• Giuliano Castellino

COVID, FONTANA CHIAMATO DAI MAGISTRATI E CONTESTATO DAI LOMBARDI. IL SISTEMA TREMA, ANCHE LE REGIONI





COVID, FONTANA CHIAMATO DAI MAGISTRATI E CONTESTATO DAI LOMBARDI. IL SISTEMA TREMA, ANCHE QUELLO DELLE REGIONI!


di Giuliano Castellino


COVID, FONTANA CHIAMATO DAI MAGISTRATI E CONTESTATO DAI LOMBARDI.

IL SISTEMA TREMA, ANCHE QUELLO DELLE REGIONI GOVERNATE DALLE FALSE OPPOSIZIONI SOVRANISTE.

ANCHE QUESTO VE LO AVEVAMO DETTO PRIMA DI TUTTI.

LEGHISTI E POST MISSINI A BRACCETTO CON PD E 5 STELLE PER VENDERE L'ITALIA ALL'OMS!


"Non si è mai profeti in patria", "il tempo è galantuomo", i detti popolari sono sempre figli di verità e saggezza, oggi ce ne escono molti.


Ieri è uscita la notizia che il governatore Fontana sarà ascoltato come persona informata sui fatti dalla procura di Bergamo. Il Presidente della Lombardia è stato convocato dai magistrati che indagano sulla mancata chiusura del pronto soccorso dell'ospedale di Alzano e sui morti nelle Residenze per anziani.


La procura di Bergamo ha aperto un fascicolo ipotizzando l'epidemia colposa.

Gli accertamenti puntano a stabilire eventuali responsabilità seguendo due percorsi di indagine: il trattamento dei primi pazienti positivi ricoverati da più giorni vicino ad altri degenti e la decisione, presa il 23 febbraio, di chiudere e poi riaprire dopo poche ore il pronto soccorso.


L'indagine di Bergamo è una delle inchieste aperte dalle procure lombarde sull'evoluzione del contagio da coronavirus.


Erano i primi di marzo quando in perfetta solitudine attaccammo la giunta regionale lombarda, criticando duramente la delibera dell'8 marzo, che prevedeva i ricoveri di massa degli anziani nelle RSA e di fatto ha causato centinaia di contagi e poi decessi.


Non solo non venimmo ascoltati, ma addirittura criticati, anche da molti quadri e vertici di Forza Nuova Lombardia, guarda un pò poi fuoriusciti anche perchè in contrasto con le nostre posizioni contro la dittatura sanitaria.


Questo il twitter (vedi foto dell'articolo) del segretario nazionale Roberto Fiore, nonchè presidente dell'Apf, dove attaccava duramente Fontana e la sua giunta: "Strage di anziani per delibera regionale, firmata da Fontana e i suoi assessori. 8 marzo 2020: la delibera XI/2906 chiede ricovero di pazienti con sintomi COVID19 negli ospizi. Migliaia di anziani in più morti per questo. Strage doloso o colposa?"


Nei giorni precedenti e successivi alla delibera su questo blog apertamente ci scagliammo contro la gestione delle RSA, dicendo che i ricoveri di massa avrebbero (ed hanno purtroppo!) portato a contagi e morti.


Vi ricordate i nostri articoli dove dicevamo che il corteo funebre -militare fatto sfilare per le vie di Bergamo con centinaia di bare era terrorismo mediatico?

Che dietro quella scena e le delibere regionali c'era l'intento di creare panico e di gettare la Lombardia prima e l'Italia tutta nella pandemia e quindi nella mani dell'Oms e della dittatura sanitaria?


Ancora una volta siamo stati soccorsi dai fatti.

Siamo stati i primi a parlare del Trivulzio, raccogliendo le testimonianze della famiglia dell'ex proprietà e di operatori sanitari che ci lavoravano, scioccati dai ricoveri e dalla gestione dell'emergenza corona virus.


Abbiamo sempre cercato la verità e dichiarato che il sistema lombardo era marcio - d'altronde il peccato originale è la privatizzazione della sanità - elemento questo che aveva già portato al fallimento Formigoni.


Oggi vi diciamo di più - proprio nei giorni che Fontana viene invitato dalla procura e centinaia di lombardi hanno manifestato sotto la Regione contro la giunta - non è solo la Lombardia ad aver lavorato "male e sporco".

Già un paio di mesi fa l'abbiamo scritto, anche Abruzzo ed Emilia Romagna hanno avuto una gestione tutta da chiarire.


Se il governo centrale Pd-5 Stelle ha avuto un ruolo decisivo e centrale nel consegnare l'Italia (e tutto l'occidente) all'Oms e agli interessi di Cina e Bill Gates, non da meno sono stati i leghisti e i post missini al comando delle regioni, segno di una sottomissione bipartisan alla dittatura sanitaria.


D'altronde ci ricordiamo bene Salvini chiedere il lockdown e gli arresti di massa per tutta Europa o la Meloni sparire per settimane, se non per chiedere più esercito e poliziotti nelle strade.


Se le sinistre - da quelle pieddine a quelle pentastellate passando per Renz e company - sono colpevoli, anche le destre - da quelle istituzionali a quelle cosiddette radicali - non sono esenti da colpe e da responsabilità.


Basta rileggere il ruolo degli ex Fn Milano e Lombardia (oggi fuoriusciti): mentre il Movimento si batteva, in perfetta solitudine e tra mille difficoltà, tra l'altro subendo denunce e multe contro la tirannia sanitaria, loro tramavano per spaccare ed indebolire Fn (operazione non riuscita).


Invece di mobilitarsi contro Fontana e la Regione Lombardia, si opponevano a chi costruiva (con successo, vedi oggi posizioni della Rete della Cunial, di Meluzzi, dei Taormina e dei Galloni e dei tanti fuochi di resistenza accessi in Italia nelle ultime settimane!) la lotta di liberazione nazionale contro la dittatura sanitaria e lo Stato di Polizia.


Ora, dopo le notizie provenienti dalle procure lombarde e le mobilitazioni popolari contro Fontana, tutto ci sembra più chiaro.

Al di la dei pettegolezzi che si fanno uscire sui giornali (addirittura su L'Espresso), delle vergognose calunnie e zizzanie, o gli attacchi ad personam, dietro l'immobilismo di questi poi fuoriusciti e dei loro mal di pancia interni al movimento, si nascondevano questioni politiche rilevanti ed importanti: stare con Fontana ed il centrodestra o schierarsi con la resistenza.


Loro hanno scelto la prima.

Ovvio che non parliamo della base militante, come sempre in buona fede e alla quale auguriamo sempre ogni bene (in primis quella di liberarsi da questi capi corrotti e venduti), ma di chi con freddezza e convinzione ha boicottato e sabotato le mobilitazioni contro la dittatura sanitaria e contro questa posizione aveva tentato di spaccare il fronte.


Chiudiamo con un altro proverbio popolare, anzi due, "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei", e "chi va con lo zoppo impara a zoppicare!".

Chissà se non li vedremo candidati nelle liste di Fratelli d'Italia o strizzare l'occhio alla Lega e al centrodestra...


Noi rimaniamo fermi sul fronte della resistenza contro chi sull'emergenza Covid ha instaurato uno Stato di Polizia ed una vera tirannia, calpestando ogni principio di libertà e affamando l'Italia, quella profonda e laboriosa.


I morti della Lombardia meritano verità e giustizia, così come tutto il popolo lombardo merita rispetto e la possibilità di rinascere.

Oggi o si sta con la il motto ITALIA LIBERA o con la tirannia: altri schieramenti non ce ne sono.


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