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Di Salvini, del fascismo e del tricolore


Prendiamo spunto da questo post di Matteo Salvini, ripreso da molti "camerati" e fatto girare con entusiasmo per fare un attenta riflessione e fare analisi e lanciare sfide e proposte.

Questo post dimostra come sia tempo di uscire dal grande equivoco patriottardo. Vi spiego il ragionamento, che è complesso, ma alla fine comprensibile. I fascismi nascono come fenomeni rivoluzionari e di sinistra, anti borghesi e anti sistema. Poi c'è un evento che cambia il mondo e cambia i popoli, la Prima Guerra Mondiale. I socialisti internazionalisti non capiscono che milioni di proletari verranno forgiati nelle trincee, dalla pioggia di piombo e tempesta d'acciaio e temprati da un nuovo sentimento nazionale... i fascismi intuirono che sarebbe nato un nuovo proletariato nazionale, milioni di soldati, di reduci, di arditi, di combattenti, di uomini, di guerrieri, di uomini col sangue tra i denti che una volta tornati dal fronte con le loro divise e bandiere nazionali, non avrebbero trovato ne' allori da parte degli stati che avevano servito, ne' giustizia sociale. Ne' amicizia da parte dei socialisti.

Quindi c'era un socialismo nazionale da costruire, c'erano nuove verghe da unire, per un nuovo fascio, per una nuova idea, che poi sarebbe risultata, geniale, vincente, la più audace, romana, europea e mediterranea delle idee... il fascismo appunto. Ma quel passaggio da "sinistra" a "destra" fu possibile solo grazie alla contingenza storica della prima guerra mondiale. Il grave e mortale problema del neofascismo: l'essere rimasti a destra!

Finché è rimasto in vita qualche reduce e finché c'è stata un'altra guerra, quella civile contro l'antifascismo militante e di stato che ci ha sparato contro, questo immenso equivoco si è in parte coperto, perché le infamità del Msi sono state coperte dalla generosità del popolo missino, dal sangue dei caduti, dai racconti dei reduci della seconda guerra, da poco finita, e dai ragazzi che combattevano per le strade per difendere, non solo uno spazio politico, ma la vita stessa dei camerati. Ma una volta finito anche questo scontro, caduto anche il muro, passati quasi 80 anni dalla fine del conflitto mondiale, rimanendo solo il "Msi" senza reduci e radicali, quindi solo la destra, cosa è rimasto? Rimane il post di Salvini. Che di fascista non ha nulla! Zero.

Anzi: ha la confusione di un mondo che ormai ha scambiato il nazionalismo e il patriottismo con l'essere rivoluzionari, nazional popolari, nazional social, figli di un mondo. Questa crisi italiana (e mondiale) deve offrire, a chi come noi è rivoluzionario, una grande opportunità: strappare definitivamente con la destra!

Uscire da questo equivoco.

Perché noi non evochiamo più forze dell'ordine ma non perché Acab, ma perché siamo per le libertà personali delle persone e della comunità e da sempre contro lo Stato di polizia. Perché il 2 giugno non abbiamo mai festeggiato, né esultato quando i nostri militari venivano e vengono mandati a fare gli schiavi per la Nato e vorremmo vederli impegnati a difendere i confini e gli interessi nazionali, non ci piace vederli per strada tra i civili. Non abbiamo mai avuto simpatia per le dittature militari, né per quelle greche, né per quelle sudamericane. Pensate un po'! Così come per quelli come noi il tricolore ha un valore molto importante, non è certo qualcosa da esporre fuori un balcone e non ha 160 anni di storia, ma ha 2.000 anni di vita... se non di più.

Quel tricolore per noi vuol dire radici, tradizione, civiltà.

Vuol dire fede, Roma, cristianità. Ed oggi anche lotta di liberazione nazionale,

sia contro Bruxelles, sia contro Washington. Quindi: se esponete o innalzate il tricolore, se parlate di sovranità, cari nuovi e vecchi destrorsi (Salvini e Meloni) evitate viaggi oltre oceano o evitate di parlare di cambiare questa Unione Europea.

Ci fa piacere che non vi piacciono sardine e partigiani, ricordatevelo quando vomitate contro il fascismo ed invece di lodare chi monta gli ospedale da campo, prendete a pedate le vostre giunte regionali che hanno chiuso ospedali e tagliato la sanità pubblica in nome del liberismo, perché di destra. Tranquillo Salvini, continua a metterti la mano sul petto e cantare l'inno quando vedi sfilare i militari italiani della Nato il 2 giugno... sei solo un “patriottardo”: chi ti dice fascista, non conosce la storia.

chi combatte, oggi come ieri, per la liberazione dell'Italia e degli italiani non si commuove per le parate. “Stai sereno, per dirla alla Renzi”.

Un invito a tutti...

Lasciamo alla destra quel campo...

Riprendiamoci il nostro, che non conosce confini ideologico, né muri divisori.

Noi siamo il popolo.

Giuliano Castellino

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