• Redazione/litaliamensile

COSA ASPETTIAMO A RIBELLARCI?


di Daniele Trabucco, Costituzionalista



LA "FINTA" DEMOCRAZIA DI CONTE SULLA PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA


Dietro la decisione presa dal Governo, con il voto a favore di Camera e Senato e la complicità di una falsa opposizione, si nascondono i pieni potere del "Super Governatore".

Le votazioni andate in scena il 28 e 29 luglio sono l'ennesima farsa di una narrazione terroristica dell'era Covid.


Costituzione e democrazia sono da mesi calpestate.

Siamo sotto una tirannia senza precedenti (dittatura sanitaria, finanziaria, giudiziaria e mass mediatica).


Il passaggio in Parlamento da parte del Governo della Repubblica per chiedere la proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020 é l'espressione di una "finta democrazia".


In primo luogo, l'art. 24 del d.lgs. n. 1/2018 (Codice della Protezione Civile) non prevede alcun voto parlamentare, benché l'azione governativa non sia illegittima.


Per prorogarlo, infatti, basta una deliberazione del Consiglio dei Ministri la quale, per espressa previsione legislativa (art. 24, comma 5), non contempla alcun controllo preventivo di legittimitá.


In secondo luogo, il coinvolgimento delle due Camere, con una maggioranza che teme il voto popolare, ha unicamente una funzione politica, volta al mantenimento del potere.

I due rami del Parlamento hanno approvato solo due mozioni, cioé due atti di indirizzo, "vincolanti" semmai sotto il profilo politico, ma non certamente sotto quello giuridico.


Detto diversamente: non hanno prorogato alcunché, essendo la decisione di spettanza della componente collegiale dell' Esecutivo.


Riuscite ad immaginare un partitino come Liberi e Uguali ed il Movimento 5 Stelle, netta minoranza nel Paese, esprimere voto contrario?

Anche ammesso che vi sia un aumento dei focolai, questi, per il momento, risultano circoscritti.


Le Regioni, le cui ordinanze estese a tutto il territorio regionale hanno creato solo cortocircuiti istituzionali peraltro su un materia, come quella della profilassi, sulle quali non hanno competenza e questo nonostante la facoltá (di dubbia costituzionalitá), prevista dal c.d. decreto-legge "ripresa" n. 33/2020, di adottare misure piú restrittive, meno restrittive e derogatorie, potrebbero comunque intervenire, ex art. 32 della legge ordinaria dello Stato n. 878/1978, con ordinanze temporanee e limitate alle zone in cui sono sorti i focolai.


Da ultimo, essendo le leggi di conversione dei decreti-legge contenenti le misure di contenimento ancora in vigore, il Governo Conte II potrebbe benissimo intervenire in ipotesi di un incremento considerevole della diffusione dell'agente patogeno Covid-19, o adottare decreti-legge in ragione di una nuova situazione di straordinarietá, urgenza e necessitá ai sensi del comma 2 dell'art. 77 della Costituzione vigente e semmai valutare, in quel contesto, una deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri di proroga.

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