vanno anche al di là di Washington e Bruxelles, che hanno confini più estesi ed hanno dichiarato una guerra mortale all'Italia e alla sua Fede, dall'altra il fronte di liberazione nazionale. Da una parte una dittatura Orwelliana, dall'altra chi vorrebbe tornare a pregare nelle Chiese di Roma. È TEMPO PER LEONI. NON PER CONIGLI. È TEMPO PER SCELTE CORAGGIOSE, ANCHE DA UN PUNTO DI VISTA DI ANALISI E PROPOSTA, CERCANDO DI SUPERARE VECCHI SCHEMI E GABBIE IDEOLOGICHE. ESSERE AVANGUARDIA, NON RETROGUARDIA. Almeno oggi che la sfida è reale!


https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-papa-francesco-gi-si-sente-la-fame-conseguenza-della-pandemia_16660845-202002a.shtml

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