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CI VORREBBE UN TRUMP ANCHE IN ITALIA E IN EUROPA!


CI VORREBBE UN TRUMP ANCHE IN ITALIA E IN EUROPA!


Francesco Mastrobattista, responsabile social APF


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato l'ordine esecutivo con cui dichiara guerra ai social media.


Una guerra che riguarda anche tutti i nazional-popolari e antagonisti italiani ed europei e li vede schierarsi in prima linea.


Trump infatti ha firmato l’ordine esecutivo che punta a eliminare l’immunità legali contro eventuali cause per i contenuti pubblicati sulla piattaforma.


Dunque ottime notizie dalla Casa Bianca, da cui veniamo a sapere che con questo provvedimento i social media perdono l’immunità legale.


La dittatura mediatica di Zuckerberg, da sempre schierato con l’élite globalista incarnata dalla sinistra liberaldemocratica, in questi mesi sta facendo di tutto per ostacolare la campagna elettorale USA 2021 del Presidente Trump e dei Repubblicani.


Una vera e propria discriminazione ai danni di un'idea politica nazionale, conservatrice e cristiana diversa da quella del regime liberal odierno, che pecca gravemente di non neutralità.


Diversi mesi fa c'è stato un exploit della censura e del fenomeno totalitario facebookiano, specialmente verso movimenti e partiti appartenenti all'affiliazione Europea “Alliance for Peace and Freedom”.


Sono stati censurati moltissimi post appartenenti a personaggi di spicco del mondo nazional-rivoluzionario e radicale, sono state chiuse pagine ed eliminati migliaia di profili di militanti.


In Italia la censura si è accanita in particolar modo sul movimento Forza Nuova e sulla pagina del leader Roberto Fiore, Presidente dell'APF, che ha schierato l'avvocato Carlo Taormina per far fronte alla lotta contro il colosso Facebook.


I rivoluzionari italiani hanno trovato inoltre una strenua avversione anche da parte dei giudici.


Fiore ha twittato infatti:

"Perché Forza Nuova perde contro #Facebook? Perché il giudice designato viene improvvisamente sostituito dalla Albano (ultras liberal): è lei il magistrato "giusto". Ecco in azione il DeepState romano che controlla i processi politici assieme a #Palamara."


Quella di Forza Nuova non è l'unica vicenda di questo genere, prima ancora sono state eliminate le pagine di personaggi appartenenti alla sfera nazional-popolare inglese, uno su tutti l'ex eurodeputato, Nick Griffin, ma anche del leader del Britain First, Paul Golding.


Anni prima, il totalitarismo di Facebook si era già abbattuto sul movimento Greco Alba Dorata, uno dei primi a subire tali ingiustizie.


La censura poi si è allargata a macchia d'olio, colpendo molteplici altri movimenti radicali, ad esempio L'SNS in Slovacchia o il movimento romeno più odiato da facebook per i suoi principi cristiani, Noua Dreapta.

Quasi tutti appartenenti all'APF.


Parliamo ovviamente di movimenti riconosciuti, che si presentano costantemente alle elezioni.

Le organizzazioni nazional-popolari non sono però le uniche a essere oggetto di irragionevole censura da parte dei social, tanto più che negli ultimi tempi anche alcune pagine di associazioni vicine al sovranismo moderato hanno subito chiusure e limitazioni per volontà del tiranno Zucky.


Non bastava però questo accanimento contro i partiti, dato che l'onda anomala della repressione mediatica non ha risparmiato neanche diverse pagine satiriche nei confronti dei progressisti.

Ricordiamo per esempio un aneddoto di qualche anno fa, che ha visto la chiusura della pagina "Sinistra cazzate e libertà".


Addirittura identico trattamento hanno ricevuto i video postati da normali utenti che invitavano le persone a scendere in piazza in questo periodo, targato Covid-19, contro gli inefficienti provvedimenti presi dal governo italiano e altri governi in Europa.


In conclusione, questa del presidente degli Stati Uniti deve essere una lotta che abbraccia tutti i movimenti radicali europei che hanno subito un grave torto dal tribunale sovranazionale di Zuckerberg.


La sfida dovrà poi allargarsi anche a tutti i semplici utenti social che non si vogliono inchinare a questo conformismo.

Tutti i nazional-rivoluzionari dovranno marciare, pur nelle differenze, al fianco di Trump in questa guerra contro l'equipe globalista e arcobaleno di poteri occulti, di cui fa parte anche il creatore di Facebook.


Anche perché è ovvio che ora il terrorismo mediatico si abbatterà anche contro tutti gli oppositori della dittatura sanitaria.

La resistenza alla feroce tirannia del Covid avrà nemici anche in rete, urge non far spegnere i fuochi di rivolta che si stanno accendendo.

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