• Giuliano Castellino

CASTELLINO (AREA): "25 04? NIENTE DA FESTEGGIARE. BLITZ AL COLOSSEO PER UNA NUOVA REPUBBLICA SOCIALE

CASTELLINO (AREA): "25 APRILE? NIENTE DA FESTEGGIARE. BLITZ AL COLOSSEO PER UNA NUOVA REPUBBLICA SOCIALE"


"Mentre oggi la compagnia di schiavi e vecchi e nuovi traditori festeggia la 'festa della sconfitta e dell'occupazione americana', noi rilanciamo la nostra sfida al sistema e rimaniamo in "trincea" nella guerra del "sangue contro l'oro", che dura dal 1919.


L'infame data del 25 aprile, e dei giorni di sangue che seguirono, è ben rappresentata solo dalla barbarie di piazzale Loreto e fu l'inizio della tirannia antifascista, collante tra tutte le forze internazionaliste che mai hanno smesso di odiare l'Italia e gli italiani", Giuliano Castellino non le manda a dire e rivendica il blitz del Colosseo.


"Oggi gridiamo più forte: PER UNA NUOVA REPUBBLICA SOCIALE! E lo facciamo dal Colosseo, da Roma, culla e faro di Civiltà.

Dalla Capitale, il 25 aprile, s'innalza un grido alla mobilitazione per una Nuova Repubblica Sociale in cui il potere torni al popolo e ai lavoratori, contro tecnici, banchieri ed usurai. Dove la Nazione sia edificata sulla Fede di Roma, la Civiltà del Lavoro, i diritti sociali e la socializzazione. Dove la cultura nazionale possa spazzare via il veleno antifascista e restituire libertà al popolo.


Ecco perché i nomi dei martiri di Dongo non ci permettono resa, ecco perché nei loro nomi avanza la rivoluzione: oggi come ieri, oggi per domani, l'Italia ha bisogno di Eroi e di Combattenti, non di rubagalline o traditori.


SABATO 8 MAGGIO - conclude - TUTTI A ROMA, TUTTI A BOCCA DELLA VERITÀ, per vincere. Perché "Noi siamo ancora qui!", pronti ad assaltare l'avvenire!".



IN ONORE DI


Benito Mussolini,

Capo del Fascismo, Duce d'Italia, leader della Rivoluzione


Claretta Petacci,

amata dal Duce, donne fedele, martire fascista


Colonnello Francesco Maria Barracu,

sottosegretario alla presidenza del consiglio


Nicola Bombacci,

vecchio amico di Mussolini, tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia nel 1921, poi aderente al fascismo


Capitano Pietro Calistri,

ufficiale dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana


Colonnello Vito Casalinuovo,

ufficiale di collegamento fra Mussolini e la GNR


Professor Goffredo Coppola,

rettore dell'Università di Bologna, presidente dell'Istituto Nazionale di Cultura Fascista e collaboratore del Corriere della Sera


Ernesto Daquanno,

giornalista, direttore della Agenzia Stefanil


Luigi Gatti,

segretario personale di Mussolini


Augusto Liverani, 

Ministro delle Comunicazioni


Ferdinando Mezzasoma, 

Ministro della Cultura Popolare


Mario Nudi,

della Milizia Repubblicana, comandante della scorta di Mussolini.


Alessandro Pavolini,

segretario nazionale del Partito Fascista Repubblicano. Capo delle Brigate Nere


Paolo Porta,

ispettore dei Fasci della Lombardia, federale di Como e comandante della XI Brigata Nera "Cesare Rodini"


Ruggero Romano, 

Ministro dei Lavori Pubblici


Idreno Utimperghe,

Federale di Lucca e comandante della XXXVI Brigata Nera "Natale Piagentini".


Paolo Zerbino, 

Ministro dell'Interno


Marcello Petacci,

fratello di Claretta


Achille Starace

Ex Segretario del Pnf



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