• Giuliano Castellino

DIRIGENTE SOLANGE HUTTER: LA SCUOLA NON È UN CARCERE SANITARIO CHE I GENITORI DEVONO TEMERE


DIRIGENTE SOLANGE HUTTER: LA SCUOLA NON È UN CARCERE SANITARIO CHE I GENITORI DEVONO TEMERE


"Sì, perché parliamo del nostro futuro, dei nostri figli! Perché tu, Stato, adesso sei un nostro nemico: un nemico violento, senza onore, che sta giocando al massacro in un clima sociale dove la coscienza collettiva è sospesa o, quanto meno, disfunzionale, guastata".


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Parliamoci chiaro: soltanto un ingenuo, ed uso volutamente un eufemismo, potrebbe credere che queste linee guida, le misure concepite dai cosiddetti “esperti”, dai cosiddetti “ministri”, dai cosiddetti “presidenti” e dalla miriade di figure ormai mitologiche per quanto sono misteriose e nascoste dietro le quinte, siano preposte a tutelare la salute di chi che sia, meno che mai dei nostri bambini e dei nostri giovani.


Sì, perché parliamo del nostro futuro, dei nostri figli! Perché tu, Stato, adesso sei un nostro nemico: un nemico violento, senza onore, che sta giocando al massacro in un clima sociale dove la coscienza collettiva è sospesa o, quanto meno, disfunzionale, guastata.


Perché questo non è un momento qualsiasi: questo è uno di quei momenti nei quali si scrive la storia!


Ma non si tratta di gesta nobili, di patrimoni per l’umanità. Sappi che sarai interpellato un domani, per rendere conto di misfatti gravissimi che avrebbero minato fin nelle radici i presupposti stessi della vita e della natura dell’uomo.


Tu credi di poterti nascondere dietro le membra ingombranti di un leviatano e, invece, ci saranno dei nomi e dei cognomi che risuoneranno scanditi ad alta voce, quando l’umanità dormiente si sveglierà di colpo e guarderà in faccia chi si è permesso di minacciare, violare, attentare alla nostra vita.


Non abbiamo creduto neanche per un istante che tutto ciò riguardasse la difesa della salute, il contenimento di un contagio che tu, Stato, che voi, ministri, tecnici, commissari, portaborse, davvero foste interessati ai nostri figli. Ciò che è stato concepito, infatti, se applicato, porterà solo malessere, malattia e morte.


Anzi, ti informo: ha già cominciato da tempo a mietere vittime; è da tempo che si prova a distruggere la scuola, a minarne le fondamenta in tutti i modi legalizzati, attraverso le cosiddette riforme, che sono riuscite solo a svilirne la funzione centrale di istruzione e formazione, e a renderne oltremodo complicate le ulteriori funzioni democratiche e inclusive.


Eppure, la scuola italiana si è difesa dagli attacchi vergognosi che ha subito, perché, come dico sempre, sono le persone a fare la differenza!


Eppur se vessati da migliaia di adempimenti burocratici inutili e vessatori, circolari che dalla sera alla mattina pretendono inutili monitoraggi delegati a dirigenti scolastici e a docenti, oberati già da ulteriori compiti che nulla avrebbero a che vedere con l’insegnamento e la cura dei nostri figli.


Pare che tu, Stato, in base al tuo comportamento, di figli non ne abbia infatti.


Eppure, sono certa che molti di voi, celati dietro la coltre di fumo di un apparato statale multiforme e sempre più lontano dal popolo, i figli li abbiano. Forse ciò che vi manca è la coscienza. Ciò che vi manca sono i valori. Ciò che vi manca è la dignità. Ma anche la cultura, sì, perché la cultura vera, quella che rende le azioni dell’uomo nobili e cruciali, non avrebbe consentito a sviluppi tanti ignobili.


Informo chi ha concepito simili abomini, perché è di questo che si tratta, che nessuna persona da zero a diciotto anni, dall’inizio dell’epidemia, è stata colpita dal virus in misura tale da richiedere cure intensive, e soltanto quattro individui sono deceduti perché gravemente ammalati di pregresse patologie.


Rivolgiamo un pensiero commosso a questi bambini: adesso, dopo mesi di apertura e contatti ravvicinati tra ragazzi, è chiaro a tutti che la curva epidemiologica riferita ai giovani non è accresciuta, nonostante i bombardamenti da parte di organi di stampa vergognosi, che, manipolati da soggetti senza scrupoli, diffondono notizie false e tendenziose e manipolate.


