• Giuliano Castellino

IERI ERA 1 DICEMBRE: 50 ANNI FA LA LEGGE SUL DIVORZIO, PRIMO PASSO VERSO LA MORTE DELLA FAMIGLIA


"(...) Distruggendo la famiglia, prima cellula di qualunque società degna di questo nome, hanno annientato ogni idea possibile di comunità per mettere sul trono l’individuo e i suoi capricci (...)

(...) La droga del demonio, signori, è l’individualismo. Giustificando i nostri errori, abbracciamo l'Errore e, così facendo, dimentichiamo le basi della nostra educazione cristiana: sempre pronti ad aiutare e perdonare i peccatori, ma sempre contro IL PECCATO! (...)"


IERI ERA 1 DICEMBRE: 50 ANNI FA L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUL DIVORZIO, PRIMO PASSO VERSO LA MORTE DELL’ISTITUTO FAMILIARE


di Giuliano Castellino


Sì, ne siamo consapevoli, oggi alcune affermazioni sembrano sconvolgenti, “roba da Medio Evo”, come dicono certe anime belle.


In un mondo dove tutto va al contrario, dove il diritto individuale è stato anteposto al bene comune, dire che il divorzio fu il primo passo verso la distruzione della famiglia a cui stiamo assistendo oggi suona come un’ "eresia" nei confronti del vangelo (la minuscola qui è voluta) laicista del verbo politicamente corretto.


Sarà perché ormai tutti divorziano… o perché la famiglia fatta da padre, madre e figli sembra il ricordo eroico di un mondo che fu.


Sarà che il mondo dei social, dove si è adolescenti dai 12 ai 70 anni (basta vedere “Uomini e Donne” o i profili Facebook o Instagram dei più!), si è impossessato dell’identità delle persone, annullando la realtà.


O, forse, perché viviamo in un mondo dove tutto si brucia rapidamente, tutto è relativo, dove frasi come "per me è così", "io la vedo così", "mi sento così" la fanno da padrone.


Sarà che parole come rinuncia, sopportazione, sacrificio sono scomparse dal vocabolario della vita o perché anche l'amore (o è il sesso?) è diventato effimero, fast food, commerciale, virtuale, da mostrare ai guardoni, da offrire alla mercé di tutti come in un Truman Show.


O, ancora, per tutto questo insieme… ma, fatto sta, che, dopo mezzo secolo, il divorzio ha il volto di una vittoria civile solo per questa società marcia, invertebrata, decadente e, senza speranza perché senza Dio, ormai morente.


Pensateci bene, comunque la pensiate sul divorzio: tutto ebbe inizio proprio quel 1 dicembre del 1970...


Libertà sessuale e aborto, famiglie massacrate, figli - disperati - di genitori separati... fino ai giorni nostri dove regnano Milf, Gilf, distruzione di ogni identità, sessuale, familiare, popolare e nazionale.


Distruggendo la famiglia, prima cellula di qualunque società degna di questo nome, hanno annientato ogni idea possibile di comunità per mettere sul trono l’individuo e i suoi capricci.


Con l'attacco alla Famiglia, hanno massacrato popoli e nazioni, privandole della loro anima, non per caso leggi, e relativi referendum, sono collegati: prima il divorzio, poi l'aborto libero e gratuito e, oggi, il divorzio breve e l’aborto anche al nono mese.


Oggi è più chiaro, un solo ed unico fine: attaccare vita e famiglia, le fondamenta della nostra Civiltà.


Se pensiamo che Roma antica si fondò sulla Gens e sulla Familia per dare vita alla più grande Civiltà della Storia e che Roma cristiana ne sublimò il meglio per portarne la luce fino a ieri, comprendiamo che il mondo moderno - illuminista, giacobino, comunista, globalista e globalizzato - ha voluto fondare se stesso (da De Sade a Soros e Bill Gates) proprio dalla distruzione del nucleo vitale e centrale di ogni società.


Tutti i nemici dei popoli, e di Dio - gli stessi che narrano del Covid, che inneggiano alla tirannia sanitaria e tecnocratica e che scrivono e parlano sui media - esaltano questa data, sventolando la vittoria del divorzio, solo noi, oggi, continuiamo a combattere per la FAMIGLIA, rilanciando questo valore come idea primaria di libertà autentica e di futuro.


Come sempre vogliamo essere politicamente scorretti.


Certo, sappiamo bene che ci attireremo le antipatie dei divorziati idioti (quelli intelligenti vedono il divorzio come fallimento, non come emancipazione), di quelli che hanno numerosi ex matrimoni alle spalle, e per ognuno di essi una scusa, di quelli che "meglio un divorzio civile che un matrimonio infelice", come se conoscessero il senso della parola felicità, oppure gli odi di chi, ancora a 40 o a 60 anni, gioca a fare il pischello, seguendo i modelli di un mainstream fatto di tronisti e veline.


Ma, alla lunga, capiranno. Perché l'errore fatale in cui tutti siamo caduti, divorziati e non, è proprio quello di guardare il mondo attraverso gli occhiali deformati delle nostre esperienze individuali.


La droga del demonio, signori, è l’individualismo. Giustificando i nostri errori, abbracciamo l'Errore e, così facendo, dimentichiamo le basi della nostra educazione cristiana: sempre pronti ad aiutare e perdonare i peccatori, ma sempre contro IL PECCATO!


Sì, il peccato, perché insieme alla vita, alla famiglia, alla nazione, ci hanno tolto anche educazione, cultura e Fede!


Ci hanno portato a pensare al matrimonio secondo la logica che "tanto c'è il divorzio".


Ma non ci arrendiamo e forti anche dei nostri errori siamo pronti al riscatto personale e nazionale.


A partire da questo 1 dicembre, perché quello di cinquant’anni fa sia non una data da ricordare, ma un errore a cui rimediare.




1,218 visualizzazioni

La tua privacy è importante per noi, le tue informazioni sono sicure al 100% e non verranno mai condivise con nessuno

2020 © Cooperativa Editoriale Italia Futura, Via Paisiello 40 00191, Roma P. IVA 0000015628011007