• Giuliano Castellino

ESSERE IL "MENO PEGGIO" NON SIGNIFICA CERTO ESSERE BRAVI.



ESSERE IL "MENO PEGGIO" NON SIGNIFICA CERTO ESSERE BRAVI. Il governatore Luca Zaia, pur gestendo meglio di altri governatori questa emergenza legata alla pandemia del virus Covid-19 che in Veneto continua a dilagare e a mietere vittime, non sta certo dimostrando di avere in mano la situazione e, soprattutto, sembra proprio non riuscire a garantire al laborioso popolo veneto un futuro degno di questo nome.   Non sbagliava chi, tempo fa, lo definiva un Governatore solo "chiacchiere e brillantina". Il presidente  Zaia,  già in difficoltà nella gestione ordinaria di una regione che, in autonomia e solo grazie alla propria gente riesce ad essere uno dei poli economici trainanti dell’intera nazione, sembra non riuscire proprio a raccapezzarsi in questo momento particolare dove la sua regione avrebbe bisogno di una guida forte e capace e non di una persona abituata a dormire sugli allori. Da subito è venuta alla luce la sua inadeguatezza nella gestione di questa emergenza. Tutti si ricordano quando voleva fare il piccolo rivoluzionario, promuovendo aperitivi di gruppo o cene nei ristoranti cinesi del Veneto. Sono ancora nella memoria dei veneti le sue parole pronunciate l’indomani  dei primi decreti del Governo centrale, quando minacciava di riaprire le scuole e riprendere le attività, definendo esagerate le decisioni del presidente Conte, salvo poi dopo solo pochi giorni, applicare restrizioni addirittura più rigide di quelle romane. Caro Zaia, la vera guerra i veneti si troveranno a combatterla quando, debellato questo pericoloso virus, dovranno fare i conti con le centinaia di aziende chiuse o fallite. Quando in molti si troveranno a dover pagare mutui, finanziamenti, bollette e tasse e non ci saranno le risorse per poterlo fare. Nelle svariate conferenze stampa, sembra ormai una gara tra Zaia e Conte su chi applica le restrizioni più severe, continuando a penalizzare i Veneti che aspettano solo di poter uscire da questa situazione  per ricominciare a lavorare. Si sente parlare solo di mascherine, decreti e tamponi, ma mai una volta che avesse fatto un riferimento a come intende affrontare la questione della disfatta che la nostra economia inevitabilmente incontrerà. Dopo aver governato la regione per 20 anni e devastato la sanità veneta, chiudendo ospedali su ospedali, è un dato di fatto che oggi nella nostra regione si riesce a fronteggiare questa emergenza solo grazie a medici e infermieri che stanno continuando a lavorare sottonumero, affrontando turni massacranti e senza le adeguate protezioni.   Nemmeno una parola contro questa Europa che, dopo averci depredato, ci ha chiuso la porta in faccia non appena è stata chiesta legittimamente una mano. Nemmeno un cenno di disappunto sull’ipotesi di  appoggiare un prossimo deleterio governo Draghi. E’ proprio vero caro Luca: Si fa l’abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione. Ma stavolta, quando usciremo da questi domiciliari di Stato, i conti con i Veneti qualcuno ti chiederà di farli...e noi saremo al suo fianco!


Forza Nuova Veneto


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