• Giuliano Castellino

FARE RETE, DA SARA CUNIAL A TUTTI I FUOCHI DI RESISTENZA. VERSO IL 6 ED IL 30 GIUGNO: ITALIA LIBERA!





FARE RETE, DA SARA CUNIAL A TUTTI I FUOCHI DI RESISTENZA. VERSO IL 6 ED IL 30 GIUGNO.

Le piazza italiane s'infuocano, s'innalzano i tricolori e si accendono i fuochi della resistenza contro la dittatura sanitaria. Il popolo d'Italia è in rivolta, media e repressori iniziano la campagna del fango.

La rivoluzione è come il vento e non si ferma!


di Giuliano Castellino


Le piazze in Italia iniziano ad essere calde, piazze libere, non ideologizzate, plurali.

Mobilitazioni di popolo, con migliaia di italiani pronti a resistere alla dittatura sanitaria e allo Stato di Polizia.


Un popolo unito come non mai, fuori dagli schemi e dai ritmi imposti, che urla giustizia sociale, futuro e libertà.


Bandiere tricolori e il motto "Italia Libera" sono il minimo comune denominatore delle tantissime manifestazioni che in questi giorni hanno animato le città italiane.


Da nord a sud un grido di rabbia che sta facendo tremare il regime.


Immediatamente i suoi servi - i media - hanno iniziato con la solita criminalizzazione.


Stampa e TV non tollerano piazze senza bandiere rosse, manifestazioni di unità e riscatto, senza odio e veleno ideologico. Senza partiti e strutture periferiche di sistema al soldi o di Prodi (vedi Sardine) o del centrodestra (come di chi non si è opposto a Fontana!).


Il deep state italiano - arroccato nei salotti e nei palazzi del potere, nelle redazioni e negli studi televisivi, nei tribunali e nelle questure - vede come il fumo negli occhi questa nuova stagione rivoluzionaria.


Perché non controllata e controllabile dalla politica di regime, perché sta superando il secolo scorso, perché sta liberando il popolo e la nazione da vecchie catene.


Ecco che escono le inchieste de L'Espresso, dove attaccano i fuochi di resistenza: Sara Cunial e la Rete 2020, Meluzzi ed i filo russi, i nostri appelli firmati da Galloni, Sgarbi, Taormina, Fiore e Nardulli, I Ragazzi d'Italia e le mobilitazioni del 30 maggio vengono ferocemente attaccati dal giornale ex De Benedetti oggi al guinzaglio della Fiat.


Non solo, escono anche le liste di prescrizione: ecco i nomi di chi guida le proteste.

Le nostre persone messe all'indice. Come negli anni 70, come nelle più feroci tirannie.

Una minaccia? Un avviso? Solo fango per fermarci?

Poco importa: siamo pronti a resistere.

Pronti a sostenere tutte le mobilitazioni contro la dittatura sanitaria.


Da quella di sabato 6 giugno a Roma de I Ragazzi d'Italia a quella del 30 giugno di R2020.


Pronti ad accendere fuochi di resistenza e ad innalzare altri tricolori contro chi ci vuole affamati e schiavi.


Queste le tre parole d'ordine lanciate dalla Rete di Sara Cunial, che invita uomini e donne libere, movimenti, associazioni e gruppi il 30 giugno a Roma.


RESISTENZA


Condividiamo strumenti per agire da subito, facendo pressione su amministrazioni locali, governi nazionali, istituzioni internazionali o qualsiasi altro centro di potere, per indurlo a comportamenti diversi.


Ordinanze, delibere, istanze utili ai cittadini per chiedere comuni liberi dal 5G, contro l’utilizzo di pesticidi, per contrastare il cambiamento climatico, fermare l’abbattimento degli alberi, il consumo di suolo etc.


DISOBBEDIENZA


Ripudiamo il sistema che ci ha condotto fin qui portando avanti da subito azioni concrete di rifiuto di determinati meccanismi attraverso il boicottaggio e il consumo critico.


Rifiutiamoci di comprare quello che ci vogliono vendere e di farci comprare da quello che ci vogliono vendere: le loro merci, le loro idee, la loro propaganda mediatica, la loro paura, le loro mascherine e le loro guerre, le loro armi, la loro nozione di emergenza e ineluttabilità.


RESILIENZA


Divulghiamo le realtà virtuose già in atto, esperienze di comunità e di impresa in grado di rinsaldare i legami personali, riqualificare i territori, consolidare partecipazione e relazioni sociali, garantire un’occupazione dignitosa, valorizzare capacità e peculiarità umane e territoriali, adattarsi al clima mutato, ridare dignità all’attività umana come strumento di realizzazione personale e utilità sociale.


Alla faccia di chi tenta di criminalizzare e bloccare la resistenza.


"Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio,

se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento...

Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti non sta succedendo niente

le fabbriche riapriranno arresteranno qualche studente...

Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso,

la notte che le pantere ci mordevano il sedere,

lasciandoci in buonafede, massacrare sui marciapiede,

anche se ora ve ne fregate, voi quella notte, voi c'eravate...

Se avete preso per buone le "verità" della televisione..."

(F. De André, Canzone del Maggio)

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