Ricordo anche a questi che hanno nomi e cognomi, e credo, così come sopra, che abbiano anche dei figli, e che, se questo mondo sarà rovinato, di certo lo sarà anche per i loro figli, non solo per i nostri. Vorreste trasformare la nostra vita e la vita dei nostri studenti in un incubo. Vorreste entrare nelle nostre scuole e trasformarle in lager e lazzaretti, senza malati, eppur vorreste trovarne, con metodi nazisti, dove si vuol far credere che un sano sia malato e che sia un pericolo per familiari e compagni, spargendo sospetti, spargendo paura, spargendo la zizzania, separando e dividendo, perché è solo così che può governare una compagine simile, che si è venduta al migliore orribile offerente.


Costringere i nostri studenti, i docenti e tutto il personale della scuola all’osservanza di simili misure restrittive, non solo è inutile e tu, Stato, lo sai benissimo, ma è anche criminale. Bambini della scuola dell’infanzia costretti a non poter vivere in modo spontaneo e salutare, impediti nello sviluppo armonico della personalità, condannati con un’altissima probabilità a contrarre nevrosi e psicosi, costretti a vivere tra persone orribilmente mascherate: perché? Quali sono i tuoi piani?


Possibile che questa frotta di pseudo esperti, inseriti in questi tanto in voga comitati, ignorino le implicazioni e le conseguenze di simili manipolazioni? Davvero ignorate che ciò potrà portare a malattia, ad autolesionismo e anche suicidi?


Ebbene, sia che lo ignoriate, sia che invece ne foste consapevoli, in entrambi i casi dovete dimettervi e rinnegare immediatamente le prescrizioni che avreste voluto imporre alle nostre scuole, dovete andarvene, liberare tutti dal giogo della vostra profonda inadeguatezza! Le nostre scuole devono rientrare nella normalità: restituite ai nostri figli la serenità, la gioia, la libertà.


Non è con questa violenza che potrete godere delle vostre ignobili poltrone o dei vostri soldi. Le barche, sulle quali ci troviamo noi e voi, saranno di certo diverse: noi non siamo sulla stessa barca, no davvero; ma il mare è lo stesso, sappiatelo. Se lo chiamate a parlare di responsabilità, è vero, ma ci sono tipi differenti di responsabilità: fin troppo facile e meschino concepire linee guida illogiche, illecite, oltre che anticostituzionali fin nel midollo, per sbatterne poi le responsabilità in capo ad altri, in capo ai dirigenti scolastici.


A tal proposito, cari colleghi dirigenti scolastici, vi consiglierei di fare attenzione, perché non è che il vostro silenzio vi salverà dal rendere conto poi in chissà quali altri sedi, oltre ad un’eventuale coscienza, di illeciti gravissimi, dei quali invece dovrebbero essere responsabili altri.


È vero che, in quanto datori di lavoro, noi siamo responsabili della salute dei nostri studenti e dei nostri dipendenti; io, aggiungo: appunto, i dirigenti scolastici hanno tra i propri compiti specifici, quello di rendere l’ambiente di lavoro e di studio salubre e idoneo a studenti e personale scolastico, ed è ciò che tentiamo di realizzare in ogni modo, anche quando si tratta di scuole che cadono a pezzi e che vengono totalmente ignorate, proprio come se non esistessero, dagli stessi funzionari che oggi sbandierano ai quattro venti la preoccupazione per il contagio nelle scuole.


Che ipocrisia immensa! Vorrei sapere, per mia curiosità personale, dove fossero queste entità prima della cosiddetta pandemia. Ogni santo e sacro giorno, nelle nostre scuole, regna una grande e profonda solitudine, pur nell’allegria chiassosa dei nostri giovani, allegria che si vorrebbe tacitare con bavagli, museruole e paura.


Di cosa siamo responsabili noi presidi? Di cos’altro, visto che lo siamo di tutto, di più, da tempo immemore?


Egregio Stato, ti stupirai, perché io ti chiedo un’altra responsabilità, ulteriore, ed è quella del benessere psicofisico, emotivo, affettivo, dei miei studenti e del mio personale; concedimi l’uso dell’aggettivo possessivo, prassi che mi è stata contestata dagli uffici superiori dai quali sono stata convocata giorni addietro, all’indomani del mio sciopero della fame, per rendere conto delle mie dichiarazioni avverso ad una bozza, non ministeriale, bensì a firma dell’Associazione Nazionale Presidi, che pare volesse prevedere il voto di condotta per quegli studenti che non rispettassero l’osservanza delle misure restrittive anti-Covid, vale a dire il distanziamento sociale.


In quell’occasione, mi fu ribattuto che le scuole, alle quali siamo assegnati noi dirigenti, non sono le nostre e non possiamo trattarle come se fossero casa nostra; eppure, il nostro lavoro si fonda sul sentimento inteso come sentire, per poi agire di conseguenza in direzione del benessere, a vantaggio dei ragazzi.


