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DECRETO RILANCIO? NO. SUICIDIO ASSISTITO!



500.000 REGOLARIZZATI E 3 EURO L'ORA. ADDIO MONDO DELLA TERRA!


di Angelo Spaziano Era da tempo nell’aria, e come di prammatica ci è cascata tra capo e collo l’ennesima sanatoria dell’immigrazione clandestina. Una sanatoria sapientemente spacciata da politici corrotti e mass media compiacenti per dovuta “emersione del lavoro nero” e sacrosanta “regolarizzazione dell’illecito”. Del resto c’era da aspettarselo. In un periodo come questo, caratterizzato dalla profondissima crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria, gli eterni nemici della nostra patria hanno afferrato al volo un’altra occasione per farci del male. In fin dei conti l’opportunità era troppo succulenta per lasciarsela sfuggire. L’inconsapevole alleato stavolta è stato un microrganismo piccolissimo, invisibile, proveniente dalla lontana Cina ma tanto dannoso per la salute fisica e per il benessere materiale della nostra gente. Tant’è vero che in un paio di mesi di paralisi pressoché totale di ogni attività il Pil è precipitato a livelli di guerra, migliaia di aziende rischiano di chiudere e tra qualche mese ci troveremo ad impattare con un cupissimo autunno foriero di disoccupazione, disperazione e suicidi. Naturalmente la vera intenzione della banda di cialtroni che ci sgoverna, vale a dire sferrare un altro colpo all’identità e all’integrità del nostro popolo, è stata sapientemente profumata di nobili intenzioni. Il tutto fregandosene altamente del grido di dolore che si leva dall’intero Stivale, che ogni giorno di più sprofonda nel sottosviluppo e nella miseria più nera. Insomma, sono in gioco i destini di centinaia di migliaia di imprese tricolore ormai ridotte alla canna del gas per le scelte-kamikaze adottate in precedenza, ma lorsignori non fanno una piega. Badate alla forma sofisticata sotto la quale è stata celata la fregatura: "Regolarizzare per un periodo determinato immigrati che già lavorano sul nostro territorio significa spuntare le armi al caporalato, contrastare il lavoro nero, effettuare controlli sanitari e proteggere la loro e la nostra salute, tantopiù in questa fase d’emergenza sanitaria". Capito? Lo fanno non tanto per "loro" (vale a dire i clandestini) quanto per noi, popolo italiano, e per la nostra salute in pericolo. E pensare che dopo due mesi di serrato lockdown non hanno saputo risolvere neppure il problema delle mascherine. Fatto sta che il testo della norma - un solo articolo "Emersione di rapporti di lavoro" e 22 commi - è stato inviato dal Viminale alla Presidenza del Consiglio perché rientri nel cosiddetto "decreto rilancio". Ma rilancio a favore di chi? Non è dato saperlo. Anzi, lo si sa benissimo: di tutti, tranne che per il popolo italiano. In cambio della farsesca liturgia della regolarizzazione intanto, come primo "benefit" scatta l’immunità per tutti: per i lavoratori infatti vengono sospesi i procedimenti penali e amministrativi per le violazioni delle norme relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale, mentre per i datori si sospendono i procedimenti concernenti l’impiego dei lavoratori per cui si presenta la dichiarazione di emersione" anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale". Insomma, siamo alle prese con l’ennesimo sciagurato segnale lanciato a tutti i derelitti del Nordafrica e dintorni (che poi tanto derelitti non sono) a trasferirsi armi e bagagli nel Bengodi italico (che poi tanto Bengodi non è) da parte dei soliti buonisti (che poi tanto buoni non sono) per abbassare il costo del lavoro ai danni degli italiani (che poi, questi si, sono fin troppo buoni, fino a quando non decideranno di non esserlo più). Non che la cosa non abbia provocato profondi malumori all’interno della stessa maggioranza. I mal di pancia infatti non sono mancati e dolorosi borborigmi continuano ancora a manifestarsi