• Giuliano Castellino

ÜBERMENSCH: NULLA SARÀ COME PRIMA? MI SA DI SÌ.



ÜBERMENSCH

NULLA SARÀ COME PRIMA?

MI SA DI SÌ.


(...) chi sente l'attrazione per la buona battaglia come la sola da combattere è già schierato!


di Giuseppe Provenzale


Povero Nietzsche, per quanto abbia smesso di amarlo ormai da decenni, mai avrei potuto auguragli questa fine, anche se, cosa non certamente nuova, le sue colpe non sono poche.


Don Curzio Nitoglia parla di "una squallida degenerazione scientista dell’epica/filosofica nicciana", e ha pienamente ragione.


Siamo al trans/umanesimo, l'uomo - insieme filantropo, politico, scienziato - dopo la morte di Dio decretata dall'uomo stesso per macroscopico errore, si lancia verso la soluzione finale: la sostituzione a Dio.


Sulla parte opposta della linea di questo fronte, quella giusta, non ci sono gli uomini di Chiesa, e come potrebbero, tranne qualche preziosa eccezione, ma alcuni briganti d'avanguardia, baroni - forse non di sangue, ma di penna - e popolani, che avvertono l'assurdo e, nell'aria, l'odore, ancora incerto della battaglia irrinunciabile.


Altri, che pure potrebbero affiancarsi, perdono tempo in faccende burocratiche, rivelando nature olfattive inadeguate e priorità tribali o bambinesche.


Ma non c'è tempo di guardarsi attorno per reclutare tutti quei pochi; chi sente l'attrazione per la buona battaglia come la sola da combattere è già schierato, non sa che farsene di chi personalizza mascherine per farsi notare al supermercato o sui social o, peggio, aspetta con la matita in mano di entrare in una cabina elettorale.


Anche chi era, fino a ieri, un miscredente potrebbe morire da martire e chi, fino a ieri, sembrava un santo potrebbe, infine, non perseverare.

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