• Giuliano Castellino

7 GENNAIO: INNALZIAMO LE NOSTRE BANDIERE! NON UN RICORDO, MA UNA PROMESSA DI VITTORIA

7 GENNAIO: INNALZIAMO LE NOSTRE BANDIERE! NON UN RICORDO, MA UNA PROMESSA DI VITTORIA


I LORO NOMI NON CI PERMETTONO RESA.

Lunga è la nostra marcia...


Dalle insegne di Roma, culla e faro della nostra Civiltà, alla Croce e ai nostri martiri, che quella Civiltà hanno reso Sacra.


Dalle Cattedrali difese dai Cavalieri, agli Altari difesi dai Monaci, alla terra lavorata dai Contadini.


Spade e aratri che nei secoli hanno difeso e fecondato comunità e civiltà.


Le nostre bandiere bianche, le prime a resistere al terrore giacobino, innalzarono un Sacro Cuore rosso. I coltelli dei nostri briganti difesero la libertà degli italiani dal nemico massonico.


E sono nostre quelle bandiere nere sulle camionette che un secolo fa fermarono la furia marxista nel biennio rosso per conquistare la Vittoria.

Nostre le bandiere con la Madonna di Guadalupe in Messico, bianche le camicie del popolo che in Argentina conquistava con Evita la giustizia sociale.


Forti e legate in un fascio le verghe che hanno costruito case e città, difeso la Famiglia ed edificato lo Stato Sociale, restituendo gli italiani alla loro Fede e la Fede agli italiani, facendo vincere il marmo contro la palude, portando la cultura al popolo analfabeta e restituendo a Roma il centro del mondo.


In alto hanno volato le nostre aquile sulle bandiere di battaglia a difesa del nostro onore, mentre i più scappavano sui monti o si vendevano agli americani.


Rosso è il sangue dei tanti ragazzi caduti in questa nazione occupata, dove tiranneggiano di nuovo massoni, mafiosi in doppio petto, guardie e toghe, servizi e servi dei poteri internazionali.


Rosso era il sangue ad Acca Larentia, nere le bandiere innalzate ai funerali dei nostri giovani martiri, come quelle che sfilarono alla marcia per Bobby Sands. Cornamuse e mitra suonavano per lui che abbracciava la Croce d'oro.


Le nostre bandiere sono a scacchi bianco-neri, come la kefiah che copre il volto dei palestinesi o degli iracheni e dei siriani che difendono sempre la loro libertà!


Le nostre bandiere sono bianco-rosse-blu come quelle del popolo serbo e del Donbass in rivolta.


Ma sono anche viola, il colore dei lividi che fanno le manette strette ai nostri polsi o quello che i manganelli lasciano sulla nostra pelle.


Le nostre bandiere sono il nome dei nostri fratelli rinchiusi in una cella o di chi ha sofferto l'esilio.


Oggi queste bandiere si uniscono, ancora una volta, come anelli di una lunga catena e si innalzano per un'altra battaglia di libertà.


Ci spiace per tutti voi, che da troppo poco tempo avete tolto le bende dai vostri occhi, voi che ci chiedete di unirci a tutti mettendo da parte le nostre bandiere.


FACILE PER VOI! Che mai avete avuto bandiere. Voi che, come i globalisti, vorreste cancellare radici, storia, tradizioni, popoli e civiltà.


Mettetele da parte voi le vostre identità: voi che avete lavorato per questo Stato, ne avete indossato le divise e le uniformi.

Nel migliori dei casi siete sempre stati nascosti dietro le finestre, tappati dentro casa e nascosti sui monti.


NOI LE NOSTRE BANDIERE LE INNALZIAMO ANCORA UNA VOLTA: rosse come il sangue dei guerrieri, bianche come la purezza dei nostri Sacerdoti, nere come il colore della terra che difendiamo.


Le nostre bandiere sono simbolo di COMBATTIMENTO, RESISTENZA AL MALE E AL GLOBALISMO, LOTTA DI LIBERTÀ E VITTORIA DI CIVILTÀ!


Non le nascondiamo, tanto meno le deponiamo.

Sono pronte a sventolare ancora più in alto, magari insieme alle nuove bandiere che finalmente (speriamo!), troveranno il coraggio di ribellarsi!


I LORO NOMI NON CI PERMETTONO RESA.

Lunga è la nostra marcia...


LE NOSTRE BANDIERE HANNO SVENTOLATO SU QUEL PIAZZALE E LO FARANNO ANCORA


SONO LE BANDIERE DI CHI TROVA SEMPRE UNA TRINCEA E UNA BARRICATA.

A DIFFERENZA DEI BORGHESI CHE TROVANO SEMPRE UNA SCUSA.


7 GENNAIO: NON UN RICORDO, MA UNA PROMESSA DI VITTORIA!

7 GENNAIO: INNALZIAMO LE NOSTRE BANDIERE!

7 GENNAIO TUTTO L'ANNO!






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