Dunque tu, Stato, non puoi assegnarmi responsabilità che non afferiscano al mio profilo professionale di dirigente scolastico, perché ti informo che nessuno di noi è un medico e la scuola meno che mai un nosocomio o un carcere sanitario, dove i genitori devono temere per i propri figli e per la propria potestà genitoriale.


La scuola che io dirigo la sento mia, perché la curo come se fosse mia, apportando tutte le modifiche, tutti gli accorgimenti che possano innalzare i livelli di attrattività, come è scritto tra gli obiettivi di svariati programmi operativi nazionali finanziati a livello ministeriale e anche europeo. Ma sembra che tu, Stato, non sappia di cosa io stia parlando! Dove sono i sindacati, quegli stessi che, qualche anno fa, inviavano vertenze a quei presidi che articolavano un orario ritenuto ingiusto da qualche docente puntiglioso?


Anche’essi ignorano quali siano i diritti e i doveri, e la specificità delle mansioni di un docente, di un dirigente scolastico e del personale ATA?


Dove sono descritte le mansioni di tipo sanitario che oggi un ministero quanto meno confuso e approssimativo vuole imporre in modo illogico, illecito e antidemocratico, ad una classe di lavoratori, quella scolastica, che si vede catapultata in ambito medico sanitario, con tutto il carico pesantissimo di implicazioni e responsabilità?


E quando la bomba scoppierà, la “bomba” metaforica, perché scoppierà, dove si rifugeranno tutti questi ministri, esperti, tecnici, portaborse, di cui sopra?


Pensano forse di dissolversi, di potersi nascondere? No! Io ho vinto un concorso come dirigente scolastico e, nel decreto 165 del 2001, articolo 25, sulla dirigenza scolastica, non c’è traccia di mansioni che afferiscano a profili medico-legali, tantomeno quello di direttore sanitario, vale a dire e mi spiego, perché mi rendo conto dell’ignoranza abissale, oltre che, probabilmente, della malafede che ha dato seguito a simili linee guida, piani e decreti: io non avrei l’autorità di nominare nessun referente Covid, per esempio, e tantomeno consentire a personale scolastico di azzardare valutazioni di tipo diagnostico, come rilevare “in uno studente i sintomi suggestivi di una diagnosi da Sars-Cov2”, e, se non posso farlo io, non può farlo nessun altro dirigente scolastico, neanche quello che non parla e, a testa bassa, anche tronfio, alimenta il suo smisurato ego attraverso un’obbedienza supina e incosciente, in termini di danni irrimediabili da tutti i punti di vista.


Quanto descritto nel protocollo sanitario allegato al piano scuola 2020/21, non è compatibile con i profili professionali a cui si riferisce, oltre che assolutamente fuori contesto e fuori luogo.


Denuncio preventivamente i rischi connessi alle prescrizioni dettate da questo protocollo sanitario e dalle ulteriori misure di controllo territoriale ad esso collegate: pericoli reali di allarme sociale, ordine pubblico all’interno degli istituti scolastici, disordini che potrebbero verificarsi molto facilmente in seguito all’applicazione delle misure in elenco.


Per chi non lo sapesse, il protocollo prevederebbe che un operatore scolastico qualsiasi, dal collaboratore, al docente, al dirigente scolastico, alla presenza di colpi di tosse o sintomatologia simil-influenzale (e io aggiungo “cioè?”), abbia autorità: chi gliel’ha concessa?


Il ministro, Lucia Azzolina?

Il comitato tecnico-scientifico, vale a dire i medici e tecnici Agostino Miozzo, Silvio Brusaferro, Francesco Maraglino, Giuseppe Ruocco, Franco Locatelli, Mauro Dionisio, Tiziana Coccoluto, Walter Ricciardi, Claudio D’Amario, Giuseppe Ippolito, Alberto Zoli?


A chi di essi dovrà rivolgersi un dirigente scolastico quando al colpo di tosse, allo starnuto, ad un normalissimo quanto diffusissimo rialzo febbrile, difronte ad un raffreddore, in particolare nei bimbi più piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia, ma parliamo di situazioni che si verificherebbero certamente in tutte le scuole di ogni ordine e grado si innescherà un meccanismo infernale, fondato sull’approssimazione di valutazioni delicatissime e sulla paura che porterà disordini e anche potenziali ferimenti, fughe da scuola da parte di alunni, anche minori e bambini, studenti, personale docente e non-docente, i quali, presi dal panico, potrebbero avere reazioni inconsulte?


Quando si architettano piani di controllo che si fondano sull’utilizzo della paura, quindi sfruttano le reazioni ancestrali automatiche previste dalla parte arcaica del nostro cervello, quindi legate all’istinto di sopravvivenza, bisognerebbe sapere o quantomeno pensare che un essere vivente animale o umano, quando percepisce pericolo per la propria vita (SEGUE)




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