• Giuliano Castellino

APPELLO ALLA PIAZZA: CONTRO CONTE, COLAO E MONTI



APPELLO ALLA PIAZZA: CONTRO CONTE, MONTI E COLAO, COMBATTERE LA TIRANNIA SANITARIA E FINANZIARIA


La sensazione è che questi esponenti del Deep State intendano usare l'emergenza Covid-19 per garantire la grande spoliazione del Belpaese, il saccheggio dei patrimoni italiani da parte di multinazionali e grandi speculatori (...)

(...) E tra tutti questi motivi sfido chiunque a non trovarne uno buono e giusto per andare il 5 settembre in piazza.


di Ruggiero Capone


La manifestazione di piazza del 5 settembre vedrà la partecipazione di tutti gli italiani liberi. Deve essere considerato come primo appuntamento per il dissenso contro un governo ed un sistema avverso al popolo.


La recente nomina di Monti all'Organizzazione mondiale della Sanità ha preceduto di soli pochi mesi quella di Vittorio Colao a capo della "task force": due uomini oggi graditi a Giuseppe Conte e 5Stelle, ma per prendere il potere i grillini si dicevano lontani dai mondi di Colao e Monti.


Invece oggi li considerano riferimenti, amici del governo ma non degli italiani.

La sensazione è che questi esponenti del Deep State intendano usare l'emergenza Covid-19 per garantire la grande spoliazione del Belpaese, il saccheggio dei patrimoni italiani da parte di multinazionali e grandi speculatori.

E, come in tutte le truffe degli ultimi anni, indorano la pillola amara infondendo nel Paese, tramite la stampa di regime, il senso d'ottimismo da calo dello spread.


Sappiate che si tratta d'una valanga sovrumana di chiacchiere fritte (e fossero almeno quelle di carnevale con su lo zucchero a velo), l'Italia è già sul tavolo della spartizioni internazionali.

E solo un combinato disposto di cacciata dell'attuale governo, uscita dal sistema Euro, abolizione delle norme Ue sulle produzioni artigianali ed agricole, fine dello "stato d'emergenza" ed azzeramento dei debiti degli italiani può far tornare l'Italia nel novero degli stati liberi e democratici.


Diversamente Giuseppe Conte ci sta conducendo ad una sorta di libanizzazione e venezuelizzazione del Paese.


L'esame d'un campione di dieci imprenditori di medie e piccole dimensioni rivela la condizione economica dell'Italia: un risposta unanime e priva del benché minimo appiglio a malintesi, ovvero "non ci sono le condizioni per assumere e contrattualizzare qualsivoglia prestazione d'opera, in questa situazione mancano i margini d'impresa per remunerare il lavoro".


Infatti è in arrivo una nuova ondata di licenziamenti, che dovrebbe far aumentare la disoccupazione di altri tre punti percentuali entro l’autunno: e il governo non ha più risorse per scongiurare la chiusura d’attività e licenziamenti.

E questo perché dall'Ue dicono che, causa Covid, l'Italia non può assolutamente più abbandonare la politica del rigore.


Parole che l'ex ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schäuble, aveva già pronunciato circa otto anni fa.


Ed ecco che torna Mario Monti per coniugare sanità e stretta finanziaria, l'uomo che Jens Weidmann (presidente della Bundesbank) aveva definito nel 2013 "utile a non permettere che l'Italia aggiri i paletti tedeschi sul debito sovrano".

E siccome i frugali dicono che "Bruxelles non ha mai promesso flessibilità sui conti ed elasticità nell'ottemperare ai tanti obblighi dell'Ue", Mario Monti garantirà la giusta pressione sulle politiche italiane affinché l'Italia venga bloccata economicamente e mantenuta in "stato d'emergenza" sino a terminata spoliazione patrimoniale.


Monti ha già detto che necessiterà pigiare su "ulteriori sacrifici da parte del popolo italiano". "Sacrifici e riforme", la ricetta Colao. Con Mario Monti nuovamente in sella, l'Ue ormai è certa che non si potrà chiudere un occhio sulle regole pur di consentire una ripresa economica dell'Italia.


Va anche detto, con questo assetto emergenziale a nessun presidente del consiglio di qualsivoglia paese povero dell'Ue sarebbe mai consentita una flessibilità sulle regole europee in materia di bilancio e sanità.


L'obiettivo di Monti-Colao-Conte è una spending review nello stato come nei bilanci delle famiglie: ovvero "povertà sostenibile" per tutti, mettendo il Pil italiano sullo stesso livello di Albania, Cipro e Portogallo.


Così, con la scusa del Covid, l'austerità viene necessariamente mantenuta se non aumentata.


In materia d'ordine pubblico, al ministro Lamorgese (Interni) viene permesso di consigliare la rassegnazione a disoccupati e nuovi poveri, onde evitare che polizia ed esercito applichino regole da coprifuoco.


In questa sintesi la gravità d'un situazione che trova paragoni storici solo in quel '500 che vedeva l'Italia saccheggiata e difesa solo dai vari Alberico da Barbiano, Giovanni Acuto, Angelo Tartaglia, Braccio da Montone, Muzio Attendolo, Francesco Sforza, Federico da Montefeltro, Bartolomeo Colleoni, Giovanni delle Bande Nere, Vespasiano Colonna, Piero da Correggio, Scaramuccia da Forlì, Guidoriccio da Fogliano… condottieri e comandanti di ventura che cinque secoli prima di Fabrizio Quattrocchi ebbero a dirci "vi faccio vedere come muore un italiano".


E perché, a cospetto della codardia istituzionale, solo nella gente può sbocciare il germoglio del riscatto, della ventura, d'una novella storia.


E tra tutti questi motivi sfido chiunque a non trovarne uno buono e giusto per andare il 5 settembre in piazza.


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