• Giuliano Castellino

1 MAGGIO: DISOCCUPAZIONE E MASCHERINE PER UN POPOLO IN GINOCCHIO. VIA QUEL BAVAGLIO, GRIDA LIBERTA'!



1 MAGGIO: DISOCCUPAZIONE E MASCHERINE PER UN POPOLO IN GINOCCHIO. VIA QUEL BAVAGLIO, GRIDA LIBERTA'! OGGI NESSUNA PIAZZA, NESSUN CONCERTO, TUTTO VIRTUALE, COME IL SOSTEGNO A LAVORO, IMPRESE E OPERAI. INTANTO GLI ITALIANI CONTINUANO AD UBBIDIRE SENZA REAZIONE. ANCHE I "FALSI DISSIDENTI" LI VEDI IN MASCHERINA, A DISTANZA DI SICUREZZA E MAGARI CON L'AMUCHINA IN TASCA. I dati economici che stanno uscendo in questi giorni sono devastanti. Il Pil è calato del 4,7%. Era dal 1995 che non c'era stato un crollo così. Su 10 attività serrate con il lockdown, la metà non riapriranno più. Commercianti, artigiani ed imprese sono destinate al fallimento, con milioni di connazionali destinati alla disoccupazione. Un 1 maggio surreale, da film dell'orrore, ancora con strade deserte, posti di blocco e 60 milioni di italiani agli arresti domiciliari. 110 giorni di pandemia e due mesi di reclusione e chiusura totale stanno portando l'Italia alla fame, come se fossimo in una guerra, non dichiarata, ma attuata da forze ed ingerenze internazionali (Cina, Bill Gates e OMS) e "bombardati" da decreti leggi che ci hanno tolto ogni libertà personale e buttato in uno Stato di Polizia senza precedenti nella storia italiana. E le opposizioni? Non pervenute. Sparite. A destra come a sinistra! Tutti in fila indiana come "cinesi", tutti con le mascherina in faccia, il vero simbolo di questa nuova schiavitù di una società senza volto e senza anima, che oltre ai diritti sociali ci hanno cancellato sorrisi ed espressioni dal viso, nascosto e coperto da questi nuovi bavagli che - non servono una mazza da un punto di vista sanitario - sono il segno di una dittatura in atto, feroce ed invasiva, che ci sta imponendo un nuovo modello di sottomissione. Anche chi fa finta, ora e solo dopo 100 e passa giorni di arresti di massa, magari dopo aver votato i primi decreti Conte (vero Meloni? vero Salvini?) li vediamo sbraitare contro la quarantena, quando ce li ricordiamo chiedere il "chiudere tutto!" o la "zona rossa" per tutta Europa. Oppure ci ricordiamo i loro governatori incapaci e venduti piegarsi all'OMS e favorire lo stato di pandemia. Ora con queste mascherine (tricolori) ci appaiano ancor più ridicoli! Contestatori dalle buone maniere, pronti a dare del "cattivone" a Conte, ma senza mai rinunciare al politicamente corretto ed attentissimi a non uscire dal coro. Che senso ha protestare contro i provvedimenti infami e tirannici di questo regime rispettando le leggi di schiavitù imposte con decreti leggi ed autocertificazioni? Tra l'altro indossando il bavaglio da loro ordinato di indossare? Misteri delle destre nostrane... Se a destra non si ride (sempre dietro le mascherine) a sinistra si piange! Oggi il tradizionale concertone di piazza san Giovanni diventerà uno show televisivo, virtuale e senza popolo. Da decenni era diventata una farsa questa del 1 maggio a piazza San Giovanni, ma il coronavisrus ha fatto cadere un'altra maschera dei post comunisti (dopo quella del 25 aprile), che in piena emergenza lavoro hanno, ancora volta, voltato le spalle agli italiani. Invece di lanciare una nuova e più radicale mobilitazione proprio in nome del lavoro e del futuro questo "primo Maggio" piazze, palchi, striscioni e bandiere lasceranno il posto a Tv, facebook, internet e distanziamenti sociali. La Festa del Lavoro 2020 sarà senza cortei e, peggio ancora, senza lavoro. Perchè mentre le sinistre svendevano l'Italia e gli italiani, la pandemia ha bloccato sì le manifestazioni tradizionali, ma peggio ancora rischia di mettere in crisi l'occupazione. Si temono nuove crisi sociali, figlie di questa vergognosa gestione del virus, mentre non si sono ancora risolte le vecchie. Basta pensare alla Whirpool di Napoli. Ieri, con un flash mob i dipendenti hanno ricordato che da mesi sono a rischio oltre 400 posti di lavoro. Negli ospedali il personale sanitario festeggia un Primo Maggio drammatico e chiede, come ieri a Torino "più lavoro sicuro". Che in corsia sì significa mascherine e guanti (non in piazza). Ma non solo. C'è chi il lavoro rischia di perderlo o di vederlo diminuire drasticamente nei prossimi mesi ed anni. A Bologna il vescovo, Matteo Zuppi, celebra messa in via Stalingrado 61, sede di una cooperativa di tassisti: "Un modo – spiega la diocesi di Bologna – per stare vicino alle categorie colpite dagli effetti della pandemia". In questi giorni in Lombardia migliaia di negozianti hanno riconsegnato simbolicamente le chiavi delle loro attività ai loro comuni, perchè impossibilitati a riaprire, a Roma in migliaia sono pronti a scendere in piazza. La Calabria è sul piede di "guerra" con la sua governatrice pronta a riaprire tutta, in barba ai decreti di Conte e del suo pool di scienziati. Noi non possiamo - ancora una volta - che stare dalla parte dell'Italia che lotta, che non molla, che tenta di reagire, cercando di essere quella prima linea che segna il cammino. Ci davano dei pazzi 100 giorni fa quando affermavamo che il coronavirus era un'influenza e che non avrebbe fatto più morti rispetto l'anno scorso: così è stato. Ci hanno attaccato quando abbiamo contestato Fontana e la Lombardia per aver fallito la gestione sanitaria: avevamo ragione. Siamo stati i primi a scagliarci contro l'OMS, la Cina, Bill Gates e a parlare di dittatura sanitaria: ora ne parlano tutti. Ci siamo opposti per primi e soli contro tutti agli arresti di massa, alle multe, alle autocertificazioni: ora la maggioranza degli italiani sono preoccupati delle violazioni pesanti e costanti delle libertà personali. Avevamo previsto che povertà, disoccupazione e carestia avrebbero minacciato il nostro futuro più del virus e che dietro si nascondeva la volontà internazionale e politica di sconvolgere il nostro stile di vita: anche qua i fatti ci stanno dando drammaticamente ragione. Ora rilanciamo la sfida di libertà: iniziamo col boicottare queste mascherine, simbolo di schiavitù! Marchio sui nostri volti, bavaglio di una una dittatura sanitaria che ci vuole anestetizzati, in fila come pecore, incapaci di urlare. Ma quali mascherine e bavagli, innalziamo le bandiere tricolori, ma quali distanziamenti, torniamo a urlare e combattere per i diritti sociali. Ma quale rete, iniziative virtuali, basta con questa voglia di apparire sempre "belle, buoni e rispettosi delle regole". SIAMO INCAZZATI NERI, PREOCCUPATI DEL NOSTRO FUTURO E QUELLO DEI NOSTRI FIGLI! Iniziamo col strapparci dal viso queste mascherine, questi bavagli, questi collari del regime e torniamo a riconquistare tutte le nostre libertà. Il resto sono solo farse e "comparsate" per un regime che ci ha già preparato la nuova sceneggiatura, con mascherine, guanti e amuchina!


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