• Giuliano Castellino

IERI COMMERCIANTI E PIVA HANNO MANIFESTATO A MILANO E A ROMA. IL 6 GIUGNO "I RAGAZZI D'ITALIA"!



IERI COMMERCIANTI E PIVA HANNO MANIFESTATO A MILANO E A ROMA. IL 6 GIUGNO "I RAGAZZI D'ITALIA" ANNUNCIANO GRANDE MOBILITAZIONE! di Marco Grandesso e Giuliano Castellino Nella giornata di ieri il centro di Milano è stato attraversato da un corteo. Un corteo con tutte le caratteristiche della spontaneità. I media non ne hanno parlato, un silenzio che non ci sorprende perché ne conosciamo il significato. Erano tassisti, ristoratori, negozianti, piccoli artigiani, il cosiddetto popolo delle partite Iva, che si è auto-organizzato sui social media per darsi appuntamento nelle strade meneghine. Sorprende fino ad un certo punto un corteo nel cuore della ex Milano da bere, città borghese per antonomasia. Ce lo aspettavamo; dopo il Centro e il Sud della penisola, dove comunque le dinamiche sociali sono differenti, anche al Nord si sono manifestate voci non allineate al pensiero unico della dittatura sanitaria, e soprattutto che partono dal "basso", per usare un'espressione cara a ben altri ambienti. Anche perchè ormai anche nelle città più colpite dal Covid, le province di Bergamo e Brescia su tutte, iniziano a comprendere che non poche sono le responsabilità dei medici, il fallimento della Regione lombarda e del suo presidente Fontana e come dietro la pandemia si siano giocati interessi internazionali più grandi (Oms, Cina e Bill Gates). Dal corteo, caratterizzato dalla presenza dei soli TRICOLORI, si sono levati inviti ai cittadini a scendere in strada, a svegliarsi dal torpore della quarantena, a uscire dagli schemi imposti dai DPCM, e si è alzato un solo grido: libertà, libertà! Figlie di nessuno, le partite Iva; negli anni facili prede elettorali da parte di quella destra liberista e reazionaria che promette ma poi non mantiene, funzionale, come la sinistra dei diritti civili, alle lobby mondialiste; diverse, per precarietà, rispetto ai lavoratori del pubblico, dicotomia tra chi ha una certezza, almeno per ora, e chi, oltre ad aver subito l'onda lunga della crisi finanziaria del 2006, in questi mesi ha dovuto chiudere, e ora si ritrova senza i mezzi per riaprire. Come dicevamo nei duri giorni degli arresti di massa, il rischio reale più della pandemia sarebbe stata la carestia, e cioè la crisi sociale ed economica che si sarebbe abbattuta sull'Italia e gli italiani. Puntuale è arrivata! Scriveva Junger nel Trattato del Ribelle: "La storia autentica può essere fatta soltanto da uomini liberi. La storia è l'impronta che l'uomo dà al destino. In questo senso possiamo dire che l'uomo libero agisce in nome di tutti: il suo sacrificio vale anche per gli altri." Uomini liberi, minoranza che si organizza, che vuole determinare il proprio destino attraverso il sacrificio. Quell'appello a scendere nelle strade gridato a Milano lo raccogliamo sicuramente, perchè da sempre in prima linea, ma che venga raccolto da tutti gli italiani, affinché non rimanga un cerino in mano di pochi volenterosi, ma diventi un sano fuoco di riscossa. Riscossa che - "a macchia di leopardo" - sta attraversando tutto lo stivale. Sempre ieri mattina a Roma una pacifica mobilitazione di italiani è stata bloccata da centinaia di forze dell'ordine in tenuta antisommossa e da blindati, scene da dittatura sudamericana, scatenando l'indignazione di migliaia di connazionali rimasti impressionati da tale forza repressiva. In serata, via social, diventando subito virale, "I Ragazzi d'Italia" hanno annunciato - con una locandina - una manifestazione a Roma sabato 6 giugno. Questo invito ha avuto immediatamente migliaia di condivisioni ed è rimbalzato da profilo a profilo, gruppo a gruppo, coinvolgendo migliaia di persone. Da nord a sud I RAGAZZI D'ITALIA abbracciano ogni città, uomini e donne libere che spontaneamente stanno aderendo a questa che sembra essere la più grande e partecipata mobilitazione del post quarantena. Questo era il comunicato con cui I RAGAZZI D'ITALIA annunciavano, giorni fa, l'iniziativa: "Noi che rappresentiamo uno spaccato sociale assolutamente variegato, espressione delle classi lavoratrici così come della società più in generale, non possiamo esimerci dal protestare contro una gestione scellerata della pandemia ma soprattutto dell’approccio che il governo ha avuto con il mondo economico e produttivo (...) Ora il popolo si è stancato! E il popolo siamo noi, in grado di superare ataviche antipatie e divisioni tra gruppi, per il bene supremo della nostra gente e della nostra amata ITALIA! Scenderemo per le strade di Roma per ribadire tutto questo". Hanno aggiunto I RAGAZZI D'ITALIA: "(...) siamo le forze sane e le menti libere che non sono più disposte ad abbassare la testa e a rinunciare alla propria libertà! ORA AD ANDARE A CASA SARÀ QUESTO GOVERNO! E ricordatevi: SE NON HAI LA FORZA DI RIBELLARTI NON HAI IL DIRITTO DI LAMENTARTI!" Nel manifesto-web che gira in rete possiamo leggere: "L'alba di una nuova era... per il nostro futuro e i nostri figli!" Contro la dittatura sanitaria, lo Stato di Polizia, i DPCM e una crisi sociale ed economica che sta falciando la testa e la vita di migliaia di connazionali, iniziano ad alzarsi le bandiere verde, bianco e rosse, simbolo di orgoglio nazionale e lotta popolare, pronte a gridare LIBERTA'. Alla faccia del politicamente corretto, dei salotti radical chic, delle tribune politiche e televisive e del pensiero unico imposto dal terrorismo mediatico... c'è un'Italia, libera e profonda, pronta ad alzare la testa e a riprendersi il futuro!

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