• Giuliano Castellino

IL DITTATORE CONTE, VITTORIO COLAO E LA MORTE DELLA POLITICA. E IL POPOLO IN CATENE!



IL TIRANNO DEL POPOLO, L'EX NUMERO UNO DI VODAFONE, LEONARDO, SCIENZIATI, TECNOLOGIA E LA FINE DELLA DEMOCRAZIA. CON UN POPOLO CHE PER ORA PENSA SOLO A SOPRAVVIVERE, PRIVO DI LIBERTA' E DIGNITA', IN FILA A RIEMPIRE LA PANCIA! di Giuliano Castellino Non bastava il terrorismo mediatico, gli arresti di massa e lo Stato di Polizia, il dittatore Conte ha di fatto pignorato il governo di ogni potere, consegnandolo ad un pool di tecnocrati, scelti personalmente da lui stesso, che dovrà guidare l'Italia in questa fase emergenziale. Il coordinatore di questa task force, nominato dall'avvocato del popolo è Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone e della Rcs, esperto di rete - guarda un pò- e uomo di informazione e di potere. Il governo si prepara a un nuovo step, quello della ripartenza graduale e della convivenza con il Coronavirus, e affida questo percorso ad un pool di tecnocrati, azzerando totalmente il potere politico. Il presidente del Consiglio ha nominato un gruppo di lavoro che avrà il compito di dettare l'agenda al governo, di elaborare e proporre misure necessarie a fronteggiare l'emergenza e per una ripresa nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, operando in coordinamento con il Comitato tecnico-scientifico: il premier si avvarrà di economisti, psicologi e sociologi. Nessun politico nel team! Uomo di punta sarà appunto Colao. Il dirigente d'azienda sarà dunque un punto fondamentale per la fase 2.

Negli ambienti "cinesi" vicini a Conte, non solo nell'ambito dell'emergenza Covid-19. C'è chi scommette sul suo nome anche nella fase successiva: se da una parte si pensa al post virus, dall'altra si lavorerebbe a come arginare a una reazione degli "sconfitti". Infatti il profilo di Colao sarebbe molto gradito a Mattarella, può far da pacere col Partito democratico e da pontefice anche con Matteo Renzi. Inoltre è uomo di tenuta anche dentro il Movimento 5 Stelle e sarebbe uomo di peso anche in Europa, da contrapporre alla concorrenza Draghi. Comunque al di là delle contromosse, dei retroscena o delle scelte future, quello che oggi si palesa è lo svuotamento di potere della politica e del parlamento. Chi deciderà le sorti dell'Italia e degli italiani sarà questa nuova task force, già al lavoro, sotto i diretti ordini della tirannia "cinese" di Conte. Quali sono i primi obiettivi che si è data la "banda Colao"? Studiare e valutare le modalità di ritorno al lavoro, la ripartenza delle reti della logistica e le fasi di una graduale riapertura. Colao avrà una formazione di tecnici e consulenti, scelti insieme al Premier. Questa la squadra: Elisabetta Camussi (professoressa di Psicologia sociale) Roberto Cingolani (responsabile Innovazione tecnologica di Leonardo, ex Finmeccanica, SIC!), Riccardo Cristadoro (consigliere economico del Presidente del Consiglio, lunga mano di Conte) Giuseppe Falco (amministratore delegato per il Sistema Italia-Grecia-Turchia e Senior Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group), Franco Focareta (ricercatore di Diritto del lavoro), Enrico Giovannini (professore di Statistica economica), Giovanni Gorno Tempini (presidente di Cassa Depositi e Prestiti), Giampiero Griffo (coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità), Filomena Maggino (consigliera del Presidente del Consiglio per il benessere equo e sostenibile e la statistica), Mariana Mazzucato (consigliera economica del Presidente del Consiglio), Enrico Moretti (Professor of Economics at the University of California), Riccardo Ranalli (dottore commercialista e revisore contabile), Marino Regini (professore emerito di Sociologia economica), Raffaella Sadun (Professor of Business Administration), Stefano Simontacchi (avvocato, presidente Fondazione Buzzi), Fabrizio Starace (direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'AUSL di Modena), Domenico Arcuri (commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Covid-19) e Angelo Borrelli (capo Dipartimento protezione civile).

Insomma una lista che sembra dettata dall'OMS! Per quella che sembra una vera e propria dittatura scientifico-sanitaria, la tecnocrazia che ha spodestato democrazia e sovranità popolare, in nome di un vero golpe effettuato a suon di virus, terrore ed arresti di massa. Non a caso l'idea principe di Colao è quella di sfruttare al massimo la tecnologia, per mettere in pratica una strategia nota come "martello e danza": "Martellare subito il virus - ha spiegato in un intervento proprio sul Corriere della sera qualche giorno fa - chiedendo alla popolazione di stare a casa; alternare azioni selettive quando i contagi scendono, intervenendo rapidamente con azioni mirate geograficamente, per tipo di popolazione e per settori di attività, sulla base del rischio di contagio". Avendo un controllo quasi totale della tracciabilità delle utenze telefoniche! Per mettere in pratica questa strategia ci sarà bisogno del massimo di informazioni precise sulla localizzazione dei contagiati e dello spostamento dei cittadini (o sarebbe meglio chiamarli col nome più corretto di sudditi!), essere in grado di informare la popolazione sul livello di rischio (terrorismo mediatico), tracciare e testare i contatti sociali per fare quarantene selettive (paura di massa, repressione e Stato di Polizia), scoraggiare i movimenti in aree ad alto rischio: tutte attività possibili solo se si utilizzeranno i dati delle reti mobili insieme a una app dedicata, questa è la convinzione di Colao. Insomma, come ha sottolineato e ribadito Colao nel suo intervento, l’adozione di un modello che in Cina e in Corea del Sud ha funzionato. In sintesi quello che noi denunciamo e scriviamo da settimane, passando per visionari e complottisti. Per farvi capire quanto è forte Conte e quanto sia una dittatura quella messa in campo, basta proprio vedere il ruolo di Colao e del suo pool. Anche i più tenaci sostenitori della tecnocrazia - quelli che consideravano lungimirante e condivisibile il coinvolgimento del manager in questa fase - sono rimasti sconcertati dal suo ruolo "fuori governo". Molti si aspettavano un ruolo alla Passera sotto il governo Monti, non la guida di un pool sotto il diretto controllo del Presidentissimo. L'Italia 2020 ormai è sotto dittatura, in mano a medici e scienziati, a Conte ed interessi "cinesi" e internazionali, sotto bombardamento di guerre fredde, sull'orlo di una povertà senza precedenti e una crisi economica devastante. Con un popolo anestetizzato dal terrorismo mediatico che ha lobotomizzato milioni di italiani convinti che quanto prima "andrà tutto bene" e li ha resi totalmente passivi a tutto, pronti a ingoiare ogni privazione di libertà. Poco importa se non possiamo più andare a lavorare, andare al parco con i nostri figli o andare a trovare i nostri genitori. Tutti muti, in fila fuori i supermercati, con la mascherina, ad un metro di distanza, senza volti e sorrisi, intenti a riempire solo lo stomaco, finchè ci saranno rimasti questi pochi spicci, con la testa china sul cellulare, magari con una rete più veloce grazie al 5G cinese. Poco importa se ci cambieranno il nostro modo di vivere, di relazionarci, se devasteranno le nostre tradizioni, la nostra cultura e la nostra civiltà. L'essenziale è sopravvivere, no? Almeno per la stragrande maggioranza. A noi piacerebbe tornare a vivere. Da uomini liberi!

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