• Giuliano Castellino

CASTELLINO (FORZA NUOVA): REPUBBLICA, L'ESPRESSO E REPORT LA PSICOPOLIZIA DELLA DITTATURA IN CORSO



CASTELLINO (FORZA NUOVA): REPUBBLICA, L'ESPRESSO E REPORT LA PSICOPOLIZIA DELLA DITTATURA IN CORSO Solito schema, purtroppo già visto e subito pesantemente sulla nostra pelle. Ogni volta che riusciamo ad attaccare il sistema nei suoi punti nevralgici, ad essere centrali nel dibattito politico e ad uscire dal ruolo pre-convenzionato che il regime ha preparato e costruito per le opposizioni addomesticate e le sue strutture più periferiche, ma controllate, ecco che parte la campagna terroristica dei media. Sempre gli stessi editori, sempre gli stessi "giornaloni", sempre le stesse trasmissioni! Negli anni ‘80 avevano in mano tutto e la verità dei media era assoluta: pochissimi erano i mezzi per la contro-informazione e il veleno ideologico e antifascista era un virus che colpiva ed era presente nelle masse e nel popolo (quello sì virus letale e mortale che per mezzo secolo ha bloccato e fatto centinaia di morti!) Tra mainstream e popolo c'era un legame forte, che portò anche a enormi cambiamenti, ma che bloccò l'Italia, soprattutto a livello culturale e metapolitico per decenni, che portò gran parte della forza popolare al collare di forze internazionaliste che poi la tradirono. Carissimo costò questo legame agli uomini liberi che si opposero ai nemici della nazione e del popolo. Oggi il mondo è cambiato, ma non le tecniche del potere. Che quando vede le forze nazionali liberarsi dalle catene della reazione, uscire dal ghetto della destra, abbracciare il sociale e la lotta di popolo, parte con una campagna di criminalizzazione a tutto campo. Negli anni ‘80 fu feroce ed emblematica quella contro Terza Posizione quando la gioventù nazional-popolare si radicò a Palmarola, quartiere periferico di Roma Nord e tolse la bandiera rossa dalla lotta per il diritto alla casa. Scomposta e delirante fu la reazione del regime, con una campagna mediatica da Sud America. Lo stesso era successo per Valle Giulia e le rivolte di Reggio Calabria, Battipaglia e L'Aquila. Il risvolto peggiore, e più pericoloso, è che spesso queste campagne di terrore mediatico vengono abbracciate da Polizia e Magistratura e trasformate in teoremi giudiziari (quasi sempre smontati in fase processuale), che portano a mandati di cattura, e/o processi, spesso lunghi, a volte addirittura con custodie cautelari, con il solo fine di inibire la lotta politica, gettare fango sulla credibilità e rispettabilità dei movimenti, dei dirigenti e militanti ritenuti scomodi, e slegare quel "pericoloso" rapporto tra forze nazionali e popolo, vero fumo negli occhi per le forze che odiano l'Italia e gli italiani, che sanno bene che il superamento di vecchi schemi, ideologie terroristiche e concetti destra/sinistra, non è solo la perdita del loro potere e dei loro antichi privilegi, cosa a cui tengono assai, ma potrebbe essere l'inizio della liberazione nazionale, cosa che temono ancor di più. Negli ultimi 5 anni è stata una sfida senza esclusioni di colpi. Contro di NOI si sono scagliati soprattutto Repubblica, L'Espresso e Report, con una ferocia senza precedenti, accompagnati a volte anche da L'Avvenire e altri media, ma dato peggiore, che dopo i tristi anni ‘80, insieme al terrorismo di questi "giornaloni", si è accodata una repressione poliziesca-giudiziaria pesantissima. Basti pensare che dal 2016 il sottoscritto è in sorveglianza speciale, ha fatto 2 anni e 2 mesi di custodia cautelare e sono quasi 5 anni che non conosce libertà, tra carcere, arresti, rientri forzati alle 21! Finito in un tritacarne mediatico-repressivo pesantissimo, cosa più viscida, anche in teoremi infanganti e infamanti (caro Berizzi prepara l'assegno, che per molti dei processi di cui parli NON SONO STATO MAI CONDANNATO!), oppure a custodie cautelari o condanne, come quella per Montecucco o i fatti del Verano che odorano di Cile e Argentina. Il vero obiettivo? Criminalizzare la mia persona, smontare la mia figura da militante e trasformarla in quella di un delinquente, isolare me e Roberto Fiore, criminalizzare Forza Nuova e le mobilitazioni nei quartieri, soprattutto quelli popolari dove la gente non crede più al “Salvatore Rosso”. La nostra grande colpa? Non certo quella di essere fascisti