• Giuliano Castellino

CASTELLINO: “REPUBBLICA? NON SERVE NEMMENO COME CARTA IGIENICA, ROMA SCHIFA GLI SCRIBI DI REGIME”

CASTELLINO: “REPUBBLICA? NON SERVE NEMMENO COME CARTA IGIENICA, ROMA SCHIFA GLI SCRIBI DI REGIME”


“Che schifo Repubblica! È un foglio legato a un mondo ormai finito, quello degli opposti estremismi; diffonde il peggiore odio antifascista, sparge veleno e menzogne.


Raccoglie scribi e terroristi della tastiera al soldo del regime, dei salotti radical chic e dei potentati”, quella di Giuliano Castellino è una condanna senza appello.


“Da ieri, il quotidiano che fu di De Benedetti ed è oggi degli Agnelli, nato già come la voce del padrone - spiega - ha iniziato una campagna infame sullo sgombero di via Taranto, distinguendo tra occupazioni buone e cattive, sgomberi e repressione sbagliati e altri sacrosanti e doverosi.


Noi siamo oltre, LIBERI DAL VELENO IDEOLOGICO, CONTINUIAMO A SOSTENERE OGNI OCCUPAZIONE CHE DIFENDA PEZZI DI ROMA DALL’ASSALTO DI CHI VUOLE CHE MUOIA”.


“Per giustificare la squallida operazione contro via Taranto - costringendo anche la Sindaca Raggi a passare dagli applausi a Prefetto e Polizie ad un tavolo solo per il Nuovo Cinema Palazzo - Repubblica racconta una Roma che non conosce, una San Lorenzo che non esiste più, dimenticando i feroci scontri tra "sanlorenzini" e compagneria, quest'ultima colpevole di aver riempito lo storico quartiere romano di immigrati ed eroina”.


“Finge di non vedere una via dei Volsci ormai depoliticizzata, che vede scontrarsi romani e mafia nigeriana, o un Nuovo Cinema Palazzo come ridotta del business rosso legato all'Università, senza nessun sostegno da parte del quartiere. Tace di una frattura pesantissima tra sinistre (composte da militanti di fuori quartiere) e "sanlorenzini", mai sanata dopo l'omicidio barbaro di Desiré".


"E narra, invece, di un quartiere, San Giovanni, contro i nostri spazi di via Taranto, dimenticando i "sangiovannini" in fila per i nostri pacchi alimentari o a sostegno delle nostre attività comunitarie e culturali”.


“Non scrive di migliaia di romani che in questi anni hanno partecipato ai nostri convegni, alle nostre assemblee no-lockdown o alle tante feste di quartiere caratterizzate da goliardia e gioia, senza mai un episodio di violenza”.


“ Ma - conclude - per fortuna, il terrorismo mainstream non incanta più il popolo, anzi: Repubblica e soci sono schifati da chi crede ancora nella verità e nella libertà. Ormai, e non solo a Roma, Repubblica vale meno della carta igienica”.




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