• Giuliano Castellino

ALLA PIAZZA LA DITTATURA SANITARIA RISPONDE CON DIVIETI E REPRESSIONE!




ALLA PIAZZA LA DITTATURA SANITARIA RISPONDE CON DIVIETI E REPRESSIONE!


Mentre si moltiplicano le piazze tricolori, anti-ideologiche e plurali, mentre ovunque si innalza il grido "Italia libera" e si accendono i fuochi della resistenza, la dittatura sanitaria risponde con terrorismo mediatico, divieti e repressione.


Vietata la mobilitazione del 30 giugno.


Ci vogliono tutti in fila come pecore, con la museruola, a catena e in povertà.


Questa è l'Italia comandata dall'OMS.

Ma la rivoluzione è come il vento, non si può fermare con le mani...


di Giuliano Castellino


Mentre il sistema crolla, la dittatura sanitaria mostra il suo volto più feroce e con una mano terrorizza il popolo - con il ritorno del virus - con l'altra soffoca il grido di libertà degli italiani.


Mentre le piazze tricolori, libere, anti-ideologiche e plurali diventano sempre più numerose il regime risponde con repressione e divieti.


In questi giorni la questura ha vietato l'iniziativa "Marcia su Roma" del 30 giugno.

Mobilitazione di italiani fuori dai partiti che volevano e vogliono resistere alla dittatura sanitaria, alle sue leggi anti-nazionali ed anti-sociali che hanno imbavagliato, distanziato e affamato gli italiani.


Scrive La Repubblica, giornale Fiat, editore di regime, voce dell'OMS e dell'internazionale afro-democratica, punta di diamante del deep state "de noantri": "Dopo gli scontri di Forza Nuova e degli ultrà contro giornalisti e polizia a Circo Massimo, arriva il "no" al bis".


Queste invece le parole del Ministro degli Interni Luciana Lamorgese alla Camera: "Stop alla nuova manifestazione"

Il divieto è stato comunicato con una nota datata 10 giugno, a firma del questore Carmine Esposito.


Secondo la stampa di sistema il "no" arriva dopo la manifestazione del 6 giugno al Circo Massimo e le polemiche innescate sull'autorizzazione all'evento.


Così ha esultato la rappresentante del Viminale in Parlamento: "Nessun nuovo via libera all'estrema destra. Il Questore di Roma, in relazione a un evento organizzato per il 30 giugno, ha emesso provvedimento di diniego allo svolgimento della manifestazione del movimento "Marcia su Roma".


Questa la postilla della Ministra: "In ogni caso, qualora in assenza di significativi elementi di pericolo la manifestazione dovesse svolgersi, nel rispetto del diritto costituzionalmente garantito manifestare, è assicurato fin d'ora un idoneo servizio di sicurezza".


Ecco che il potere cala la maschera e dietro la scusa del 6 giugno (dove ci fu solo una piazza arrabbiata e stanca di un regime che dopo 100 giorni di arresti di massa e serrate non ha sostenuto famiglie, lavoro, imprese e commercianti, lasciandoci solo restrizioni, mascherine e povertà) si nascondono le vere intenzioni e preoccupazioni di un sistema che sta crollando sotto gli scandali provenienti d'Oltre Oceano, le rivelazioni di Palamara e una resistenza popolare che si fa sempre più forte.


La postilla dice chiaramente che se i manifestanti decidessero di rispettare le nuove regole della tirannia le mobilitazioni saranno autorizzate: basta indossare la museruola, simbolo della dittatura in corso, stare socialmente distanziati e non urlare troppo forte il dissenso.


Anche se poi le vere preoccupazioni sono altre, tra l'altro palesate senza vergogna ormai.


A tenere in allerta il Viminale, infatti, sono "l'attuale clima di incertezza sociale e le difficoltà economiche che hanno agevolato la nascita di molteplici sigle che attraverso i social network hanno promosso manifestazioni di dissenso, trovando favorevoli condizioni per una saldatura delle istanze contestative. A ciò si aggiunge il fenomeno della politicizzazione delle curve che vedono associarsi nell'azione di proselitismo negli stadi con la presenza sistematica nelle piazze allorché si svolgono manifestazioni".


Insomma il Ministero degli Interni è preoccupato per un popolo che si sta organizzando e ribellando a repressione e ingiustizia, che dopo essere stato messo a catena, lasciato senza lavoro e futuro, o nella precarietà più totale, osa anche unirsi, innalzare i tricolori e scendere in piazza per chiedere libertà, occupazione e dignità.


Parole che fanno da eco a quelle pronunciate già dal Vice Ministro pieddino Mauri il giorno dopo la manifestazione: "Il vero obiettivo dei manifestanti è trasformare disagio e paura in rabbia sociale!"


Insomma il sistema ci vuole tutti sotto disagio e paura, impoveriti e terrorizzati e guai a chi vuole trasformare questo in rabbia sociale, come se questo fosse qualcosa di negativo...


Ormai non hanno nemmeno più la decenza di nascondere i loro piani, che potremmo definire satanici e nemici dei popoli.

Piani criminali che vogliono uccidere civiltà e nazioni.


Non solo divieti, ma Ministero e Questura hanno dichiarato che in seguito ai fatti del 6 giugno sono state identificate 230 persone, di cui 13 fermate per approfondimento, due arrestate per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.


Le indagini sono ancora in corso, come ha ricordato Lamorgese: "Vanno avanti gli approfondimenti della Digos per identificare altri responsabili".


Nessuno deve osarsi ribellare alla dittatura sanitaria e dell'OMS!


Ma il vento, come cantava De André nella canzone del Maggio, non si può certo fermare con le mani, al massimo ci possono solo far perdere tempo.


I fuochi della resistenza sono accesi e diventano sempre più numerosi.


Da Sara Cunial che ruggisce in Parlamento e porta oltre 10.000 persone a Firenze, al mondo del 30 maggio, che ha riempito decine di piazze italiane.

Da Meluzzi, che attacca il nuovo verbo del Covid, a I RAGAZZI D'ITALIA, che il 6 giugno hanno dato vita al Circo Massimo.

Da Sgarbi, che ha alzato la testa in quell'aula sorda e grigia, a Viganò, che ancora tiene in vita lo spirito cattolico.


Dagli appelli di Galloni contro le polizie della dittatura sanitaria a Forza Nuova, che ha rotto la quarantena, manifestando più volte in pieno lockdown, ed ha lanciato la sfida italiana all'OMS.

Dai medici in prima linea contro vaccini e falsa-covid agli avvocati che chiedono la riforma della magistratura.


L'Italia è un fiume in piena e difficilmente potrà essere contenuto.

Soprattutto se le risposte continueranno ad essere quelle dell'OMS che terrorizza il popolo con un ritorno del Virus o quelle del governo che ha abbandonato gli italiani.


E se l'Italia è in rivolta, anche nel resto del mondo lo scontro resta aperto: Trump, Putin e Johnson contro il nuovo ordine mondiale, con il presidente americano oggi in prima linea contro tutti. Contro OMS, Gates, Soros, antifa, facebook e cricca Obama/Clinton.


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