• Giuliano Castellino

DA R2020 AI RAGAZZI D'ITALIA, SI ACCENDONO I FUOCHI DI RESISTENZA ALLA DITTATURA SANITARIA!





DALLA RETE AI RAGAZZI D'ITALIA, SI ACCENDONO I FUOCHI DI RESISTENZA ALLA DITTATURA SANITARIA


DALLA RETE DI SARA CUNIAL AI RAGAZZI D'ITALIA, SI ACCENDONO I FUOCHI DI RESISTENZA ALLA DITTATURA SANITARIA.

Nessun potere riesce a sopravvivere di fronte a una massa che pensa e fa trionfare la coerenza sopra la codardia, l’impegno sopra il quieto vivere, l’equità sopra le piccole avidità.

MOLTIPLICHEREMO I FUOCHI DI RESISTENZA COSÌ CHE VI SIA IMPOSSIBILE REPRIMERCI TUTTI!


di Giuliano Castellino


Arresti di massa, Stato di Polizia, dittatura sanitaria; attacchi alla Regione Lombardia, alle mascherine e ai distanziamenti sociali; resistenza, ribellione, rinascita: a febbraio eravamo soli contro tutti, in piedi con il tricolore a gridare ITALIA LIBERA. Per settimane siamo stati multati e sanzionati perchè in piazza durante il lockdown.


Ora molto è cambiato e numerosi sono i fuochi di resistenza che si stanno accendendo contro la dittatura sanitaria.

Dalla mobilitazione dei Ragazzi d'Italia a Sgarbi, da Meluzzi ai sindacati di base che manifestano contro la giunta Fontana, dagli "anti 5G" alla Rete 2020 di Sara Cunial, dagli appelli dei medici contro le mascherine a quelli di Galloni contro le polizie.


Un fronte che si allarga, sempre più plurale, anti-ideologico e popolare, che vede la presenza di uomini di cultura e pezzi di popolo, di partite Iva e commercianti, di ultras e militanti provenienti da varie esperienze, deputati e consiglieri regionali.

Tutti pronti a superare vecchi schemi, andare oltre le destre e le sinistre e costruire la resistenza.


In questi tempi bui, viviamo momenti di profondo cambiamento, grande disillusione e delusione, ma anche di fermento e rivoluzione. Tantissime persone stanno aprendo gli occhi.


"Per mantenere in piedi un sistema neoliberista che ha fallito sotto tutti i punti di vista (sociale, ambientale ed economico) ci hanno ingabbiati, imbavagliati, ingannati, svenduti e umiliati. Hanno ridotto interi Paesi alla fame (...). Tanti di noi si stanno rendendo conto che è giunta l'ora di (re)agire e di costruire insieme un futuro diverso da quello che ci stanno propinando". Questa la prima parte di un comunicato uscito dalla Rete 2020.


Parole radicali, forti, determinate, come non sentite mai da persone elette nelle istituzioni: "Ecco perché R2020. Un invito. Un appello a sedersi attorno a un tavolo insieme e riconoscerci. Confrontarci, ascoltarci, inventarci e, qualora vi fossero necessari presupposti, unirci per agire insieme. Ognuno con le proprie peculiarità. Ciascuno con la propria identità. R2020 non vuole essere che questo: un'occasione per condividere buone pratiche, azioni RIVOLUZIONARIE, collettive e personali".


Sara Cunial, la leonessa che con i suoi discorsi ha fatto tremare quelle "aule sorde e grige", chiama a raccolta associazioni, comitati, gruppi di cittadini, amministratori locali, politici.

Tutti coloro che già stanno lavorando per il Bene Comune, per il Diritto alla Vita(...), per una terra libera dai veleni, un’agricoltura senza pesticidi, un’economia reale, virtuosa, non basata su speculazioni e frodi. Per una moneta che sia davvero Bene Comune.


Una mobilitazione totale, plurale e radicale per una scienza che non sia dogma, una ricerca indipendente e una medicina che sia in primis prevenzione.

Per la sanità pubblica. Per la libera scelta e l’autodeterminazione degli individui.


"Un appello ad unire tutte le forze meravigliose che - piccole e grandi, da più o meno tempo - esistono e resistono, e già oggi portano avanti esempi virtuosi che dovrebbero essere diffusi il più possibile sui territori". ha dichiarato l'ex 5 Stelle.


Insomma lottare per un mondo in cui l'interesse di tutti sia prioritario a quello di pochi. Un mondo in cui il Ben-Essere delle persone non sia sacrificato a poche e potenti multinazionale o a un manipolo di criminali, come sta avvenendo ora.


Per questo non possiamo che accettare e diffondere l'invito alla mobilitazione della Rete 2020: "Vi invitiamo ad incontrarci in un cerchio aperto a tutti (...). E' il momento di esserci. Di mettere da parte il proprio individualismo e il proprio ego e di tornare a collaborare. Di agire in simbiosi (...). Al distanziamento rispondiamo con l'avvicinamento, all'isolamento con l'unione, alla paura con la gioia. Torniamo a respirare insieme. Costruiamo realtà resilenti".


Dopo i primi mesi dove in solitudine abbiamo innalzato e difeso la bandiera della resistenza alla dittatura sanitaria (qualcuno ci criticò anche per la mobilitazione di Pasqua, non tenendo conto della dura repressione di quella giornata, della militarizzazione di Roma e dei numerosi nostri militanti fermati e bloccati prima dell'arrivo a Santa Maria Maggiore. Ma si sà per i vili ed i venduti è più facile puntare il dito che schierarsi! Ricordiamo che lo stesso giorno la "nostra" Sara Cunial venne anche lei fermata e sanzionata per violazione del lockdown!) oggi siamo in tanti a percorrere questa strada.


E' giunto il momento di guardarci in faccia: di contarci, parlarci e unirci per decidere insieme il nostro presente e progettare il nostro futuro.


Come dice la locandina dei RAGAZZI D'ITALIA, che hanno annunciato una mobilitazione nazionale a Roma per il prossimo 6 giugno (primo sabato con la libera circolazione tra regioni) è l'inizio di una nuova era. Per il nostro futuro e per i nostri figli!


E non solo il 6 giugno, c'è l'uscita del nostro mensile, i blog di contro-informazione, la ri-conquista di spazi per rilanciare la nostra proposta militante e rivoluzionaria e l'appuntamento del 30 giugno 2020 (luogo e orario saranno comunicati a breve), quando la Rete 2020 si incontrerà per la prima volta.


Tutti appuntamenti importanti, fuochi di ribellione e resistenza che vanno sostenuti e difesi.

Alla faccia di disertori e sabotatori che in questi mesi ci hanno voltato le spalle o hanno deciso di stare dalla parte del regime e delle forze armate, di mettersi le mascherine in faccia e dialogare con chi in Lombardia e Abruzzo ha gestito le Rsa.


Non possiamo che innalzare i tricolori contro la tirannia in corso, gridare ITALIA LIBERA contro chi ci vuole con la museruola, in fila indiana e distanziati socialmente.

Resistere al terrorismo mediatico e alla dittatura sanitaria, essere più forti della repressione, dello Stato di Polizia e dei 60.000 kapò.

Opporci contro chi ci vuole a catena e alla fame, senza lavoro e senza futuro.

Uscire dai ghetti ideologici, superare logiche di sistema e rilanciare la sfida per la libertà e la giustizia sociale.


ITALIA LIBERA non solo un grido di battaglia, ma prassi di lotta e mobilitazione!

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