nelle viscere dell’esecutivo. Il rospo è stato troppo duro da mandare giù anche per stomaci corazzati come quelli pentastellati. Un’armata Brancaleone sulle prime recisamente contraria ad ogni ipotesi di sanatoria. La prova è che una fortunosa e farraginosa “sintesi politica” era stata già raggiunta una prima volta domenica notte, per essere subito sconfessata nel giro di 24 ore dagli sprovveduti "grillioti", presto ripiombati nella guerra per bande tra l’ala filoprogressista e quella filosovranista. Tuttavia, letteralmente terrorizzati alla sola idea di abbandonare per sempre i comodi scranni di Montecitorio e Palazzo Madama per tornare a pulire cessi e collaudare preservativi, i Cinquestelle hanno subito cambiato registro, dimostrandosi possibilisti. Finché, dopo una convulsa trattativa durata fino a notte fonda, hanno alzato bandiera bianca consentendo ai ministri Provenzano del Pd e Crimi del M5S di comunicare alla stampa il disco verde all’accordo. Il "capolavoro" è stato messo a punto dalla ministra dell’interno Lamorgese su mandato del premier Conte e degli altri ministri che hanno "lavorato" di concerto: Bellanova I. V., Catalfo 5S e Giuseppe Provenzano PD. Si prevede un contributo forfettario di 400 euro per lavoratore oltre a un contributo per le somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale da determinarsi con successivo decreto ministeriale. E un altro da 160 euro in capo al migrante che ottenga il permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi per la ricerca di lavoro che può essere convertito in permesso per motivi di lavoro in caso di assunzione. Il tutto prevede un doppio binario. Da un lato i datori di lavoro possono favorire l’emersione del lavoro nero di italiani e stranieri che siano stati segnalati in Italia prima dello scorso 8 marzo presentando apposita istanza tra il 1° giugno e il 15 luglio 2020 con l’indicazione della durata del contratto e della retribuzione concordata previo pagamento di un contributo forfettario di 400 euro per ogni lavoratore "a copertura degli oneri connessi alla procedura di emersione". Dall’altro lato gli stranieri che abbiano un permesso di soggiorno scaduto entro il 31 ottobre 2019 possono presentare domanda per un permesso temporaneo per la ricerca di lavoro della durata di 6 mesi convertibile in permesso di lavoro in caso di assunzione, dimostrando di avere svolto attività nei settori interessati dalla norma (agricoltura, assistenza alla persona e lavoro domestico). In questo caso il contributo dovuto ammonta a 160 euro di cui 30 per la spedizione della domanda. Ci avete capito qualcosa? Noi no. Non era meglio piantarla con queste complicatissime gherminelle e chiamare a lavorare i percettori del reddito di cittadinanza? Evidentemente no, poiché in questo modo non si poteva turlupinare la povera gente. Perché i problemi in realtà erano, sono e restano sempre quelli: chi pagherà i contributi a questi "nuovi" lavoratori (dentro ci hanno infilato pure colf e badanti…) quando i loro contratti scadranno e resteranno a spasso? Non è che si pescherà a piene mani da quel che resta del nostro Welfare? Oppure saranno lasciati liberi di spacciare, borseggiare e violentare? Ma soprattutto: quanti saranno i clandestini in via di regolarizzazione? Chi dice 200.000, chi dice 250.000, chi 500.000. Schiavisti e mercanti di carne umana, insieme a lib-lab, idioti cronici, autolesionisti, centri sociali, pervertiti, preti traditori e masochisti vari, ringraziano calorosamente. La plebeizzazione dell'Italia avanza forte e chiara, così come la sostituzione etnica. Altro che lavoro e rilancio, qui si fa legge il salario a 3 euro l'ora e si consegna il mondo della terra a mafia, negrieri e nuovi schiavi! Gli italiani seri e consapevoli di quel che si viene profilando, vale a dire un processo di sostituzione coatta, un po’ meno.

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