• Giuliano Castellino

ANCHE GIORGIANNI E GLI ERETICI CONTRO CHI DIVIDE LE PIAZZE!

NO ALLE PIAZZE IDEOLOGIZZATE, DISCRIMINATORIE E FUNZIONALI SOLO A PROGETTI PARTITICI. IL POPOLO SOVRANO NON VUOLE ESSERE STRUMENTALIZZATO E MERITA RISPETTO!


Ieri, io come la maggioranza dei presenti, tra i quali tantissimi Eretici, convinti di partecipare a Roma ad una piazza autoconvocata dal Popolo Sovrano, così come avvenuto nei giorni precedenti e ieri in tutta Italia e nel resto del Mondo, ci siamo trovati in una manifestazione politica, organizzata insieme da Partiti e movimenti.


Ma quel che più grave in una logica discriminatoria (omologa a quella del Sistema), il popolo si è trovato separato da un cordone di Polizia, evidentemente sollecitato da qualcuno degli organizzatori, incapaci o egoisticamente non interessati a trovare un accordo unificante.

Invano io stesso, a fronte della disponibilità di alcuni, ho provato invano a superare le resistenze di altri a fare una piazza unitaria.


A questo punto, per coerenza ho declinato l’invito di organizzatori delle opposte fazioni a prendere la parola, perchè non in linea con la mia idea, secondo la quale le piazze devono essere unite, non ideologizzate e non discriminatorie.


Chiedo umilmente scusa a coloro che erano venuti per ascoltare il mio intervento, certo che costoro condivideranno l’impossibilità di mediare su valori e principi.


Ieri, purtroppo, per la miopia di alcuni che, per interessi squisitamente personali o di parte, hanno scelta la strada di dividere e depotenziare la Piazza del Popolo, così mettendo a rischio la credibilità del volontariato dei Movimenti, che da domani dovranno confrontarsi con la sfiducia di coloro che crederanno di essere stati utilizzati per catturare il loro consenso, (esplicitamente da qualcuno richiesto nel suo intervento ), sfruttando le loro ansie, i loro bisogni e la loro disperazione.


Credo che qualcuno dovrebbe fare un atto di onestà intellettuale e chiedere scusa alle persone che ieri sono venuti in piazza del Popolo per autoconvocazione e si sono trovati coinvolti, a loro insaputa e contro la loro volontà, in una manifestazione di partiti.


Diversamente tutti saremo portati a pensare: “che tutto cambia perché nulla cambi.”


Pronto comunque a ritornare in piazze unitarie, non ideologizzate e non discriminatorie, con chiunque condivida questa impostazione.


Angelo Giorgianni


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