e violenti, quella piace come caricatura al regime, ben venga che marciamo ordinati e marziali, magari col passo dell'oca e saluti a braccia tese, sai che favore gli facciamo, meglio ancora se rasati e con le camicie tutte di un colore... La nostra colpa è aver innalzato i tricolori dove un tempo sventolava la bandiera rossa! Aver coniugato Fede e borgate, lotta per la vita e lotta per la casa, comunità e lotta per i diritti sociali, militanza e popolo, Avanguardia politica e contropotere popolare. Questo andava disinnescato, arrestato, carcerato, "murato vivo!" (ce le ricorderemo bene certe minacce). Se in parte in questi anni sono riusciti a rallentare la nostra inesorabile avanzata e vittoria, a causa di processi e arresti, è altrettanto vero che non ci hanno fermati. RIECCOCI IN PISTA, IN PRIMA FILA, TRA IL POPOLO, NELLE BORGATE, CON GLI ULTIMI E GLI ABBANDONATI, IN QUESTI 100 GIORNI DI NUOVI AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO! Non certo per cliché che tanto piacciono al regime. No! Ancora una volta per essere usciti dalla gabbia: contro la quarantena e gli arresti di massa. Contro la dittatura sanitaria e l'Oms. Contro la Cina e Bill Gates. Contro lo Stato di Polizia e Immuni. Per la libertà della Messa e per la mobilitazione del 25 aprile, dove abbiamo nei fatti cancellato una festa "ormai fuori dalla storia", divisoria, velenosa, non italiana e trasformato un’azione popolare in un grido di vera libertà contro la tirannia attuale che ci tiene reclusi a casa e ci sta stuprando il futuro. 100 giorni dove tutti sono stati chiusi dentro casa, dove tutti sono scomparsi, dove nessuno ha osato opporsi al regime. In questi 100 giorni di pandemia e chiusura totale abbiamo ripreso la prima linea, fatto uscire un mensile e lanciato sfide e parole d'ordine, oggi diventate consenso e linguaggio popolare. DI NUOVO IN PRIMA LINEA, DI NUOVO REPUBBLICA, L'ESPRESSO E REPORT! Ma stavolta non staremo fermi a subire i loro attacchi. Da 100 giorni attorno al Movimento abbiamo creato sostegni importanti (mensile e blog su tutti), una redazione di professionisti pronti a schierarsi per la verità, un nutrito gruppo di intellettuali, amici e uomini liberi pronti ad aderire ai nostri appelli, a sostenere le nostre lotte e a difendere le nostre persone, il nostro Movimento, le nostre idee di libertà! NON SIAMO PIÙ SOLI E SIAMO PRONTI A RISPONDERE COLPO SU COLPO ALLE MENZOGNE DEI MEDIA. Iniziando col querelare chiunque ci diffami con falsità e menzogne, ATTACCANDO i loro portafogli. I Lirio Abbate, Berizzi e compagnia cantante la smettano di fare le vittime, giocando a fare i martiri della democrazia, nessuno li pensa, grazie a qualche "mitomane da tastiera" hanno costruito ricchezze, fama e professione, altrimenti non li avrebbe conosciuti nessuno... Noi ATTACCHEREMO i loro portafogli, gonfi di denaro pubblico, e i loro conti correnti, belli sostanziosi grazie alle loro menzogne e bugie. Altri pericoli non ne hanno mai corsi, se non quelli che si sono costruiti mediaticamente per farsi pubblicità! Altro che scorta, questi sono geni della truffa, meriterebbero una cattedra all'università di "truffologia". CON SAVIANO BARONE! Lo stesso vale per Report, che in piena emergenza nazionale, con 60 milioni di italiani agli arresti ed un futuro incerto, pensa ad attaccare noi e Forza Nuova. Lunedì scorso con la mobilitazione di Pasqua, lunedì prossimo con uno speciale che addirittura tira fuori le stragi degli anni ‘80 ed "udite udite" il tesoro del Terzo Reich! Promettendo chissà quali rivelazioni contro il nostro segretario nazionale Roberto Fiore, utilizzando le dichiarazione di qualche delatore in cerca di visibilità, preso a pedate nel sedere e cacciato dal Movimento e per questo oggi pronto a infamarlo. SE NON FOSSE DRAMMATICO E PERICOLOSO IL RUOLO CHE POSSONO RICOPRIRE QUESTI PAGLIACCI, OGGI ANCORA PIÙ INCATTIVITI PERCHÉ DAVVERO IN QUARANTENA (MA DA UN DECENNIO ALMENO) NEI LORO SALOTTI E PALAZZI, PERCHÉ ORMAI SGANCIATI DAL CONSENSO POPOLARE, SAREBBE TUTTO ESTREMAMENTE COMICO! Dal canto nostro non faremo più passare la loro macchina del fango, pronti a lavorare sempre più incessantemente per difendere, non solo le nostre libertà personali, ma le nostre libertà politiche e militanti.

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