• Giuliano Castellino

25 SETTEMBRE: SIAMO TUTTI FEDERICO ALDROVANDI. PER NON DIMENTICARE


25 SETTEMBRE: SIAMO TUTTI FEDERICO ALDROVANDI. PER NON DIMENTICARE


https://youtu.be/9vauW9griDA


Quindici anni fa moriva Federico Aldrovandi, 18enne ucciso a Ferrara durante un controllo della polizia...


IN ITALIA LA VITA DI UN RAGAZZO VALE 6 MESI, SE A SPEGNERLA SONO DEGLI ORCHI IN DIVISA, DEI BOIA DI STATO!


"Quello che non mi darà mai pace sono le urla di Federico con quelle sue parole di basta e aiuto sentite anche a centinaia di metri, ma non da quegli agenti (atti processuali)..."

(Il padre di Federico)


25 SETTEMBRE: SIAMO TUTTI FEDERICO ALDROVANDI. PER NON DIMENTICARE


Quindici anni fa moriva Federico Aldrovandi, 18enne ucciso a Ferrara durante un controllo della polizia e divenuto un simbolo con la battaglia dei suoi genitori per avere giustizia.


"Il 25 settembre di ogni anno, giunta l'alba, si ripete quello che per me rimarrà per sempre un incubo, o peggio, il ricordo orribile dell'uccisione di un figlio da parte di chi avrebbe dovuto proteggergli la vita", queste le parole del padre del giovane, Lino.


La mamma di Aldro, Patrizia Moretti, invita a "non dimenticare" e ha postato su Twitter un video-omaggio della curva ovest della Spal, la squadra di Federico.


Lino Aldrovandi ricorda la storia del figlio: "Nato a Ferrara il 17 luglio 1987, terminò forzatamente la sua breve vita ad appena diciotto anni, alle ore 6.04 di un assurdo 25 settembre 2005, sull'asfalto grigio e freddo di via Ippodromo, di fronte all'entrata dell'ippodromo, in Ferrara, in un luogo forse troppo silenzioso, ucciso senza una ragione all'alba di una domenica mattina da 4 persone con una divisa addosso".


I loro nomi: Monica Segatto, Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani.

Questi sono i poliziotti che vennero condannati per eccesso colposo in omicidio colposo, a tre anni e sei mesi (pena ridotta a 6 mesi per via dell’indulto).


IN ITALIA LA VITA DI UN RAGAZZO VALE 6 MESI, SE A SPEGNERLA SONO DEGLI ORCHI IN DIVISA, DEI BOIA DI STATO!


Nelle parole in memoria di Federico, il dolore del padre è straziante: "Quello che non mi darà mai pace sono le urla di Federico con quelle sue parole di basta e aiuto sentite anche a centinaia di metri, ma non da quegli agenti (atti processuali). Anzi, il quarto, quello proteso in piedi a telefonare col cellulare di un collega, mentre Federico è a terra bloccato, a tempestarlo di calci (testimonianza in incidente probatorio del 16 giugno 2006). Un’immagine ai miei occhi di padre non diversa, anzi peggiore, considerandone gli autori di quel massacro (54 lesioni Federico aveva addosso, la distruzione dello scroto, buchi sulla testa e per finire il suo cuore compresso o colpito da un forte colpo gli si spezzò o meglio gli fu spezzato) rispetto ad altri casi orribili in cui la violenza l'ha fatta da padrona. Perchè?".


Nel pomeriggio a Ospital Monacale, Comune di Argenta (Ferrara) a Federico verrà intitolato un giardino pubblico.


Al funerale di Federico non si videro né l'allora Presidente del Consiglio, né altri politici.

Non solo, Aldro non ha avuto né giustizia, né verità.


Una ferita ancora aperta che non verrà mai rimarginata.

Federico non era uno straniero, non era nero.

Era un italiano e massacrato da Poliziotti.

Per questo non ha avuto né onori di Stato, né solidarietà da parte di chi in altre occasioni si è fatto sentire.


Meglio così. Federico, dimenticato dai padroni dei suoi aguzzini, vive nel cuore degli italiani liberi.




1,064 visualizzazioni

La tua privacy è importante per noi, le tue informazioni sono sicure al 100% e non verranno mai condivise con nessuno

2020 © Cooperativa Editoriale Italia Futura, Via Paisiello 40 00191, Roma P. IVA 0000015628011007