• Giuliano Castellino

FASE 1 BIS: LA DITTATURA SANITARIA DETTA LE REGOLE. BAVAGLIO IN FACCIA E IN FILA. COME IN CINA!




DA OGGI FASE 1 BIS: LA DITTATURA SANITARIA DETTA LE REGOLE PER UNA NUOVA ERA. DOPO PIU' DI 100 GIORNI DI PANDEMIA SI PASSA ALLA NORMALIZZAZIONE DELLA TIRANNIA. L'Italia mette la testa fuori, tra mascherine, autocertificazioni e posti di blocchi. Gli italiani si inchinano alla Cina, Blill Gates e all'OMS! di Giuliano Castellino Oggi tornano al lavoro quattro milioni e mezzo di persone, si passa dalla "fase 1", quella del "tutti reclusi", a quella che possiamo definire "fase 1 bis", perchè chiamarla "2" sarebbe troppo. L'Italia si appresta ad entrare in una nuova era, quella della dittatura sanitaria post emergenza, fatta di mascherine, file, autocertificazioni e posti di blocco. Un'Italia stravolta dopo 100 e passa giorni di pandemia, che non troverà più gli stessi bar, gli stessi ristoranti e sarà costretta a vivere con le "distanze sociali". E come ripete il premier Conte da giorni "il 4 maggio non è il "liberi tutti", serve il buon senso, ora è tutto nelle nostre mani". Ricordando e ribadendo che se le cose dovessero non andare come previsto dal regime ci richiudono di nuovo tutti dentro casa. Ieri il Presidente del Consiglio, più corretto definirlo neo-dittatore, ha lanciato un appello agli italiani. Più che un appello è sembrata una minaccia: "La ripartenza del Paese è nelle nostre mani. Tocca a noi decidere se vogliamo che sia risolutiva e definitiva. Se vogliamo evitare dolorosi passi indietro adesso più che mai servono collaborazione, senso di responsabilità, rispetto delle regole da parte di tutti. Non è una fase meno complessa di quella che si sta chiudendo, ma finora la risposta della popolazione è stata molto efficace e confido continui ad esserlo". Tutto è ormai concentrato sulle scelte dei singoli, secondo Conte e il pool di medici e scienziati che di fatto (insieme a Barbara D'Urso) stanno guidando e gestendo l'Italia del corona virus, su come reagiranno gli italiani a questa nuova fase, alla possibilità di andare a trovare un congiunto, al fatto che in quasi 4 milioni torneranno al lavoro, al rispetto rigido dei protocolli negli esercizi commerciali. Questo il ragionamento di Conte: "Da oggi i cittadini saranno i veri protagonisti. Sino ad ora abbiamo ottenuto buoni risultati con le misure restrittive. Adesso però saremo tutti chiamati ad un surplus di attenzione. Più che a decreti e a ordinanze dobbiamo puntare ai principi di autotutela e di responsabilità: occorrono comportamenti appropriati, infatti, per tutelare sé stessi e senso di responsabilità per proteggere gli altri. Non dobbiamo sperperare in pochi giorni quello che abbiamo faticosamente guadagnato in 50 giorni. Comincerà una nuova fase, quella della convivenza con il virus. Sarà una nuova pagina che dovremo scrivere tutti insieme, con fiducia e responsabilità". Ha continuato il Premier: "Nella prima fase è stato inevitabile puntare sull'etero-disciplina, vale a dire su norme imposte dallo Stato per garantire il contenimento del virus e la mitigazione del rischio. Era una fase in cui non era diffusa tra la popolazione la conoscenza delle modalità di diffusione del contagio. Adesso invece che i mass media hanno contribuito a diffondere una più approfondita conoscenza si può puntare più decisamente sull'autodisciplina, vale a dire sul senso civico e sull'educazione della popolazione che ben conosce i rischi del contagio". Non volendo Conte ha gettato la maschera, dopo 100 giorni dovremmo essere tutti addomesticati: siamo stati reclusi, blindati e ben "bombardati" dalla TV, pronti per vivere sotto la nuova dittatura. Una tirannia dove il ruolo dei medici e dei media è stato determinante e feroce. Gli italiani, storditi e sotto lobotomia, ora sembrano cotti a puntino per poter iniziare a vivere alla "cinese", sempre sotto costante minaccia sanitaria: "Fino ad oggi la maggior parte dei cittadini è stata al riparo nelle proprie case. Oggi oltre 4 milioni di italiani torneranno al lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. E saranno ben più numerose le occasioni di un possibile contagio, che potremo scongiurare solo grazie a un senso di responsabilità ancora maggiore. Serviranno la collaborazione, il senso civico e il rispetto delle regole da parte di tutti. Dovremo tenere sempre alta l'asticella dell'attenzione. Non sperperiamo quello che abbiamo faticosamente guadagnato in cinquanta giorni". "Giuseppi nazionale" ha concluso con un monito preciso: "Dovremo tutti insieme cambiare marcia al Paese. Sono fiducioso, insieme ce la faremo. Altrimenti dovremmo tornare alla quarantena!". Frase che pesa come un macigno, confermata anche dal numero due del Ministro Speranza, Ricciardi: "Non è finita. Se i contagi salgono tra due settimane dovremo richiudere". Ha ribadito il consigliere per l'emergenza del ministro della Salute: "Siamo ancora in bilico, il Paese resta sorvegliato speciale. Se le cose vanno male, si richiude. Far ripartire alcune attività produttive non vuol dire che tutti possono tornare in strada. Non è ancora finita. Dobbiamo avviare un cambiamento culturale per convivere con il corona virus". Conte e Ricciardi, anche a nome del comitato scientifico, braccio armato dell'OMS, sicari della Cina e di Bill Gates, garanti degli interessi apolidi ed internazionalisti, sono stati chiari: l'Italia e gli italiani devono cambiare usi e costumi, devono stravolgere stile di vita e di consumo. Di fronte non abbiamo la libertà attesa e sperata in questi 100 giorni, nè un futuro di lavoro e ripresa, ma una nuova società. Un nuovo ordine mondiale che ci sta imponendo orari, cultura e produzioni. Addirittura come dovranno andare a scuola i nostri figli. Questa è l'Italia costruita in 100 giorni di pandemia e 2 mesi di arresti di massa: tutti senza volto e senza sorrisi, tutti con la mascherina in faccia, tutti col bavaglio in bocca, senza parola, anima ed espressione. Tutti in fila, tutti controllati, tutti rispettosi di regole e senso civico. Tutti pronti alla delazione, a scaricare App ad essere ripresi da videocamere e fermati da posti di blocchi. Tutti marchiati come bestie e con autocertificazioni al seguito. La dittatura sanitaria è servita. Ora sta diventando "normalità". E ci chiamavate complottisti...

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